Cooperazione internazionale. Il San Gallicano per il Sud del Mondo: “Ascoltiamo il grido dei migranti”

Cooperazione internazionale. Il San Gallicano per il Sud del Mondo: “Ascoltiamo il grido dei migranti”

Cooperazione internazionale. Il San Gallicano per il Sud del Mondo: “Ascoltiamo il grido dei migranti”
Morrone: “Una malattia più grave e diffusa della malaria è la povertà. Perché la povertà estrema è una malattia”. La Conferenza dell’Istituto, che dal 1989 ha svolto missioni di cooperazione in Libano, Cuba, India, Kurdistan, Burkina Faso, Siria. Creando ospedali e formando personale medico e scientifico locale: un investimento di circa 3 milioni specie da privati, ma anche dalla Regione Lazio. Due settimane fa in Etiopia.

“C’è una malattia più grave e diffusa della malaria, che è la povertà. Perché la povertà estrema è una malattia“. Aldo Morrone, direttore scientifico dell’Istituto San Gallicano, lo ha ricordato oggi al ministero della Salute, nella Conferenza Internazionale ‘L’impegno scientifico e assistenziale dell’Istituto San Gallicano nel Sud del Mondo‘.

Dalla sua nascita, nel 1980, l’istituto ha svolto missioni di cooperazione in Libano, Cuba, India, Kurdistan, Burkina Faso, Siria. Creando ospedali e formando personale medico e scientifico locale, con un investimento di quasi 3 milioni di euro per lo più di privati, ma anche fondi di alcune regioni tra cui la Regione Lazio. L’ultima missione due settimane fa, la prossima questo mese, in Etiopia. Dal 21 al 26 novembre, infatti, si svolgerà ad Addis Abeba il congresso internazionale ‘Tropical neglected skin diseases, global health and Covid-19 pandemic’.

“Abbiamo deciso di ascoltare il grido di dolore dei migranti e andare nei loro paesi, per capire com’è lì la situazione nei luoghi da cui scappano e prenderci cura di loro. Il Covid ci ha insegnato che nessuno si salva da solo – ha spiegato Morrone – il diritto alla salute è un diritto fondamentale per tutti. E in queste realtà l’ospedale è un volano anche per lo sviluppo di tutta la società: quando apre un nuovo Ospedale, è una festa per tutta la comunità. Eppure in Italia percepiamo una sensazione di solitudine istituzionale. Mattarella ci ha invitati ad andare avanti, e speriamo che questa solitudine sia colmata”.

Nel corso del convegno è stato presentato anche il primo Atlante italiano di dermatologia tropicale, il cui ricavato andrà interamente a finanziare la ricostruzione di un ospedale bombardato e distrutto.

“Dovremmo imparare ad alzare lo sguardo, guardare oltre e provare a dare risposte a questi problemi- ha detto Chiara Colosimo, deputata di Fratelli d’Italia e componente della Commissione Affari sociali- Occuparsi delle fragilità deve essere una priorità. Soprattutto di quelle dimenticate, come fa il San Gallicano. Questa deve essere una bandiera e una battaglia condivisa”.

La consigliera del Lazio Marta Bonafoni, ha sottolineato la necessità di “ridurre il gap e le disuguaglianze tra i paesi”, e ha invitato a “non dimenticarsi delle lezione del Covid. Dobbiamo ripartire dai fragili”, ha aggiunto, “e costituire la pace, tutti i i giorni, che non vuol dire solo combattere le guerre ma anche costruire la possibilità di una vita dignitosa”.

Federico Rocca, esponente di Fratelli d’Italia, ha ricordato che “il diritto alla salute non è garantito per tutti e in tutti i Paesi del mondo”. E poi ha aggiunto: “Tendere la mano è un dovere, ma più che il diritto a emigrare dovremmo garantire il diritto a vivere dignitosamente nei loro territori, nei loro Paesi. Dobbiamo curare anche da qua il problema che sta lì, altrimenti non ci possiamo interrogare sul perché tante persone scelgono di scappare”.

Tra gli ospiti anche il professor Neijb Doss dell’Università di Tunisi, il dottor Soran Ahmad dell’Università di Sulaymaniyya nel Kurdistan iracheno, Abraham Getachew dell’Università di Sodo Wolaita e la professoressa Freiwot Daba del St. Paul’s Hospital Millennium Medical College (Etiopia).

10 Novembre 2022

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