Asl TO4. A Chivasso  gli operatori dipingono le pareti del Pronto Soccorso per “colorare l’attesa”

Asl TO4. A Chivasso  gli operatori dipingono le pareti del Pronto Soccorso per “colorare l’attesa”

Asl TO4. A Chivasso  gli operatori dipingono le pareti del Pronto Soccorso per “colorare l’attesa”
Un progetto di umanizzazione al Pronto Soccorso di Chivasso. Il dg Ardissone: “nasce con l’intento di creare punti di attrazione visiva e di intrattenimento mentale come diversa modalità di umanizzare il ‘tempo sospeso’ dell’attesa”.

“Un progetto artistico che nasce con l’intento di creare punti di attrazione visiva e di intrattenimento mentale come diversa modalità di umanizzare il ‘tempo sospeso’ dell’attesa in Pronto Soccorso. Nella consapevolezza che il colore influisce sulla percezione emotiva, influenzando la relazione della persona assistita con l’ambiente e gli interlocutori”. Così il direttore generale dell’Asl TO4 Lorenzo Ardissone descrive il progetto ‘Coloriamo l’attesa’ realizzato nel Pronto Soccorso di Chivasso.

Per rendere colorata “l’attesa”, nell’autunno del 2017, in previsione dell’apertura della nuova ala dell’ospedale di Chivasso, gli  operatori (infermieri e operatori socio sanitari) motivati e disponibili a sperimentare una diversa  modalità del prendersi cura delle persone assistite hanno personalizzato le pareti del Pronto Soccorso con espressioni artistiche.

La referente del progetto, dottoressa Mirella Fontana, ispirandosi alle opere dell’artista Rita Mangano – pittrice milanese esperta in umanizzazione degli ambienti ospedalieri – ha condotto la progettazione dei pannelli decorativi, lavabili e riposizionabili, sia nella  scelta dei temi sia nella scelta delle tecniche pittoriche. Sui muri del Pronto Soccorso si è quindi installata l’arte come inno alla persona, alla speranza e alla salute attraverso dipinti che si ispirano alla natura.

L’esperienza del prendersi cura del proprio contesto di lavoro ha arricchito l’armonia del gruppo e valorizzato le singole potenzialità.

Il laboratorio è stata un’opportunità di produrre bellezza, non solo con l’estetica dei dipinti, ma con la tangibile gioia del senso di appartenenza dimostrata anche con l’esposizione di undici pannelli fotografici che mostrano volti, gesti e “attimi” di ciascun protagonista in questa esperienza. Pannelli che ora adornano le pareti di un corridoio di servizio del Pronto Soccorso.

“Non avrei mai pensato, da semplice principiante, di poter dipingere nel mio contesto lavorativo, né mai avrei immaginato di vivere le emozioni che questa forma d’arte è capace di suscitare”, testimonia uno degli infermieri impegnati nel progetto. “Ho scoperto una sorprendente fonte di rilassamento”.
 

16 Febbraio 2018

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