Coronavirus. Anaao Marche: “Disponibili sì, sacrificabili no”

Coronavirus. Anaao Marche: “Disponibili sì, sacrificabili no”

Coronavirus. Anaao Marche: “Disponibili sì, sacrificabili no”
Il sindacato scrive al presidente Ceriscioli e denuncia “gravi carenze di organizzazione e programmazione della sanità regionale”. I medici chiedono di “essere rispettati come persone e come operatori sanitari”. Sollecitati chiarimenti in merio al numero di medici e dirigenti sanitari malati e positivi; al numero di tamponi effettuati sul personale sanitario di cui al punto precedente; allo stato dell’arte della fornitura dei DPI, in particolare mascherine e camici; ai bandi emessi per la integrazione del personale sanitario. LA LETTERA

"Siamo disponibili, ma sacrificabili no”. Così l’Anaao Assomed Marche esordisce nella lettera aperta indirizzata al presidente della Regione, Luca Ceriscioli, per denunciare le criticità dell’attuale emergenza coronavirus, dicendosi anche pronta ad “adire le vie legali contro la Regione Marche se le nostre richieste verranno disattese”.
 
Eccole le rischieste dell’Anaao Assomed:
1. “Chiediamo di essere trattati alla stessa stregua di come noi trattiamo i pazienti. Invece riscontriamo che siamo costretti ad operare senza le opportune dotazioni di protezione che azzererebbero o almeno limiterebbero fortemente le possibilità di essere contagiati. Per questo chiediamo che tutti gli operatori sanitari vengano sottoposti al tampone così da accertarne l’eventuale contagio già avvenuto”.
 
2. Critiche all’attuale gestione degli asintomatici. I cittadini in isolamento domiciliare “devono essere isolate non in strutture ospedaliere ma in strutture di certo diverse dalle proprie case”. E “ci risulta che alcuni operatori malati appena in remissione vengono riammessi in servizio senza eseguire il tampone: questo è gravissimo poiché, anche se in remissione, possono essere ancora infetti e trasmettere il contagio”.
 
3. Per l’Anaao Marche la distinzione tra ospedali Covid e NonCovid per l’attività ordinaria i”è solo sulla carta”. “Non aver disposto tale netta e rigorosa distinzione sta portando le persone di buon senso a evitare il ricovero ospedaliero, ad esempio ci risulta che sia diminuito del 50% il numero di ricoveri per infarto cardiaco, e questo porterà inevitabilmente ad un aumento dei decessi per le patologie “ordinarie” che non riescono più a essere trattate adeguatamente”.
 
4. Chiesta “una fotografia reale e trasparente del numero dei contagiati tra i medici e tutti gli operatori sanitari per verificare l’entità del fenomeno”.
 
5. Chieste anche maggiori misure di prevenzione: “Per molti giorni nelle strutture ospedaliere, territoriali e residenziali c’è stata una forte carenza dei dispostivi di protezione (mascherine, tute, occhiali, ecc.) con l’inevitabile aumento dei contagi tra il personale sanitario. Vorremmo inoltre sapere se e quanti dispositivi di protezione sono disponibili, come e quanto verranno distribuiti e se i problemi di approvvigionamento si possono dire d’ora in poi risolti”.
 
6. Per l’Anaao Marche serve anche “maggiore trasparenza e disponibilità ad interloquire” con coloro che “non solo raccolgono le istanze sul territorio ma hanno anche la competenza per contribuire a gestire e risolvere in tempi più celeri possibile questa drammatica emergenza”.
 
7. Urge infine "sapere ufficialmente se il personale richiesto per integrare i ranghi assottigliati dalla patologia e dagli isolamenti è effettivamente in arrivo”.

26 Marzo 2020

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