Accordo per stabilizzare i 1.137 precari della sanità

Accordo per stabilizzare i 1.137 precari della sanità

Accordo per stabilizzare i 1.137 precari della sanità
La Regione annuncia la firma di un accordo con i sindacati dei medici e del comparto, 656 saranno stabilizzate già per la fine del 2022. Cirio: “Siamo di fronte a due strade: imparare la lezione che ha lasciato il Covid, ovvero che senza personale non si possono curare le persone e che i tagli del passato sono stati nefasti e quindi decidere di investire sulla sanità pubblica, oppure fare finta di niente. Abbiamo fatto la scelta la prima".

I 1.137 tra medici, infermieri. operatori socio-sanitari, tecnici e assistenti sociali che attualmente lavorano negli ospedali con contratti a tempo determinato saranno stabilizzati entro il 2023 e 656 lo saranno già per la fine del 2022. A consentirlo un accordo firmato dal presidente e dall’assessore alla Sanità della Regione, Alberto Cirio e Luigi Icardi, dai dirigenti della Sanità regionale e da Cgil, Cisl, Uil, Fials, Fsi-Usai e Nursing Up.

Un provvedimento che, per presidente e assessore, “è destinato a migliorare la sanità pubblica e permettere di smaltire le liste d’attesa. Inoltre, rappresenta un bel riconoscimento per un personale che ha consentito di combattere l’emergenza”.

Potrà essere stabilizzato chi al 30 giugno 2022 avrà maturato 18 mesi di servizio, di cui almeno 6 nel periodo Covid. Inoltre, spiega la Regione in una nota, “nel bilancio delle aziende sanitarie verranno garantiti dalla Regione 7,8 milioni di euro di risorse straordinarie per la proroga a fine anno di 530 contratti a tempo determinato in scadenza nel secondo semestre del 2022, ritenuti necessari ai fabbisogni ma privi dei requisiti previsti dal Governo per la stabilizzazione”.
L’accordo ufficializza anche il reperimento della copertura per il riconoscimento della retribuzione accessoria del personale relativa al 2021.

Il presidente della Regione ha rilevato che “ci si è trovati di fronte a due strade: imparare la lezione che ha lasciato il Covid, ovvero che senza personale non si possono curare le persone e che i tagli del passato sono stati nefasti e quindi decidere di investire sulla sanità pubblica, oppure fare finta di niente. È stata scelta la prima”.

A consentire questo risultato, ha evidenziato anche la Regione, “una politica finanziaria attentissima e la possibilità di utilizzare oltre 300 milioni di fondi europei, sbloccati dopo lunghe trattative con Roma e Bruxelles”.

Altro punto qualificante dell’accordo, per la Regione, “l’impegno nella definizione ed applicazione del decreto Calabria, che prevede la possibilità di revisione del limite di spesa per il personale. Fermo restando il rispetto dell’equilibrio economico e finanziario del servizio sanitario regionale, è stato definito un incremento del 2% per il 2022 (non appena sarà definito a livello nazionale il riparto delle risorse per la Sanità delle Regioni e verranno rimborsati dallo Stato i circa 340 milioni residui della spesa per la pandemia anticipati dal Piemonte nel 2021), del 3 % per il 2023 e del 5% per il 2024”.

08 Giugno 2022

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