Aggressioni contro i medici. Omceo Padova: “Ricostruire l’alleanza medico-paziente”

Aggressioni contro i medici. Omceo Padova: “Ricostruire l’alleanza medico-paziente”

Aggressioni contro i medici. Omceo Padova: “Ricostruire l’alleanza medico-paziente”
Il direttivo dell’Ordine dei medici interviene dopo l’ennesima aggressione a danno di una guardia medica di Padova e rinnova il proprio impegno “nel gestire le risorse professionali e umane per riuscire a riallineare il rapporto comunicativo tra medico e paziente entro i binari della reciproca correttezza”. Alla cittadinanza l'invito a “camminare insieme verso una meta comune, senza dover provare timore o, peggio, doversi difendere".

Tornano all’ordine del giorno i casi di aggressioni contro i medici. A Padova i casi sono stati quattro in poco tempo, l’ultimo contro una Guardia Medica di Padova, e hanno indotto l’Omceo a prendere posizione in merito alla necessità di recuperare l’alleanza medico-paziente. “La relazione tra medico e paziente – scrive il direttivo Omceo Padova in una nota  è uno spazio dialettico dove parlare, spiegarsi, dialogare, uno spazio che non può mai essere abitato da incontenibile conflitto. Sì all'ascolto e alla dialettica, no alla prevaricazione e alla violenza”.

Un rapporto che oggi dovrebbe essere forse più facile ristabilire, dopo che il personale medico ha dato prova, nei mesi della grande emergenza covid, di essere una risorsa ineguagliabile per il Paese, tanto definirli “eroi”. Eppure, sempre più spesso rabbia e frustrazione da parte di pazienti o loro parenti trovano sfogo proprio nel personale medico, infermieristico e socio-sanitario. Per un medico è importante saper gestire con competenza queste escalation di aggressività. Servizi di continuità assistenziale e poli di Pronto soccorso risultano i luoghi più a rischio.

Ecco dunque la necessità espressa dall’Omceo di Padova di “rinnovare il nostro impegno, come Ordine dei Medici, nell'attivare processi di consapevolezza del nostro coinvolgimento emotivo nelle situazioni conflittuali e nel gestire le risorse professionali e umane per riuscire a riallineare il rapporto comunicativo tra medico e paziente entro i binari della reciproca correttezza. Alla cittadinanza l'invito a non lasciarsi infettare dal virus della memoria corta, a non dimenticare il recente passato. Che il nostro sia un "camminare" insieme ai nostri pazienti verso una meta comune senza dover provare timore o, peggio, doversi difendere”.

08 Luglio 2020

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