Anziano fragile. A Teramo inaugurata la prima sede dell’Agicot

Anziano fragile. A Teramo inaugurata la prima sede dell’Agicot

Anziano fragile. A Teramo inaugurata la prima sede dell’Agicot
L’Agenzia di Integrazione Continuità Ospedale-Territorio (Agicot) per la presa in carico dell’anziano fragile si occuperà di coordinare tutti gli interventi socio-sanitari dal momento della dimissione del paziente dall’ospedale in poi. Verì: “La Asl di Teramo è capofila di un progetto regionale che presto sarà esteso a tutto l’Abruzzo, un progetto precursore di quella che sarà la nuova rete assistenziale, di quanto è stato previsto dal Dm 77”.

È stata inaugurata negli scorsi giorni, al piano terra del terzo lotto dell’ospedale Mazzini di Teramo, la prima sede dell’Agicot, l’Agenzia di Integrazione Continuità Ospedale-Territorio per la presa in carico dell’anziano fragile. “La Asl di Teramo è capofila di un progetto regionale che presto sarà esteso a tutto l’Abruzzo”, ha commentato l’assessore alla Salute, Nicoletta Verì presente al taglio del nastro. Un progetto, ha aggiunto, “precursore di quella che sarà la nuova rete assistenziale, di quanto è stato previsto dal Dm 77. In sostanza prevede una nuova organizzazione, un’integrazione che non è solo ospedale-territorio, ma di tutte le realtà che prendono in carico l’anziano fragile. Con questa riorganizzazione dell’assistenza di prossimità faremo in modo che l’anziano non si senta solo: il servizio sanitario si prenderà cura di lui per tutta la prospettiva di vita”. L’assessore ha anche annunciato che presenterà il progetto a livello nazionale.

Il progetto è stato realizzato grazie alla partecipazione della Regione Abruzzo a un bando ministeriale per la realizzazione di progetti regionali sulla sperimentazione di strutture di prossimità, nell’ambito del quale ha ricevuto un finanziamento di circa un milione 100mila euro grazie al progetto sperimentale ideato dalla stessa azienda sanitaria teramana, con la collaborazione dell’Università di Firenze. “Il progetto — spiega la Asl in una nota — prende le mosse dalla felice esperienza dei Naiot, organizzazione innovativa della Asl di Teramo che finora si è occupata delle dimissioni protette di più di quattromila anziani, dopo la fase di formazione, entra in quella operativa”. Dalla prossima settimana saranno presi in carico dei primi 20 pazienti selezionati. La centrale operativa Agicot si occuperà di coordinare tutti gli interventi socio-sanitari dal momento della dimissione del paziente dall’ospedale in poi, applicando la metodologia ideata durante il corso di formazione e coprogettazione.

“Questa progettazione, nella fase di formazione che si è svolta finora, ha trovato un’adesione entusiasta e partecipata di tutto il personale della Asl, proveniente sia dall’ospedale che dal territorio, compresi alcuni medici di medicina generale. Grande interesse anche nel personale coinvolto degli enti d’ambito”, ha dichiarato il direttore generale della Asl, Maurizio Di Giosia. “Questo — ha aggiunto — è un segnale molto positivo: significa che noi abbiamo intercettato un’esigenza forte che proviene dalla società, cioè la presa in carico dell’anziano fragile sotto diversi aspetti, sia sanitari che socio-sanitari”.

Il direttore generale ha sottolineato anche: “Il fatto che la sede di Teramo venga aperta proprio qui al Mazzini costituisce un ulteriore potenziamento dell’ospedale di Teramo nella sua funzione di connessione con il territorio teramano. La presenza in questa sede delle strutture di assistenza territoriale non solo consentirà una dimissione protetta più efficace ma comporterà un avvicinamento della sanità ai suoi cittadini”.

Niccolò Persiani, docente ordinario della facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Firenze, che ha elaborato il progetto insieme a un gruppo di lavoro della Asl di Teramo coordinato da Valerio Profeta, direttore del Coordinamento assistenza sanitaria territoriale dell’azienda sanitaria teramana, ha sottolineato che “la Asl, coinvolta in un modello organizzativo straordinario e innovativo, si è aperta a tutti i soggetti che si prendono cura dell’anziano fragile. Da questa sede Agicot non usciranno diagnosi o cure, ma un progetto di vita che indicherà come gestire la fragilità dell’anziano nella sua famiglia, nella sua comunità”.

Il ruolo dei sindaci è stato sottolineato dal sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto, che ha evidenziato come “i Comuni facciano da cerniera con il territorio e facciano dialogare la pianificazione sanitaria con quella sociale”. Valerio Profeta ha spiegato che sarà un’equipe multiprofessionale a definire, ottimizzare, attivare e monitorare il percorso più appropriato non solo nella fase della dimissione ospedaliera ma anche tra i diversi percorsi assistenziali del territorio. “Il primo passo è l’empowerment del caregiver familiare, dopo il personale della centrale operativa Agicot seguirà il paziente telefonicamente e con visite domiciliari periodiche (mediche o infermieristiche), si occuperà di coordinare le diverse attività. Altro compito è individuare di quali interventi di natura sociale abbia bisogno l’anziano fragile (ad esempio abitativi o economici). L’obiettivo è evitare che l’anziano si riacutizzi e abbia bisogno di un nuovo ricovero ospedaliero e anche evitare l’istituzionalizzazione del paziente in una casa di riposo”.

24 Ottobre 2022

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