Ars: “In Toscana mancano 250 medici emergenza urgenza”

Ars: “In Toscana mancano 250 medici emergenza urgenza”

Ars: “In Toscana mancano 250 medici emergenza urgenza”
Secondo la relazione fatta da Ars in commissione sanità le chiamate alle centrali operative di soccorso in Toscana oscillano tra le 350mila e le 500mila all'anno, anche se nel 2020 c’è stata una flessione dell'11%. Si parla di circa 1400 chiamate al giorno, che danno origine a circa 1200 interventi. Bezzini ha ricordato come la Regione abbia già aumentato le borse di studio per l’emergenza urgenza, in cantiere corsi di formazione.

In Toscana mancano 250 medici di emergenza urgenza: è quanto hanno detto i vertici dell’Agenzia regionale di sanità durante un’audizione in commissione sanità del Consiglio regionale.

L’iniziativa, di ieri, incentrata sul tema dell'emergenza urgenza in Toscana, spiega una nota, rientra nell'ambito della campagna di ascolto partita in vista degli Stati generali della salute, in calendario il prossimo autunno.

Secondo la relazione fatta da Ars le chiamate alle centrali operative di soccorso in Toscana oscillano tra le 350mila e le 500mila all'anno, anche se nel 2020 c’è stata una flessione dell'11%. Si parla di circa 1400 chiamate al giorno, che danno origine a circa 1200 interventi; di questi, un migliaio sfocia in un ingresso al pronto soccorso con l’ambulanza. Al pronto soccorso inoltre ogni giorno si presentano 3200 pazienti con mezzi autonomi. Per risolvere il problema della carenza di personale, secondo Ars, si legge ancora nella nota, è necessaria una governance del settore con una cabina di regia unica e la promozione della figura unica del medico di emergenza urgenza, che lavori alternativamente dentro e fuori l’ospedale.

Sentito dalla commissione del Consiglio regionale anche l’assessore al diritto alla salute, Simone Bezzini, che ha ricordato come la Regione abbia già aumentato le borse di studio per la specializzazione nell’emergenza urgenza e come siano in cantiere corsi di formazione per i laureati in medicina che non sono entrati nei percorsi di specializzazione.

“Inoltre il nostro obiettivo è arrivare a un'innovazione organica del sistema – ha detto Bezzini -. Vediamo che le cose si muovono, ma a macchia di leopardo; il compito della Regione è garantire standard di servizi omogenei”.

16 Luglio 2021

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