Aggressione orsi. Paoli (Smi Trentino): “Il terrorismo scoraggia i medici a venire a lavorare in montagna”

Aggressione orsi. Paoli (Smi Trentino): “Il terrorismo scoraggia i medici a venire a lavorare in montagna”

Aggressione orsi. Paoli (Smi Trentino): “Il terrorismo scoraggia i medici a venire a lavorare in montagna”
Il commissario dello Smi Trentino spiega che la campagna per attrarre medici lanciata dalla Provincia stava funzionando, ma dopo il caso dell’orsa che ha ucciso un uomo e altre dichiarazioni sulla presenza di orsi e lupi in certe aree, anche i medici che avevano accettato di venire a coprire le zone carenti stanno facendo marcia indietro. “Il pericolo orsi e lupi va gestito ma non deve diventare un caso politico facendo terrorismo a discapito dei cittadini”.

“Per come si era impostata la campagna trentina sull’attrazione di personale sanitario eravamo riusciti a fare dei passi in avanti. Ora con il fatto di cronaca sull’orsa Jj4 ne abbiamo fatti tre indietro”. Ad affermarlo è Nicola Paoli, commissario SMI Trentino. Cosa abbia provocato in ambito di personale sanitario, il fatto della orsa Jj4, è presto chiarito dallo stesso Paoli che punta il dito su certe dichiarazioni che si sono girati intorno al fatto di cronaca. Non entrando nel merito del ragazzo ucciso e del destino dell’orso, Paoli attira l’attenzione sulle 50 zone carenti fra montane e pedemontane, ambito che da medico di medicina generale lo tocca da vicino come rappresentante del 52% sui 330 mmg trentini.

“Su 50 zone carenti eravamo riusciti a recuperarne, attraverso dei concorsi banditi da Apss, ben 33 zone, dati di questo mese – spiega il commissario SMI Trentino – , ma con ciò che è accaduto con l’orso Jj4 e dopo a tutte le dichiarazioni che si sono succedute, molti di questi medici che avevano scelto di lavorare in alcune zone carenti trentine stanno dando forfait. Ci sono medici che precedentemente si erano resi disponibili a lavorare in queste zone ma che ora stanno rinunciando”.

“Caso esemplare è stato quello di Sardagna Bondone, fra l’altro zona carente – prosegue Paoli – che conosco bene e che da ben 3 anni non riesce a trovare un medico disposto a lavorare in questo posto. Ebbene, pochi giorni fa, un medico, dopo essersi reso disponibile a prestare servizio in questo monte, fra l’altro in pianta stabile trasferendosi proprio in queste zone, ha rinunciato a seguito di certe dichiarazioni, secondo cui anche in quel monte c’è un orso che gira indisturbato e che dopo una certa ora ci sono anche dei lupi che si avvicinano alle abitazioni. Il pericolo orsi e lupi sicuramente va gestito, ma nel frattempo sarebbe meglio che lo facesse la Provincia di Trento assieme al corpo Forestale con i propri canali istituzionali, piuttosto che attraverso persone in cerca di protagonismo”.

“Il consiglio che posso dare ai comuni delle valli trentine, è che si concentrino piuttosto su come incentivare i medici a lavorare nelle proprie zone carenti ed ognuno per la propria quota parte, dando il proprio contributo, come già fa Apss che offre al medico che decide di trasferirsi in queste zone l’uso gratuito l’ambulatorio. Oltre a ciò, sull’emergenza degli orsi e dei lupi nel nostro territorio non sia usata come escamotage per andare contro alla Provincia o agli organi di governo per proprio tornaconto, che in questo modo creiamo ulteriori problemi alla cittadinanza come si è appena fatto con Sardagna Bondone. Non creiamo terrorismo a discapito dei cittadini”, conclude il commissario SMI Trentino.

Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio 

24 Aprile 2023

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