Asl Latina. Primo bilancio della collaborazione con Emergency

Asl Latina. Primo bilancio della collaborazione con Emergency

Asl Latina. Primo bilancio della collaborazione con Emergency
Il protocollo prevede la possibilità, per l’ambulatorio mobile di Emergency, di inviare nelle strutture Aziendali i pazienti che necessitano di approfondimenti o di aiuto nell’accesso ai servizi socio sanitari. A quasi due mesi dall'inizio della collaborazione la Asl ha erogato 152 prestazioni.

“Positivo”, per la Asl di Latina, il primo bilancio del protocollo siglato quasi due mesi fa con Emergency. Il protocollo prevede la possibilità, per l’ambulatorio mobile di Emergency, di inviare nelle strutture Aziendali, secondo percorsi predefiniti, i pazienti che necessitano di approfondimenti specialistici e/o strumentali o di aiuto nell’accesso ai servizi socio sanitari. “L’attività dell'ambulatorio mobile di Emergency si è concentrata, come stabilito dall'accordo, nei centri dove maggiore è la presenza di stranieri: Bella Farnia, Sabaudia e B.go Hermada – Terracina, centri dove, in particolare, si registra un'importante presenza di indiani appartenenti alla regione del Punjabi, dediti quasi esclusivamente all'agricoltura e agli allevamenti”, riferisce la Asl.
 
Secondo i dati forniti dalla Asl, sono state erogate 152 prestazioni fra visite mediche, prestazioni infermieristiche e consulenze di orientamento socio sanitario. “La fotografia che ne risulta è abbastanza incoraggiante: la maggior parte degli stranieri che si è presentata ha un lavoro con regolare contratto, un permesso di soggiorno e quasi tutti sono iscritti al SSR”.

Il Report mette in risalto come il problema maggiore sia quello dell'accesso ai servizi ostacolato da barriere linguistiche, culturali e logistiche. “Infatti le strutture sanitarie, compresi gli studi dei MMG, risultano distanti dai loro luoghi di vita e lavoro e con orari non conciliabili con le loro necessità”, spiega la Asl.
 
Non emergono, invece, particolari problemi di salute, “vengono registrate solo patologie legate allo stress migratorio, alle condizioni di vita e di lavoro. La presenza, anche se non molto alta, di donne e bambini sposta l'attenzione su una fascia di popolazione particolarmente fragile che deve essere ben indirizzata verso le strutture di prossimità presenti sul territorio: pediatri di libera scelta, consultori, centri vaccinali”.

“Facilitare l'accesso alle strutture del SSR presenti sul territorio – spiega la Asl –  è uno degli obiettivi principali su cui si basa la collaborazione fra Emergency e ASL, e già dai dati di questo primo mese piccoli passi sono stati fatti in tal senso fornendo ai migranti informazioni di orientamento sociosanitario e, in alcuni casi, anche accompagnandoli presso le strutture sanitarie di prossimità o contattando i MMG. L'iniziativa, al di la dell'utilità di un intervento strettamente sanitario, si conferma essere un osservatorio privilegiato sulle condizioni di vita e sui disagi d'integrazione di questi cittadini. Al tempo stesso l'iniziativa rappresenta un valido supporto nell'indirizzare i bisogni sanitari, anche non espressi, di questi cittadini, verso le offerte più appropriate, tutto in un ottica di prevenzione al fine di evitare ricorsi impropri o tardivi a strutture di secondo livello”.

La Asl informa infine che “periodici incontri fra il Coordinatore di Emergency del progetto Latina e i responsabili dell'azienda ASL saranno volti ad una attenta disamina dell'attività svolta al fine di pianificare eventuali interventi migliorativi”.

15 Febbraio 2017

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