Anaao: “Non basta avere i conti in ordine se poi i servizi peggiorano”

Anaao: “Non basta avere i conti in ordine se poi i servizi peggiorano”

Anaao: “Non basta avere i conti in ordine se poi i servizi peggiorano”
Definanziamento della sanità, blocco delle assunzioni, carichi di lavoro inaccettabili, fuga dei professionisti verso il privato o all'estero. “Il futuro della sanità è senza professionisti se non si investe in idee, risorse e mezzi”, denuncia l’Anaao, che chiede “risposte coraggiose ed investimenti a tutela non solo delle eccellenze, ma anche delle attività volte a tutelare la salute di tutti”.

Il Consiglio, la Segreteria regionale con i Segretari aziendali Anaao Assomed dell’Emilia Romagna esprimono, in una lunga nota, la “forte preoccupazione e angoscia per quanto sta accadendo nella nostra regione e nella nostra nazione riguardo la tenuta del servizio sanitario”. Il sindacato punta il dito, in particolare, verso “diversi incontri pubblici ed interviste” in cui si è parlato della “necessità di bloccare le assunzioni dei sanitari nel prossimo triennio, per recuperare un immaginario ‘esubero’”. Una scelta che, osserva l’Anaao Emilia Romagna, “si va ad inserire in uno scenario drammatico per la sanità pubblica, derivante da tre anni di devastante pandemia, ma anche e soprattutto dalla carenza di medici specialisti su tutto il territorio nazionale e dalle inadeguate condizioni di lavoro dei sanitari, che si trovano costretti a turni di lavoro massacranti con produzione di ore di straordinario ed ai quali sono in alcune realtà negati il giusto compenso ed il giusto risposo, con dilazioni inaccettabili dei periodi di ferie e recupero”.

DI fronte a questa situazione c’è chi scappa: “Abbandona il servizio sanitario pubblico rivolgendosi al mercato privato nazionale (in espansione); recandosi all’estero; dedicandosi ad attività in convenzione, ovunque venga promessa e/o permessa una vita lavorativa più dignitosa e retribuita adeguatamente. Chi non può trovare altra soluzione è costretto a un sovraccarico di lavoro con il rischio di compromettere la propria salute oltre al rischio aumentato di possibili errori nell’attività lavorativa. Questo è il presente, ma soprattutto il futuro che si sta costruendo”, denuncia l’Anaao, secondo cui “le vittime inconsapevoli e inevitabili saranno i cittadini che a causa della pandemia hanno già visto allungarsi i tempi di attesa per le prestazioni specialistiche fino a un anno o anche più. Il de-finaziamento ed il blocco delle assunzioni costituiscono una pietra tombale nei confronti del nostro servizio sanitario regionale e nazionale”.

Anche in una regione come l’Emilia Romagna, “in passato fiore all’occhiello del SSN, culla di incontestabili eccellenze”, per l’Anaao “si dovrà rinunciare, come altrove è già avvenuto, alla salute di qualità per tutti. Un vero peccato, uno spreco di competenze. Continueremo a formare con soldi pubblici, specialisti che andranno a lavorare altrove”.

L’Anaao lancia quindi un appello ai cittadini affinché si uniscano alla battaglia dei professionisti sanitari per “sostenere il diritto costituzionale alle cure, adeguate e per tutti, diritto messo in grave pericolo dalla scelte di de-finziamento del servizio sanitario”.

“Non basta – evidenzia il sindacato – presentarsi con i conti in ordine, se questo è raggiunto a discapito della salute garantita, della qualità dei professionisti in campo, della tempestività delle azioni. Occorre pretendere che le risorse, ad ogni livello siano indirizzate al meglio e siano adeguate ai bisogni. Senza assunzioni che colmino i pensionamenti e le altre forme di uscita dal servizio sanitario nazionale, il lavoro sarà sempre più insostenibile e inevitabilmente di qualità scadente”.

“E’ nei periodi di crisi – conclude l’Anaao – che ci attendiamo risposte coraggiose ed investimenti a tutela non solo delle eccellenze, ma anche delle attività volte a tutelare la salute di tutti. Dalle crisi si esce investendo in idee, uomini e mezzi. Gli effetti dei tagli lineari li abbiamo visti e li stiamo vivendo. Sulla nostra pelle di professionisti e cittadini. Chi non impara dagli errori, soccombe. Scelte sbagliate in salute purtroppo hanno conseguenze mortali”.

14 Aprile 2023

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