Aou Padova. Medici, infermieri e tecnici a Conte e Speranza: “Siamo discriminati. Vogliamo fondi contrattuali omogenei alle altre Ulss del Veneto”

Aou Padova. Medici, infermieri e tecnici a Conte e Speranza: “Siamo discriminati. Vogliamo fondi contrattuali omogenei alle altre Ulss del Veneto”

Aou Padova. Medici, infermieri e tecnici a Conte e Speranza: “Siamo discriminati. Vogliamo fondi contrattuali omogenei alle altre Ulss del Veneto”
Nella lettera i sindacati rivendicano il ruolo avuto per il contenimento della pandemia, ma evidenziano come l’Azienda svolga nel corso di tutto l’anno un'attività di livello più elevato rispetto alle altre aziende regionali. Ma “a fronte di un maggior impegno profuso, i fondi contrattuali che finanziano il trattamento economico accessorio sono al livello più basso tra tutte le aziende sanitarie venete se non d’Italia”. A Conte, Speranza, Dadone e parlamentarii chiedono un intervento per “ovviare immediatamente ad una discriminazione oltraggiosa quanto discriminatoria”. LA LETTERA

L’emergenza coronavirus ha messo sotto i riflettori del Governo alcune regioni e alcuni ospedali, in particolare. Ed è rivendicando il ruolo avuto per il contenimento della pandemia, e dunque le capacità dimostrate, che le sigle sindacali di dirigenti medici, personale tecnico amministrativo e di comparto  dell’Azienda Ospedaliera di Padova (Aaroi, Anpo-Ascoti-Fials Medici, Cimo, Cnu, Fassid-Sinafo-Smr, Fedirets, Nursing-Up e Uil Medici) scrivono al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al Ministro della Salute Roberto Speranza, al Ministro della Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone, e ai parlamentari eletti nel Collegio di Padova e provincia per chiedere che venga una volta per tutte sanata la disparità di compensi accessori tra dipendenti dell’Aou di Padova e dipendenti delle altre aziende venete.

“Da anni siamo discriminati”, scrivono i sindacati nella lettera. “Lo siamo dal punto di vista economico ma anche dal punto di vista assicurativo relativamente al ‘rischio clinico’ legato agli interventi di più elevata complessità che richiedono un altissimo livello di specializzazione. Peraltro – si spiega nella lettera – l’importanza strategica e scientifica dell’Azienda Ospedale-Università determina l’effettuazione da parte di tutto il personale di attività e prestazioni ad un livello mediamente più elevato rispetto a quelle richieste alla generalità dei dipendenti delle altre aziende sanitarie venete. Tuttavia, a fronte di un maggior impegno profuso, i dipendenti dell’Azienda Ospedale-Università di Padova possono contare su fondi contrattuali che finanziano il trattamento economico accessorio, che sono al livello più basso tra tutte le aziende sanitarie venete se non d’Italia”.

Una situazione che, rimarcano i sindacati, “sta producendo un crescente stato di disagio tra il personale – risentito per un trattamento manifestamente discriminatorio”, e sarebbe alla base di “molte fuoriuscite” di professionisti “verso strutture, pubbliche e private, che offrono ai propri dipendenti trattamenti economici notevolmente più elevati, con evidente pregiudizio per l’Azienda Ospedale-Università di Padova e per l’intero sistema sanitario Veneto”.

A novembre 2019, la Giunta guidata da Luca Zaia aveva anche cercato di colmare il gap prevedendo, all’art. 21 delle legge regionale 44 del 25/11/2019, che dall’anno 2020 l’Aou di Padova fosse autorizzata a rideterminare, previa deliberazione della Giunta regionale e nel rispetto del limite della spesa complessiva del personale del servizio sanitario regionale, i fondi del personale del comparto e delle aree dirigenziali “fino a concorrenza del livello medio pro capite riferito all’anno 2018 dei fondi delle aziende ed enti del servizio sanitario regionale”. La copertura della manovra era quantificata in euro 6,6 mln per il triennio 2020-2022. Ma due mesi dopo la legge regionale era stata impugnata dal Consiglio dei Ministri che, per la misura in quesione, rilevava: “Invade la materia dell’ordinamento civile di cui all’art. 117, secondo comma, lett. l), della Costituzione, violando altresì il principio di uguaglianza sancito dall’art. 3 della Costituzione, e i principi di coordinamento della finanza pubblica di cui all’art. 117, terzo comma, della Costituzione”.

A fronte di ciò, i sindacati hanno deciso di chiamare in causa le istituzioni nazionali perché intervengano a “ovviare immediatamente ad una discriminazione che riteniamo oltraggiosa quanto discriminatoria non solo per noi ospedalieri, ma anche per tutti coloro che dall’Italia intera trovano cure adeguate nella nostra Azienda Ospedale-Università e per i Cittadini di Padova anzitutto che pagano le tasse parimenti agli altri cittadini e che quindi non meritano che i loro sanitari siano trattati in modo così poco dignitoso, mettendo a rischio le Qualità Professionali e assistenziali finora dimostrate, sia prima che durante questa tragica emergenza che ci coinvolge tutti e che sta sconvolgendo la vita di tutti!”.

14 Maggio 2020

© Riproduzione riservata

Sanità. Il Veneto esporta il proprio modello in Africa
Sanità. Il Veneto esporta il proprio modello in Africa

“La sanità veneta fa scuola anche all’estero. Tra i settori di riferimento ora è entrato stabilmente anche quello della gestione dell’emergenza ed urgenza, ambito su cui solo una minoranza di...

Lazio. Regione: “Conti della sanità in utile per il terzo anno consecutivo, condizioni per avviare l’uscita dal Piano di rientro”
Lazio. Regione: “Conti della sanità in utile per il terzo anno consecutivo, condizioni per avviare l’uscita dal Piano di rientro”

Per il terzo anno consecutivo il bilancio della sanità del Lazio chiude in utile. Anche per il 2025, infatti, l’esercizio delle aziende del Servizio Sanitario della Regione Lazio è in...

Policlinico Abano, il reparto di Ostetricia trasloca e di notte ospiterà anche i papà
Policlinico Abano, il reparto di Ostetricia trasloca e di notte ospiterà anche i papà

Nel reparto Maternità del Policlinico Abano i papà potranno restare di notte in reparto accanto alle neomamme. Nella nuova sede del Punto Nascita al secondo piano della struttura di Abano...

Rsa. Circa 1 residente su 40 ha un’infezione correlata all’assistenza. Dal progetto Ccm una ‘cassetta degli attrezzi’ per prevenirle
Rsa. Circa 1 residente su 40 ha un’infezione correlata all’assistenza. Dal progetto Ccm una ‘cassetta degli attrezzi’ per prevenirle

Nelle Rsa italiane le infezioni correlate all’assistenza restano un nemico silenzioso. Colpiscono migliaia di residenti, sono spesso sostenute da microrganismi resistenti agli antibiotici e, in molti casi, potrebbero essere evitate...