Chiusura punto nascita Istituto “Beato Matteo”. Aio: “Si preservi il valore professionale delle ostetriche che vi lavorano”

Chiusura punto nascita Istituto “Beato Matteo”. Aio: “Si preservi il valore professionale delle ostetriche che vi lavorano”

Chiusura punto nascita Istituto “Beato Matteo”. Aio: “Si preservi il valore professionale delle ostetriche che vi lavorano”
Così la presidente del Collegio delle ostetriche della Provincia di Pavia, Elisa Del Bo, in una lettera indirizzata al ministro della Salute Beatrice Lorenzin, al governatore della Regione Roberto Maroni, e all'assessore al Welfare Giulio Gallera. "Si tratta di 12 ostetriche assunte da 10-20 anni con contratti a tempo indeterminato, e che vantano un'esperienza impeccabile da non perdere e non disperdere".

"Si è appreso di recente che a breve verrà chiuso il punto nascita dell’Istituto di Cura 'Beato Matteo' di Vigevano e che i reparti di Ostetricia dell’Ospedale Beato Matteo e dell’Ospedale Civile di Vigevano saranno unificati lasciando attivo solo quello dell’ospedale pubblico. L’Assessore al Welfare lombardo Giulio Gallera ha dichiarato che verrà emanato un bando per il reclutamento, in questa fase iniziale, di 5 ostetriche a cui ovviamente potrà accedere anche il personale ora in servizio al 'Beato Matteo'. Come possono sentirsi le 12 ostetriche del 'Beato Matteo' che in questi anni hanno aiutato migliaia di mamme a dare alla luce i loro bimbi?". È quanto chiede la presidente del Collegio delle ostetriche della Provincia di Pavia, Elisa Del Bo, in una lettera indirizzata al ministro della Salute Beatrice Lorenzin, al governatore della Regione Roberto Maroni, e all'assessore al Welfare Giulio Gallera. 
 
"Premesso che le ostetriche attualmente assunte presso il punto nascita del 'Beato Matteo' hanno contratti a tempo indeterminato da 10-20 anni e che le stesse vantano esperienza impeccabile, vorrei sottolineare come la loro professionalità al servizio delle mamme che assistono lungo il percorso nascita, dei loro bimbi e delle donne affette da patologia ginecologica sia una risorsa non trascurabile, da non perdere e da non disperdere nella puntualità dell’applicazione giurisprudenziale", si legge nella lettera.
 
"Come si può vanificare l’opera di professioniste che all’adeguata preparazione accademica triennale hanno aggiunto un valore innegabile rappresentato dal percorso esperienziale? La dignità e i valori intrinseci della professione non possono che essere sostenuti, la stessa dignità professionale che connota il loro impegno, la loro dedizione e la loro passione nell’esercitare l’arte ostetrica", conclude Del Bo.
 

22 Dicembre 2016

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