ASfo. Il comparto dichiara lo stato di agitazione

ASfo. Il comparto dichiara lo stato di agitazione

ASfo. Il comparto dichiara lo stato di agitazione
Non solo i sindacati della Dirigenza medica, anche dal Comparto arrivano proteste per lo stato di sofferenza del sistema e dei lavoratori. Cgil, Uil e Nursind contestano la carenza di personale, che causa “in alcuni ambiti l’interruzione di pubblico servizio”. Per far fronte alle necessità dettate dalla pandemia e rispristinare le attività ordinarie, “serve l’assunzione di 80 infermieri e di 50 operatori sociosanitari a tempo indeterminato”, dicono i sindacati

In un momento particolare come questo, laddove la quarta ondata di pandemia è già avanzata, la direzione dell’Azienda Sanitaria Friuli Occidentale (ASFO), che comprende gli ospedali di Santa Maria degli Angeli di Pordenone, di San Vito al Tagliamento e di Spilimbergo, non trova un accordo condiviso con i sindacati sulla carenza di personale. E così, insieme alla proposte dei dirigenti medici, arriva anche lo stato di agitazione delle organizzazioni del comparto.

Cgil, Uil e Nursind, hanno, come è previsto per legge, chiesto ad ASFO un incontro di conciliazione e “raffreddamento” dinanzi al Prefetto. “Intendiamo far emergere, attraverso lo stato di agitazione, le gravi ed importanti questioni lavorative e organizzative del personale – spiegano le sigle sindacali -. Se siamo giunti al punto di presentare una lettera ad ASFO e alla Prefettura, è perché ci vediamo costretti a farlo. Prima di arrivare a questo punto, abbiamo percorso tutte le vie istituzionali di dialogo con incontri con i vertici aziendali, ma non abbiamo ottenuto risposte”.

“Dopo la prima, la seconda, la terza ondata della pandemia e ora la quarta, l’Azienda ASFO non ha fatto nulla in merito all’istituzione di reparti e percorsi per malattie infettive Covid -19, pur sapendo che ci sarebbe stata l’ennesima ondata – dicono Cgil, Uil e Nursind -. In primavera, dopo la terza fase di emergenza, non è stato assunto personale a sufficienza, nonostante la presenza di leggi che permettevano una deroga sulle assunzioni. Ora il personale a tempo determinato, è stato rinnovato sino a dicembre 2021, anziché per un anno e il piano assunzione è palesemente insufficiente per le esigenze aziendali”.

Le conseguenze della carenza di personale, fanno sapere i sindacati, hanno comportato delle scelte da parte della direzione di ASFO, come la chiusura di 4 sale operatorie nell’ospedale di Santa Maria degli Angeli di Pordenone e la conversione dei reparti di medicina in reparti Covid-19. Il reparto della chirurgia della mano è stato trasformato in reparto di quarantena e l'ortopedia si occupa soltanto della traumatologia, riducendo ai minimi termini i servizi erogati e potendo solamente mantenere prestazioni di urgenza e oncologiche, causando così in alcuni ambiti interruzione di pubblico servizio. Stessa situazione per i servizi domiciliari, ridotti in un momento in cui l’Rsa di Maniago è stata convertita in reparto Covid, limitando ulteriormente l’assistenza territoriale ai cittadini.

Snocciolando i numeri, le OO.SS. puntano il dito sulla dotazione organica in turno. Nei reparti non Covid, nei turni di mattino e pomeriggio, la media è di 1 infermiere ogni 12 pazienti, che si abbassa drasticamente nel turno notturno. Nella medicina di San Vito al Tagliamento, la proporzione nei due turni diurni, è di 1 infermiere per 18 pazienti, mentre di notte è di 1 infermiere per 27 pazienti. In un reparto Covid, come ad esempio la pneumologia, l’organico è di 4 infermieri nei turni diurni e 3 nel turno di notte, mentre per gli Oss la presenza è di 3 nel turno del mattino, 2 nel pomeriggio ed 1 di notte, con una presenza media di 26 pazienti di cui 8 ventilati ad alta complessità assistenziale.

“In tutte le realtà lavorative dell'azienda si riscontrano criticità dovute alla carenza cronica di personale, che ormai è divenuta insopportabile ed insostenibile. Situazione segnalata più volte alla direzione ASFO, che nonostante gli incontri con la dirigenza aziendale, allo stato attuale, nulla è stato realmente fatto per permettere ad ogni operatore di svolgere adeguatamente il proprio ruolo. Le forze sociali chiedono in primis il rinnovo per almeno un anno del personale a tempo determinato in scadenza il prossimo 30 dicembre 2021 e per far fronte alle necessità dettate dalla pandemia e rispristinare le attività ordinarie, serve l’assunzione di 80 infermieri e di 50 operatori sociosanitari a tempo indeterminato”, concludono Cgil, Uil e Nursind.

Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

09 Dicembre 2021

© Riproduzione riservata

Settimana della Scienza dello Spallanzani: capire la ricerca per comprendere il presente
Settimana della Scienza dello Spallanzani: capire la ricerca per comprendere il presente

Novant'anni dalla fondazione e trent'anni dal riconoscimento come Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS): nel 2026 lo Spallanzani celebra due ricorrenze che rappresentano l'occasione per riflettere sul...

Regione Lombardia scrive al ministro Schillaci: “Gli attuali indicatori non fotografano la qualità reale del Ssn”
Regione Lombardia scrive al ministro Schillaci: “Gli attuali indicatori non fotografano la qualità reale del Ssn”

Regione Lombardia chiede al Ministero della Salute di rivedere il sistema con cui vengono misurate le performance del Servizio sanitario nazionale. Lo fa con una lettera firmata dall'assessore al Welfare...

Case di comunità. La sfida ora è riempirle di professionisti e servizi. Il punto della Conferenza delle Regioni
Case di comunità. La sfida ora è riempirle di professionisti e servizi. Il punto della Conferenza delle Regioni

Con 1.224 Case di comunità attive al 30 giugno 2026, 186 in più rispetto al target minimo di 1.038 fissato dal Pnrr, la nuova assistenza territoriale entra nella fase decisiva:...

San Raffaele di Milano. Ispezioni e criticità riscontrate, stop al laboratorio di Embriologia
San Raffaele di Milano. Ispezioni e criticità riscontrate, stop al laboratorio di Embriologia

L’ Ats Città Metropolitana di Milano ha disposto la sospensione dell'attività del Laboratorio di Embriologia dell'Irccs Ospedale San Raffaele, afferente alla macroattività di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) di III livello,...