Conti Asl Chieti. Schael tira le somme: “Abbiamo ridotto la perdita e fatto investimenti”

Conti Asl Chieti. Schael tira le somme: “Abbiamo ridotto la perdita e fatto investimenti”

Conti Asl Chieti. Schael tira le somme: “Abbiamo ridotto la perdita e fatto investimenti”
Il dg: “I conti di questa Asl sono stati caratterizzati da una perdita storica oscillante tra 25 e 30 milioni di euro. La situazione economica del 2021 segna una perdita di 25.8 milioni, su cui incide la voce Covid-19 per circa 33 milioni. Nel 2020 a fronte di una perdita di esercizio pari a 13 milioni di euro la gestione Covid ha inciso per 11 milioni, pertanto al netto di tale voce la gestione ordinaria è vicina al pareggio”.

“Una strada in salita, gravata da un’eredità pesante, perché i conti di questa Asl sono stati caratterizzati da una perdita storica oscillante tra 25 e 30 milioni di euro”. Commenta così la situazione economica della Asl Lanciano Vasto Chieti il Direttore generale, Thomas Schael, nell’approssimarsi del periodo di fine anno, in cui si tirano le somme sulle azioni intraprese per coniugare assistenza e conti in ordine. Un equilibrio che si fa fatica a trovare durante una pandemia, specie a fronte di un dato economico di partenza caratterizzato dal segno meno.

“La situazione economica del 2021 segna una perdita di 25.8 milioni, su cui incide la voce Covid-19 per circa 33 milioni, – aggiunge Schael – pertanto a fine anno potremmo avere un utile di quasi 10 milioni in assenza di emergenza sanitaria. Abbiamo migliorato di molto l’andamento dei conti anche nel 2020, dove a fronte di una perdita di esercizio pari a 13 milioni di euro la gestione Covid ha inciso per 11 milioni, pertanto al netto di tale voce la gestione ordinaria è vicina al pareggio”.

“Tutto questo – spiega Shael – senza mai toccare i servizi e ridurre le prestazioni, e grazie a una serie di misure adottate come l’intervento sulla spesa farmaceutica attraverso un maggiore utilizzo degli equivalenti, la revisione dei contratti per l’acquisto di dispositivi medici, il completamento di gare per farmaci, reagenti, soluzioni infusionali e altri materiali, la rimodulazione dell’attività dei centri vaccinali una volta esaurita la massiccia domanda della prima parte della campagna di immunizzazione. Resta, ovviamente, centrale l’aumento dei costi legati all’assistenza Covid in termini di personale, con circa 500 assunzioni effettuate, e ripensamento delle attività. Il tracciamento dei positivi, che rappresenta un unicum in quanto a tempestività e puntualità, la riconversione dei posti in letto in ospedale per far posto a un numero di malati in crescita esponenziale, sia nei reparti ordinari che in terapia intensiva, l’acquisto di attrezzature e dispositivi, le assunzioni straordinarie per l’assistenza ai pazienti positivi trattati a domicilio: sono solo alcuni degli interventi attuati per organizzarci in corsa alla valanga dei contagi che hanno investito il nostro come altri territori”.

“Abbiamo pensato prima di tutto a salvare vite, perché la pena generata dalla conta dei morti era insopportabile, abbiamo garantito assistenza e cure secondo le indicazioni date dalla scienza, utilizzando le risorse con oculatezza sempre dando priorità al bene dei malati, e pensando a loro non abbiamo esitato ad andare oltre la nostra capacità economica. Ma c’è – aggiunge il direttore generale – un elemento sostanziale che caratterizza la nostra gestione e la differenzia dal passato: abbiamo ridotto la perdita facendo al tempo stesso investimenti, mai accaduto nei cinque anni precedenti, dove al segno meno non si è accompagnato alcun intervento teso a migliorare l’offerta di assistenza”.

“Nonostante il mio mandato sia iniziato a fine 2019, in quei soli 3 mesi sono stati spesi 1.3 milioni di euro per attrezzature elettromedicali saliti a 6.3 milioni nel 2020 e 3.1 milioni fino a oggi per il corrente anno. Non è poco per un’Azienda che si ritrova sulle spalle una perdita divenuta negli anni consolidata, e che abbiamo comunque ridotto nonostante lo scenario fin qui raccontato. Risulta evidente la necessità di flessibilità nell’uso di risorse e finanziamenti aggiuntivi, visto che le spese per far fronte all’emergenza Covid non sono state interamente ristorate, anche perché, come stiamo verificando in questi giorni, la crisi sanitaria persiste, e diventa davvero complicato per le Asl preservare l’equilibrio del sistema sanitario regionale e al tempo stesso non intervenire sulla riduzione di servizi e prestazioni”, conclude Schael.

23 Novembre 2021

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