Medici di medicina generale oggi in protesta a Pescara, sotto la sede rella Regione. La mobilitazione, promossa dalla Fimmg Abruzzo con Snami, Fmt, Cisl medici e Smi, pone l’attenzione sulla mancata intesa sull’Accordo integrativo regionale, sulla difesa della medicina territoriale e del sistema sanitario pubblico.
Una importante giornata di mobilitazione che, per la Fimmg, “rappresenta un momento di responsabilità e di tutela della medicina generale e del diritto alla salute dei cittadini. I medici chiedono con forza un contratto che consenta di affrontare e governare le nuove sfide della sanità territoriale, compresa la gestione delle Case di Comunità”.
Ai medici è arrivata la solidarietà dei consiglieri del Pd: “Esprimiamo piena solidarietà e vicinanza ai medici di medicina generale abruzzesi e a tutte le organizzazioni sindacali che hanno promosso la mobilitazione regionale del prossimo 21 maggio davanti alla sede della Regione Abruzzo. La loro protesta riguarda il futuro della sanità pubblica territoriale e il diritto dei cittadini ad avere cure accessibili, vicine ed efficienti”.
“Da mesi denunciamo il fallimento della programmazione sanitaria della Giunta Marsilio – lamentano in una nota i consiglieri – . Oggi i sindacati della medicina generale certificano ciò che cittadini e operatori vivono ogni giorno: ritardi, assenza di confronto, mancanza di una visione e progressivo smantellamento della sanità di prossimità. Altro che rilancio del territorio: siamo davanti a una politica fatta di tagli, annunci e inaugurazioni senza servizi. Nel Programma Operativo la Regione ha previsto fino a 12 milioni di euro di tagli alla medicina territoriale, mentre mancano centinaia di medici di base e oltre 60 mila cittadini sono già senza medico di famiglia. È il risultato di una gestione fallimentare che rischia concretamente di riportare l’Abruzzo verso il commissariamento della sanità”.
I consiglieri regionali PD puntano il dito anche sullo stato di attuazione del PNRR sanitario: “Le Case di Comunità dovevano rappresentare il perno della nuova assistenza territoriale. Invece oggi molte strutture risultano in ritardo, altre vengono inaugurate senza un modello organizzativo definito, senza personale sufficiente e senza una reale integrazione con la medicina generale. Il rischio denunciato dai sindacati è concreto: avere contenitori vuoti mentre nei territori, soprattutto nelle aree interne, si continua a perdere prossimità sanitaria e continuità assistenziale. L’Abruzzo è inoltre tra le regioni con il più alto tasso di rinuncia alle cure. Migliaia di famiglie rinunciano a curarsi per difficoltà economiche, liste d’attesa interminabili e assenza di servizi vicini. È il segno più drammatico del fallimento delle politiche sanitarie regionali e nazionali. Non si può costruire la medicina del territorio contro i medici di famiglia o senza coinvolgere chi ogni giorno garantisce assistenza e prossimità ai cittadini. Servono subito il rinnovo dell’Accordo Integrativo Regionale, investimenti veri sulla medicina generale, il pieno utilizzo delle risorse del PNRR e un piano credibile per salvare la sanità territoriale abruzzese. Continuare così significa aumentare disuguaglianze, mobilità passiva e abbandono sanitario di intere comunità”.
In piazza anche Alessia Monaco, capogruppo AVS Consiglio Regionale d’Abruzzo, che su Facebook racconta: “Vedere i medici di base e i professionisti della medicina territoriale rappresentati dalle sigle FIMMG, SMI, SNAMI, CISL e FMT protestare in strada questa mattina a Pescara, proprio davanti all’Assessorato Regionale alla Sanità, non è solo un campanello d’allarme politico, ma riflette un disagio profondo. Siamo al loro fianco per sostenere con forza le loro ragioni: quando chi deve curare i cittadini dichiara che ‘il futuro non può aspettare’ e che la sanità locale viene ignorata, significa che il sistema è arrivato al limite. È una crisi gravissima che, inevitabilmente, ricade sulla pelle dei pazienti e sulla qualità delle cure quotidiane”.