Asl TO3. Apre all’ospedale di Rivoli centro di 1° livello per i disturbi alimentari

Asl TO3. Apre all’ospedale di Rivoli centro di 1° livello per i disturbi alimentari

Asl TO3. Apre all’ospedale di Rivoli centro di 1° livello per i disturbi alimentari
Fino a oggi i pazienti affetti da DCA erano presi in carico dalla Neuropsichiatria infantile. Sono inoltre disponibili in Piemonte 3 centri di secondo livello per la presa in carico dei disturbi alimentari più gravi e conclamati. Nell’ultimo triennio nella Asl TO3 sono state erogate oltre 1.800 prestazioni specialistiche con 91 casi conclamati di anoressia e bulimia

È stato istituito presso l’ospedale di Rivoli un Centro di 1° livello per i disturbi alimentari. Il centro si farà carico soprattutto dei pazienti tra i 9 e i 22 anni affetti da disturbi del comportamento alimentare (in particolare anoressia e bulimia).

Fino a oggi questi disturbi erano presi in carico presso i servizi di riferimento, in particolare la Neuropsichiatria infantile. Erano inoltre disponibili per la presa in carico dei disturbi alimentari più gravi e conclamati in ambito ospedaliero 3 centri di 2° livello rappresentati dal centro dell’ASL TO4 presso l'Ospedale di Lanzo, dalla Neuropsichiatria universitaria dell'OIRM- S.Annae dal centro presso l'ospedale Molinette – Città della Salute e della Scienza di Torino.

Il nuovo Centro di 1° livello consente ora di contrarre il tempo fra l’esordio della malattia e l’inizio delle cure e di ridurre il danno attraverso un contesto specifico multiprofessionale di cura e trattamento nella stesso ambito territoriale.

Il centro si avvarrà di un’equipe multidisciplinare coordinata da Marco Rolando (Dipartimento Materno Infantile) e composta da uno psichiatra, due neuropsichiatri, una dietologa, una dietista, tre neuropsichiatri infantili, psicologi psicoterapeuti. Uno specifico progetto prevede l’organizzazione del centro, il percorso assistenziale, le varie fasi che coinvolgono tutte le professionalità e che partono dall’anamnesi, alla valutazione delle condizioni fisiche, dalla diagnosi al coinvolgimento della famiglia, fino all’intervento terapeutico che nei casi più gravi può prevedere il ricovero nei centri specializzati di 2° livello. L’accesso al Centro di 1° livello sui disturbi alimentari a Rivoli è stato reso molto semplice e immediato attraverso i medici e pediatri di famiglia e/o con una semplice prenotazione effettuata presso i CUP aziendali di “prima visita per disturbi alimentari” che determinerà immediatamente la presa in carico nel percorso di diagnosi e cura.

“Lo sforzo messo in campo dall’Asl TO3 per disporre di un centro di riferimento di 1° livello per i disturbi alimentari, nella nostra ampia area territoriale, è notevole”, ha affermato il direttore generale della Asl TO3 Flavio Boraso. “Sono però gli stessi dati epidemiologici sull’evoluzione di queste patologie che indicano l’assoluta necessità di attrezzarci per evitare la cronicizzazione con risposte adeguate fin dalla delicata fase di trattamento precoce. Anni fa ho avuto modo di lavorare all’istituzione di uno dei 3 centri di 2° livello in Piemonte (quello aperto presso la Asl TO4 a Lanzo), ma nel caso dell’Asl TO3 si rende necessario istituire a Rivoli un riferimento aggiuntivo che operi in modo multidisciplinare collocandosi a un livello intermedio fra l’intervento del singolo Specialista e il centro Ospedaliero di riferimento. La risposta ottimale è quella della Rete: le professionalità e le esperienze aziendali convergono e si coordinano nella risposta del Centro di 1° livello che a sua volta troverà nei Centri di 2° livello (Asl TO4, Oirm e Città della salute) adeguato appoggio per i casi a maggiore complessità. E’ uno sforzo notevole della Squadra Aziendale, che si integra in tutto per tutto con l’operato della Squadra Regionale nel completamento della risposta”.
 
Nella Asl TO3, nell’ultimo triennio sono state erogate oltre 1.800 prestazioni specialistiche fra visite, programmi di psicoterapia e colloqui con genitori, con 91 casi conclamati di anoressia e bulimia di una certa gravità. Si è trattato soprattutto di pazienti giovani e tendenzialmente di sesso femminile. 

11 Aprile 2018

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