Asl Bari apre gli ambulatori infermieristici. Opi contro Fimmg: “Nessuna follia, ma risposte concrete ai bisogni dei cittadini”

Asl Bari apre gli ambulatori infermieristici. Opi contro Fimmg: “Nessuna follia, ma risposte concrete ai bisogni dei cittadini”

Asl Bari apre gli ambulatori infermieristici. Opi contro Fimmg: “Nessuna follia, ma risposte concrete ai bisogni dei cittadini”
Netta la presa di posizione dell'Opi della Pronvincia di Bari dopo le critiche di Fimmg sull'apertura di altri cinque ambulatori infermieristici nel territorio. "Folle e inaccettabile è la condizione posta dai medici di medicina generale che si ritengono i 'gestori' esclusivi di tutte le prestazioni sanitarie, ivi compreso quelle infermieristiche su cui vorrebbero averne il governo, non solo sanitario ma anche economico".

"È pura demagogia, la presa di posizione della Fimmg, espressa in un comunicato, di contestazione all’apertura di altri cinque (5) ambulatori infermieristici nel territorio dell’ASL di Bari. Folle è stata giudicata dalla Fimmg la decisione del D.G. medico dell’Asl BA, A. Sanguedolce, di promuovere iniziative di salute sul territorio, in accoglimento ai bisogni che i cittadini hanno espresso, non ultimo nella conferenza di servizio u.s., riguardo alle cure infermieristiche. Folle e inaccettabile è la condizione posta dai medici di medicina generale che si ritengono i 'gestori' esclusivi di tutte le prestazioni sanitarie, ivi compreso quelle infermieristiche su cui vorrebbero averne il governo, non solo sanitario ma anche economico".
 
Questa la posizione sulla vicenda espressa dall'Opi della Provincia di Bari in una nota.

"Ai cittadini pugliesi, cosi come accade in molte regioni d’Italia, vanno garantite le cure infermieristiche che non richiedono alcuna “supervisione”, medica. E’ follia vera quella denunciata dalla Fimmg di contrastare l’azione dell’Asl a beneficio dei cittadini impedendo agli stessi di poter usufruire di una serie di prestazioni cui necessitano e che di seguito si esemplificano: (terapia iniettiva intramuscolare, endovenosa, sottocutanea, medicazioni, fasciatura, piccola traumatologia, rimozione suture, vaccinazioni, cateterismo vescicale, rilevazione parametri biofisici e clinici, follow-up delle cronicità, spirometrie ecografie, elettrocardiogramma e altro)", prosegue la nota.

"Il progetto sperimentale della Puglia care 3.0, incentrato su investimenti economici remunerativi alla figura del Medico di Medicina Generale, (altro che gratuite) cui fa riferimento il V/segretario nazionale della Fimmg, Calabrese attivato dalla D.G. Regionale il 30 ottobre 2018, n. 1935 (mai partito), si avvale di precedenti esperienze pugliesi con al centro gli Infermieri nel ruolo di Care e non già di medici. I risultati cui Calabrese fa riferimento sono stati raggiunti grazie agli Infermieri, formati per l’occasione e oggi scippati del ruolo di Care Manager da Emiliano, Gorgoni e Calabrese. Mentre le altre Regioni investono poiché 'folli' nell’ambito del 'Care management' incentrato sulla professione infermieristica, la Puglia, secondo la Fimmg, dovrebbe adottare misure che contrastano coerenti con le evidenze scientifiche e segregare gli Infermieri solo negli Ospedali. Ora basta. Esortiamo il DG A. Sanguedolce e tutte le Organizzazini sindacali Mediche e non a difendere gli interessi sanitari dei cittadini pugliesi e non già quelli di 'casta'", conclude l'Opi di Bari.

15 Luglio 2019

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