Coronavirus. Tesei (Umbria): “Il Dpcm contiene misure discutibili e imbavaglia le Regioni”

Coronavirus. Tesei (Umbria): “Il Dpcm contiene misure discutibili e imbavaglia le Regioni”

Coronavirus. Tesei (Umbria): “Il Dpcm contiene misure discutibili e imbavaglia le Regioni”
“Sottoporremo al Governo anche un nostro cronoprogramma di ripresa” ha affermato la presidente della Regione Umbria che contesta le misure contenute nel nuovo Dpcm: “Ci stiamo confrontando con il Prefetto per cercare, nelle more delle norme nazionali, di avviare tutte quelle attività che possono svolgersi in sicurezza”

“Un Dpcm, quello presentato dal Governo, che oltre a contenere misure discutibili, ha alcune evidenti mancanze e soprattutto imbavaglia le Regioni che posso adottare solamente ordinanze restrittive ma non estensive, non si possono, cioè, allargare le maglie, nemmeno tenendo conto della situazione del contagio nel proprio territorio. In tal senso sottoporremo al Governo un nostro cronoprogramma di riaperture”.
È quanto afferma la presidente della Regione Umbria Donatella Tesei all’indomani dell’annuncio del Dpcm che ha dettato nuove misure per la fase 2 che scatterà dal prossimo 4 maggio: “Vi sono settori, così come affermano giustamente le associazioni di categorie, non inseriti tra quelli che potranno tornare in attività il 4 maggio e che invece, con le giuste precauzioni sanitarie, avrebbero potuto riaprire”.
 
E proprio i dispositivi di protezione sono un’altra tematica sul tavolo nazionale: “Abbiamo chiesto al Governo – continua Tesei – che ci venga comunicato un piano chiaro sull’uso dei dispositivi e sul loro reperimento. Così come abbiamo chiesto certezze in merito a come e dove i genitori, che torneranno a lavorare, potranno lasciare i loro figli, ed in merito a tutta la materia che riguarda i trasporti pubblici. Domande a cui non ci è stato ancora risposto e che lasciano un’enorme voragine. Grazie alla nostra pressione, abbiamo ottenuto un incontro mercoledì in cui le Regioni chiederanno al Governo un programma di riaperture ben delineato e nero su bianco, non solo attraverso annunci mediatici, e come Regione Umbria sottoporremo anche un nostro cronoprogramma di ripresa.

Questo – sottolinea la presidente – è un altro grande tema: l’impossibilità ad oggi da parte delle Regioni di gestire alcune situazioni tramite ordinanze proprie. Vi è infatti, come detto, solo la possibilità di restringere, ma non di ampliare le attività permesse. Chi lo fa corre il rischio che l’ordinanza sia impugnata e comunque ritenuta inefficacie, con le conseguenti sanzioni per chi svolge le attività stesse.
Oltre a continuare a batterci sul tavolo nazionale – conclude la presidente Tesei – ci stiamo confrontando con il Prefetto per cercare, nelle more delle norme nazionali, di avviare tutte quelle attività che possono svolgersi in sicurezza”.

27 Aprile 2020

© Riproduzione riservata

Sanità. I bilanci delle Regioni in profondo rosso: il buco sale a 2,3 miliardi nel 2025, +52% in un anno
Sanità. I bilanci delle Regioni in profondo rosso: il buco sale a 2,3 miliardi nel 2025, +52% in un anno

I conti della sanità regionale tornano a preoccupare. Nel 2025 il disavanzo complessivo delle Regioni (prima delle coperture ndr.) raggiunge quota 2,3 miliardi di euro, con un peggioramento di quasi...

Rianimazione cardiopolmonare. Nel Lazio 2.734 defibrillatori censiti, il 76% su Roma
Rianimazione cardiopolmonare. Nel Lazio 2.734 defibrillatori censiti, il 76% su Roma

Sono 2.734 i defibrillatori automatici e semiautomatici diffusi sul territorio del Lazio, pronti per essere usati dai cittadini in caso di soccorso di emergenza a persone in arresto cardiaco. Ma...

Manovra. Bertolaso: “Su fondi alla sanità spero che le ipotesi siano gossip”
Manovra. Bertolaso: “Su fondi alla sanità spero che le ipotesi siano gossip”

“Stiamo seguendo con grande attenzione, anche con preoccupazione” la discussione sui fondi per la sanità in manovra. “Speriamo che quelle che sono le ipotesi che in questo momento circolano siano...

Sardegna. Medicina generale, firmato il nuovo accordo
Sardegna. Medicina generale, firmato il nuovo accordo

I medici di famiglia della Sardegna parteciperanno alle attività delle Case della Comunità per rafforzare la presa in carico dei pazienti cronici e favorire l'integrazione tra le diverse professionalità sanitarie....