Centrali di committenza. Le 30 buone pratiche da condividere con il Ssn. L’esperienza di Estar

Centrali di committenza. Le 30 buone pratiche da condividere con il Ssn. L’esperienza di Estar

Centrali di committenza. Le 30 buone pratiche da condividere con il Ssn. L’esperienza di Estar
In un documento, l’Ente di supporto tecnico amministrativo del Sistema sanitario toscano ha voluto riaccendere il dibattito sugli Enti intermedi fra Regioni e Aziende Sanitarie, con particolare attenzione al tema della centralizzazione delle funzioni. Una pubblicazione “a disposizione di tutti per un confronto ed uno scambio di idee sulle esperienze illustrate”

Dalla realizzazione dell’anagrafe unica e di un Data Center unificato a livello regionale, alla creazione di un sistema dinamico per l’acquisizione di tecnologie sanitarie. Dall’acquisizione di prodotti tecnologici attraverso la valutazione dei costi complessivi legati all’intero ciclo di utilizzo (Life Cycle Cost e Total Cost of Ownership) fino alle gare di servizi come occasione di salvaguardia della sostenibilità sociale e di tutela della quantità e qualità del lavoro. E ancora, dalle gare centralizzate come strumento per la promozione della sostenibilità economica del Ssr, all’applicazione dalla metodologia del Net monetary benefit alle procedure di gara per l’acquisizione Dispositivi Medici impiantabili

Sono queste solo alcune delle trenta buone pratiche contenute nella pubblicazione “L’esperienza di Estar. Sviluppo, responsabilità, crescita”. Un documento voluto dall’Estar, l’Ente di supporto tecnico amministrativo del Sistema sanitario toscano, per riaccendere il dibattito sugli Enti intermedi fra Regioni e Aziende Sanitarie, in particolare sulla tema della centralizzazione delle funzioni.
 
“Un contributo a favore degli enti del Servizio sanitario nazionale che vorranno far tesoro dei progetti già sperimentati da Estar  – sottolinea una nota dell’Ente – ed è a disposizione di tutti per un confronto ed uno scambio di idee sulle esperienze illustrate. La Pubblicazione si pone anche come un esercizio di apprendimento organizzativo in favore dei propri dipendenti che possono così conoscere ambiti e competenze diversi da quelli del loro lavoro quotidiano”.

È stato un percorso lungo quello intrapreso da Estar dalla sua nascita ad oggi. “Dalla fase di centrale di committenza deputata sostanzialmente a ridurre i costi degli approvvigionamenti e a razionalizzare l’utilizzo del personale – ha spiegato il Direttore generale Monica Piovi – siamo passati a quella di hub di competenze in grado sia di utilizzare strumenti innovativi di approvvigionamento, sperimentando anche acquisti di dispositivi medici Outcome Based, sia di velocizzare le procedure, acquisendo laddove necessario il know-how del mercato, con sempre maggiore attenzione alla sostenibilità ambientale, alla equità sociale (ad es. il rispetto delle clausole sociali), alla valutazione di alcuni prodotti con il supporto degli utenti. E ora Estar ha messo a disposizione di tutto il Ssn trenta buone pratiche dalle quali si evince il lavoro in profondità che è stato fatto non solo sui meccanismi di funzionamento e sui processi operativi, ma anche sulla cultura organizzativa e sullo spirito di servizio dell’organizzazione nei confronti delle aziende sanitarie”.
 
Le buone pratiche illustrate nella pubblicazione non si fermano al settore degli approvvigionamenti di beni e servizi per il Servizio sanitario regionale, ma si estendono a tutte le funzioni attribuite all’Ente di supporto e si articolano in tre parti:
1) Sviluppo di soluzioni condivise a favore delle aziende e degli operatori del sistema sanitario regionale, in cui si descrive la ricerca di soluzioni organizzative, tecnologiche, informatiche per rispondere velocemente e in modo semplice ai bisogni degli operatori sanitari e dei cittadini;
2) Responsabilità nella produzione di servizi per i cittadini e per il mercato in cui si raccontano le innovazioni nel settore delle selezioni del personale, della diagnostica per immagini, del centro unico regionale di prenotazione delle prestazioni specialistiche, delle verifiche degli appalti dei servizi per la tutela occupazionale;
3) Crescita dell’organizzazione e delle professionalità del personale dell’ente in cui si illustrano gli sforzi effettuati per passare da un’organizzazione a silos ad una organizzazione trasversale che integra competenze, conoscenze, investimenti formativi effettuati anche sul personale neoassunto e sulla comunicazione interna per migliorare performances e senso di appartenenza.
 
Tutte le schede delle varie esperienze, ricorda una nota di Estar, hanno la stessa struttura e descrivono sinteticamente l’obiettivo, l’ambito di applicazione e la natura del problema affrontato, l’attività, i destinatari, il periodo di attuazione, i risultati raggiunti, i partner e gli elementi chiave del successo.

07 Gennaio 2021

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