Coronavirus. Muore medico di medicina generale nel foggiano. Il dolore della Fimmg Puglia

Coronavirus. Muore medico di medicina generale nel foggiano. Il dolore della Fimmg Puglia

Coronavirus. Muore medico di medicina generale nel foggiano. Il dolore della Fimmg Puglia
Con quella di Antonio Maghernino, l’Italia registra 34 morti tra gli operatori sanitari, di cui 18 medici di medicina generale. “Esprimiamo la nostra vicinanza alla moglie e ai due figli. I medici di famiglia e di continuità assistenziale seguitano a combattere l’epidemia a mani nude, senza alcuna tutela, senza i dispositivi di protezione indispensabili. E pure i medici del 118 lamentano una dotazione di presidi di protezione individuale non sempre idonei e conformi alle prescrizioni dell'Istituto superiore di sanità”, denuncia la Fimmg.

“Abbiamo infatti appreso con dolore che ieri è scomparso a causa dell'infezione Antonio Maghernino, medico di continuità assistenziale in servizio a Torremaggiore (Foggia). Il collega si è spento presso la Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo dove era ricoverato”. A comunicarlo è la Fimmg Puglia, in una nota in cui esprime “la sua vicinanza alla moglie e ai due figli”.
 
“Con quella di Antonio – ricorda la Fimmg Puglia -, l’Italia registra 34 morti tra gli operatori sanitari, di cui 18 medici di medicina generale”.
 
La Fimmg Puglia denuncia come si tratti probabilmente di un bilancio provvisorio, perché “i medici di famiglia e di continuità assistenziale seguitano infatti a combattere l’epidemia a mani nude, senza alcuna tutela, senza i dispositivi di protezione indispensabili. Nella nostra regione continuano ad essere drammaticamente insufficienti anche i dispositivi messi a disposizione delle guardie mediche. E pure i medici del 118 lamentano una dotazione di presidi di protezione individuale non sempre idonei e conformi alle prescrizioni dell'Istituto superiore di sanità”.
 
“I medici di famiglia – prosegue la nota del sindacato – hanno ampliato le ore di reperibilità telefonica, hanno attivato la possibilità di essere raggiunti dai pazienti tramite videochiamate, messaggistica Whatsapp o altre piattaforme telematiche già presenti sui sistemi gestionali della medicina generale. Ma in alcuni casi il contatto con il paziente è indispensabile per offrire assistenza, soprattutto nel momento in cui l’attività ordinaria degli ambulatori è stata sospesa dalle ASL. Inoltre, dato che oltre il 50% dei pazienti Covid-19 vengono assistiti a domicilio, il ruolo dei medici di famiglia e di continuità assistenziale è fondamentale proprio per combattere l’epidemia. La battaglia contro il coronavirus si vince sul territorio, trattando a domicilio in modo adeguato i casi meno gravi, in modo da evitare che peggiorino e vadano ad intasare le strutture ospedaliere”.
 
Ma “per vincere questa battaglia – evidenzia la Fimmg Puglia – non basta la dedizione e il sacrificio dei medici – pagati a prezzo carissimo da colleghi come Antonio Maghernino. Servono anche per l’assistenza domiciliare  i saturimetri, strumento di facile impiego per misurare la saturazione dell'ossigeno nel sangue e aiutare il medico a prendere le opportune decisioni terapeutiche. Altrimenti, il sacrificio di Antonio e dei tanti altri colleghi che hanno perso la vita facendo il loro lavoro sarà inutile”.
 
“Apprezzo particolarmente atti di solidarietà come quello del Sindaco di Napoli De Magistris che ha donato mascherine ffp2 ai medici di famiglia napoletani – commenta Filippo Anelli, Presidente Fnomceo e Presidente Fimmg Bari – Credo che siano gesti importanti anche sul piano simbolico, perché fanno comprendere come la medicina del territorio giochi un ruolo fondamentale nell’arginare e combattere l’epidemia e necessiti quindi di un’adeguata tutela.”
 
“Diventa strategico un modello operativo del territorio non solo nella fase pandemica, ma anche in quella successiva, onde evitare reinfezioni e quindi nuovi focolai. – dichiara Donato Monopoli, Segretario Fimmg Puglia – tutti i medici di medicina generale si stanno impegnando nel contenimento del contagio, monitorando a distanza i soggetti in quarantena e garantendo il miglior sostegno assistenziale possibile ai pazienti. Ma se vogliamo vincere il Covid-19 serve un’attenzione al territorio che finora è mancata”.

26 Marzo 2020

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