Campania: Caldoro, “Asl 1 come un cancro”. Ordine dei Medici: “Parole infelici”

Campania: Caldoro, “Asl 1 come un cancro”. Ordine dei Medici: “Parole infelici”

Campania: Caldoro, “Asl 1 come un cancro”. Ordine dei Medici: “Parole infelici”
Il presidente dell’Ordine dei Medici di Napoli e Provincia, Gabriele Peperoni, commenta le parole del presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, che parlando dell’Asl 1, “ingovernabile”, l’aveva paragonata a “un cancro”. "Questo è il tempo delle proposte e non di giudizi", afferma Peperoni.

“Pur comprendendo le criticità della sanità campana e la condivisibile politica basata sulla qualità della spesa della giunta regionale, trovo inopportune e infelici le parole del governatore Caldoro quando paragona l’Asl Napoli 1 a un cancro”. É quanto afferma il presidente dell’Ordine dei  Medici di Napoli e Provincia Gabriele Peperoni nel commentare il giudizio sull’azienda sanitaria napoletana espresso nei giorni scorsi dal presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro.
Secondo Peperoni, infatti, proprio “in un momento in cui la strategia dei tagli sta diffondendo esasperazioni e inevitabili disservizi, alzare i toni da parte di chi dovrebbe, invece, trovare soluzioni creando un clima dialogante e non certo di controproducente tensione, non è la strada giusta. La buona politica, quella di cui parla Caldoro, dovrebbe affidarsi con più fiducia ai medici, capendo che tagliare è necessario, ma bisogna farlo con criterio, conoscenza e consapevolezza di dove si va a incidere. La scure sui precari, ad esempio, rischia di portare alla chiusura di alcuni Pronto Soccorso, e il mancato turn-over già incide sulla ipotesi di chiusura del Psaut della Stazione Centrale e di quello di Ponticelli, privando i cittadini di presidi fondamentali per il loro diritto alla salute. L’Ordine dei Medici “non può chiudere gli occhi quando i tagli previsti sono indiscriminati e per nulla lungimiranti” e “se l’Asl Napoli 1 è ‘ingovernabile’, come sostiene Caldoro, il compito di tutti è quello di lavorare attraverso una sinergia costruttiva, per arrivare alla ‘normalità’ e a un miglioramento dell’offerta dei servizi”.

Secondo Peperoni, insomma, “questo è il tempo delle proposte e non di giudizi che possono negativamente influenzare l’opinione pubblica nei confronti  degli operatori sanitari, i quali, nello svolgere il loro lavoro, sono costretti a volte, come più volte da noi denunciato, a difendersi da aggressioni, figlie dell’esasperazione e di un clima avvelenato dai continui attacchi alla sanità campana. Propongo, quindi, di abbassare i toni e aprirsi alla ricerca delle soluzioni come, ad esempio quella di strutturare l’Asl Napoli 1 in due grandi aree operative: una ospedaliera, facente capo a una struttura-guida in attesa dell’Ospedale del Mare, e una territoriale che comprenda i dieci distretti di Napoli. La gestione dello staff di direzione, in questo modo, potrebbe risultare più snella e – conclude Peperoni – sarebbero più controllabili le sacche di inefficienza”.
 

24 Gennaio 2011

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