Batterio killer. In Veneto 10mila potenziali pazienti a rischio. Il Gruppo tecnico regionale: “Il batterio sembra essersi annidato già nel sito di produzione del dispositivo. Regione si sta tutelando nei confronti della ditta”

Batterio killer. In Veneto 10mila potenziali pazienti a rischio. Il Gruppo tecnico regionale: “Il batterio sembra essersi annidato già nel sito di produzione del dispositivo. Regione si sta tutelando nei confronti della ditta”

Batterio killer. In Veneto 10mila potenziali pazienti a rischio. Il Gruppo tecnico regionale: “Il batterio sembra essersi annidato già nel sito di produzione del dispositivo. Regione si sta tutelando nei confronti della ditta”
Secondo il Gruppo di Lavoro istituito dalla Regione “sono 10mila i pazienti potenzialmente interessati” dal caso del Mycobacterium chimaera presente in un macchinario per il riscaldamento/raffredamento del sangue che avrebbe causato 6 decessi. A tutti verrà inviata una scheda informativa contenente le informazioni sui sintomi e l’indicazione dei numeri di telefono da contattare per qualsiasi evenienza e per gli eventuali approfondimenti clinici necessari. Data inoltre a tutti i reparti l’indicazione di collocare tali macchinari, di qualsiasi marca di fabbricazione essi siano, all’esterno della sala operatoria.

Il Gruppo di Lavoro istituito dalla Regione Veneto per la Prevenzione e la Gestione delle Infezioni da Micobatteri non Tubercolari in Soggetti Sottoposti a Intervento Cardiochirurgico con Impiego di Dispositivi per Riscaldamento/Raffrescamento si è riunito oggi a Padova, con il coordinamento della Direzione Regionale Prevenzione e dell’Unità Operativa Rischio Clinico dell’Azienda Zero.
 
Al termine della riunione è stato emessa la seguente comunicazione: 
 
“Il Mycobacterium chimaera è un batterio diffuso in natura e generalmente non pericoloso per la salute umana.
 
Rari casi invasivi di infezione da Mycobacterium chimaera sono stati riscontrati in Europa e negli Stati Uniti, associati all’utilizzo di dispositivi di raffreddamento/riscaldamento necessari a regolare la temperatura del sangue durante interventi cardiochirurgici in circolazione extra corporea.
 
Le evidenze scientifiche suggeriscono che l’infezione dei pazienti può avvenire tramite aerosol proveniente dall’acqua dei dispositivi.
 
La Regione del Veneto congiuntamente alla Regione Emilia Romagna ha messo in atto un monitoraggio microbiologico relativo alla contaminazione dei dispositivi in parola.
 
Pur essendo state messe in atto le indicazioni di sicurezza progressivamente trasmesse dalla Ditta produttrice e l’aggiornamento/sostituzione dei dispositivi nel corso del 2017 per ridurre ulteriormente il rischio di contaminazione, nel principio di massima precauzione, è stato condiviso l’invio di un’informativa da trasmettere ai pazienti sottoposti ad intervento di chirurgia cardiaca con l’utilizzo dei dispositivi di cui sopra, dal 1 gennaio 2010 al 31 dicembre 2017, al fine della presa in carico dei casi potenzialmente sospetti.
 
La modalità di presa in carico dei pazienti e di monitoraggio dei dispositivi di raffreddamento/riscaldamento è già stata definita con Decreto del Direttore Generale dell’Area Sanità e Sociale.
 
Ad oggi, in Regione Veneto, sono stati diagnosticati 16 casi di infezione da Mycobacterium chimaera, di cui due con intervento cardiochirurgico eseguito in altre Regioni.
 
Su oltre 30.000 interventi chirurgici eseguiti dal 2010 presso le Cardiochirurgie della Regione Veneto, sono stati individuati 14 casi di infezione, di cui 6 decessi.
 
I pazienti potenzialmente interessati sono stimati in circa 10.000. A tutti verrà inviata una scheda informativa contenente le informazioni sui sintomi e l’indicazione dei numeri di telefono da contattare per qualsiasi evenienza e per gli eventuali approfondimenti clinici necessari.
 
I macchinari presenti nelle cardiochirurgie di tutti gli ospedali veneti sono già stati messi in sicurezza e, in alcuni casi, sostituiti. Viene comunque data a tutti i reparti l’indicazione di collocare tali macchinari, di qualsiasi marca di fabbricazione essi siano, all’esterno della sala operatoria.
 
Considerato che dati di letteratura hanno evidenziato che il Mycobacterium chimaera sembra essersi annidato già nel sito di produzione del dispositivo, quindi antecedentemente all’installazione in sala operatoria, la Regione Veneto si sta tutelando nei confronti della Ditta produttrice”.

28 Novembre 2018

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