Commissione Sanità: al via esame pdl che modifica la riforma sanitaria

Commissione Sanità: al via esame pdl che modifica la riforma sanitaria

Commissione Sanità: al via esame pdl che modifica la riforma sanitaria
La proposta di legge ritocca l’Agenzia dei controlli e i confini dell’Asst e cancella l’Agenzia per la promozione del servizio sociosanitario. Istituisce borse di studio aggiuntive per i medici di Medicina Generale e contratti aggiuntivi per gli specializzandi. Polemiche sulla cancellazione del “quizzone” per la selezione dei Dg. Il 22 ottobre termine ultimo per la presentazione di emendamenti. IL DOCUMENTO

Ha preso il via ieri, in Commissione Sanità del Consiglio regionale della Lombardia, l’esame del progetto di legge presentato dalla Giunta regionale che introduce alcune modifiche alla legge di riforma del sistema sociosanitario regionale e che dovrebbe arrivare in Aula per la sua approvazione definitiva entro la fine dell’anno. Come annunciato dal Presidente della Commissione Emanuele Monti (Lega), lunedì 22 ottobre sarà il termine ultimo per la presentazione di eventuali emendamenti.

Al progetto di legge in esame sono abbinati anche altri due progetti di legge presentati rispettivamente dal M5Stelle e dal Consigliere regionale Samuele Astuti (PD), entrambi focalizzati sulla necessità di portare l’Ospedale di Angera all’interno della ASST dei Sette Laghi, ipotesi fortemente sostenuta anche dallo stesso Presidente Monti e motivata con la necessità di ricondurre il presidio di Angera al proprio territorio di riferimento e al proprio bacino di utenza.

“Si tratta di un provvedimento – spiega il Presidente Emanuele Monti – che introduce alcune modifiche alla legge n°23, in cui vengono meglio specificati i compiti e le funzioni dell’Agenzia dei Controlli e in cui vengono definiti i criteri per usufruire delle borse di studio per gli specializzandi messe a disposizione da Regione Lombardia. Questo progetto di legge ridefinisce inoltre i confini di due ASST in relazione al presidio ospedaliero di Angera e di Menaggio, modifiche che abbiamo definito dopo un approfondito confronto con il territorio, con i rappresentanti degli ordini e delle professioni locali e con tutti gli stakeholder coinvolti”.

Nello specifico, spiega una nota diffusa dall'ufficio stampa del Consiglio regionale, il provvedimento accoglie la richiesta sostenuta dal Presidente del Consiglio regionale Alessandro Fermi e avanzata dai Sindaci del medio lago di Como, del Porlezzese e della Val d’Intelvi di rivedere gli azzonamenti sociosanitari territoriali e di riportare i Comuni facenti parte della ex USSL 18 negli ambiti della ASST Lariana e dell’ATS dell’Insubria: anche l’Ospedale di Menaggio sarà ricondotto all’interno dalla ASST Lariana. Analogo accoglimento riguarda la richiesta del territorio varesino di portare l’Ospedale di Angera, allo stato attuale funzionalmente collegato all’Ospedale di Gallarate all’interno dell’ASST della Valle Olona, nell’ambito dell’ASST dei Sette Laghi.

Tali modifiche, una volta approvato il provvedimento in Consiglio regionale, entreranno in vigore dal 1 gennaio 2019.

Viene inoltre abrogata l’Agenzia per la promozione del servizio sociosanitario lombardo in quanto tale attività viene direttamente ricollocata nell’ambito della Direzione generale competente in seno all’Assessorato regionale.

Infine l’istituzione di borse di studio aggiuntive per i medici di Medicina Generale e di contratti aggiuntivi per gli specializzandi, dettati, spiega la nota, “dall’evidenza che oggi il numero dei nuovi specialisti e dei nuovi medici di Medicina Generale copre a mala pena la metà dei pensionamenti, con inevitabili ripercussioni negative sulla possibilità di garantire un adeguato livello di servizi; con l’intervento proposto, Regione Lombardia intende farsi carico del finanziamento di tali contratti e borse di studio aggiuntivi rispetto a quelli finanziati dal Ministero, prevedendo al contempo le condizioni necessarie per favorire la permanenza dei beneficiari nell’ambito del servizio sanitario regionale”.

Il provvedimento prevede anche la cancellazione del cosiddetto “quizzone” per la selezione dei direttori generali. La motivazione di tale scelta, aveva spiegato l’assessore al Welfare Giulio Gallera, risiede nella necessità di applicare la norma nazionale che prevede la selezione esclusivamente per titoli e colloqui. Ma il consigliere regionale Samuele Astuti (Pd) non è d’accordo. “La prova scritta dalla legge è compatibile con la normativa nazionale”, afferma.

Astuti riferisce, quindi, che “per l’ufficio legislativo” la previsione dei quiz “non sia un requisito in capo agli aspiranti direttori regionali ma sia semplicemente una modalità selettiva ulteriore che integra quelle previste dalla normativa nazionale cioè la valutazione tramite titoli e colloqui. Quindi da questo punto di vista riteniamo che anche l’attuale assetto normativo regionale sia compatibile con l’assetto normativo statale cioè non ci siano problemi e profili di possibile criticità a livello di costituzionalità della norma”.

“La legge nazionale dunque – sottolinea Astuti – stabilisce dei criteri minimi di selezione ma questo non significa che vieti di aggiungerne altri. L’attuale normativa è quindi compatibile con quella nazionale. Abbiamo sostenuto questa posizione da sempre e oggi l’ufficio legislativo del Consiglio ci ha dato ragione. Chiediamo quindi alla Regione, per garantire maggiore trasparenza e limitare la discrezionalità delle scelte della politica, di mantenere la prova scritta nella selezione dei direttori generali. Non farlo, posto che nessuna norma lo vieta, sarebbe una scelta di ritorno al passato e abbiamo già dato”.

18 Ottobre 2018

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