Abruzzo. Tar sospende chiusura punto nascita Ortona per prestazioni relative a “malattie e disturbi dell’apparato riproduttivo femminile”. È scontro politico

Abruzzo. Tar sospende chiusura punto nascita Ortona per prestazioni relative a “malattie e disturbi dell’apparato riproduttivo femminile”. È scontro politico

Abruzzo. Tar sospende chiusura punto nascita Ortona per prestazioni relative a “malattie e disturbi dell’apparato riproduttivo femminile”. È scontro politico
L'udienza in cui verrà esaminata la richiesta di annullamento dell'atto è fissata al 3 dicembre. L'assessore Paolucci: “I giudici ci danno ragione, sospensione riguarda soltanto Ginecologia”. Febbo (Forza Italia): “Messa in discussione la scellerata linea intrapresa dalla Regione in sanità”. L'ORDINANZA DEL TAR

Il Tar dell’Abruzzo ha accolto la richiesta di sospensiva (presentata da Manuela Mucci) della delibera n. 89 del 03/07/15 del Direttore Generale della Asl di Chieti, Pasquale Flacco, che attuava il Decreto n. 10/2015 di riorganizzazione dei punti nascita regionali. In particolare i giudici hanno messo in stand by l’efficacia dell’atto impugnato nella parte in cui dispone la sospensione dei ricoveri relativi alle “malattie e disturbi dell’apparato riproduttivo femminile”. Questo perché sono stati ritenuti validi i motivi con cui i ricorrenti deducono che “il provvedimento, nella parte in cui dispone la sospensione dei ricoveri anche relativamente a Drg che esulano dell’ambito ostetrico e perinatale, non trova fondamento nei presupposti atti commissariali”.

La partita, però, resta ancora tutta da giocare poiché la prima udienza si svolgerà il prossimo 3 dicembre. E, quindi, permangono ovviamente le incognite sul futuro dell’atto, che potrebbe essere confermato o annullato. Ma già fioccano le reazioni politiche che, in base allo schieramento di appartenenza, forniscono una differente lettura di quanto scritto dai giudici.

“Punto nascita: tutto da rifare in primis per Ortona e poi per Atri, Penne e Sulmona. Il Tar ha accolto la richiesta di sospensiva della chiusura, confermando di fatto le numerose osservazioni che avevamo sollevato in questi ultimi mesi che ci hanno visto chiedere a gran voce e ripetutamente di rivedere il provvedimento". E’ il commento di Mauro Febbo, presidente della commissione di Vigilanza e consigliere regionale di Forza Italia. “Viene messa in discussione – aggiunge – la scellerata linea intrapresa dalla Regione in sanità e di fatto vengono smentite le motivazione portate avanti da una maggioranza presuntuosa , arrogante e ignorante perché ignora dati e procedure. Chi spiegherà ai cittadini che non bisognava chiudere il Punto nascita? Chi pagherà per i danni arrecati alle comunità locali? Come usciranno D’Alfonso e Paolucci da questa clamorosa debacle?”.

Di tutt’altro avviso l'assessore alla Programmazione sanitaria, Silvio Paolucci, dopo aver letto l’ordinanza. “Tar Abruzzo ha dato ancora una volta ragione alla Regione sul Punto nascita di Ortona, questa è la vera notizia – Come dovrebbe essere noto ai legislatori regionali, il punto nascita riguarda il reparto di Ostetricia, per il quale è stato nuovamente richiesta sospensiva e ancora una volta la stessa è stata respinta. Nel provvedimento – sottolinea – si dispone la sospensione della delibera Asl limitatamente alla parte in cui dispone la interruzione dei ricoveri relativi 'alle malattie e disturbi dell’apparato riproduttivo femminile', cioè del reparto di Ginecologia dell'ospedale di Ortona”.

Per questo reparto la Regione e la Asl, spiega, “condividono l'esigenza di elevare, e di molto, l'offerta ospedaliera di Ortona, puntando, per il bene delle esigenze della popolazione abruzzese, sull'Oncologia ginecologica. Avendo, peraltro, la Regione Abruzzo un'offerta sovrabbondante delle prestazioni dei disturbi dell'apparato riproduttivo”.

Paoloucci annuncia quindi che, in merito, “verrà predisposto eventualmente apposito decreto. A rafforzare questa interpretazione, nella parte dispositiva il Tar esclude espressamente i ricoveri che 'esulano l’ambito ostetrico e perinatale'. Questi sono gli atti, le interpretazioni strumentali di una certa parte della politica – conclude – le lasciamo ad altri, peccato che spesso questo accade in sanità”.
 
Gennaro Barbieri
 

Gennaro Barbieri

25 Settembre 2015

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