Coronavirus. Test sierologici ai lavoratori, la Regione frena: “Attenersi alle disposizioni ministeriali”

Coronavirus. Test sierologici ai lavoratori, la Regione frena: “Attenersi alle disposizioni ministeriali”

Coronavirus. Test sierologici ai lavoratori, la Regione frena: “Attenersi alle disposizioni ministeriali”
Niente corse in avanti sui test sierologici, per i quali non c'è ancora stata neanche una validazione scientifica. Questo il richiamo della Direzione Salute della Regione ai laboratori privati e alle imprese per evitare che, in vista della ripresa dell'attività lavorativa, si realizzasse l'ipotesi di sottoporre i dipendenti ai test sierologi come misura contro la diffusione del contagio. Sulla questione era intervenuto anche l'Omceo Udine: "Questi test non hanno alcun valore diagnostico, si possono verificare falsi negativi e questo potrebbe indurre un errato senso di sicurezza"

Dopo due mesi di isolamento, l'Italia spera di ripartire. E in Friuli Venezia Giulia, in vista dell’allentamento delle misure di restrizione e del rientro in fabbriche, uffici e negozi, alcuni laboratori privati si erano messi a disposizione per sottoporre i cittadini ai test sierologici allo scopo di identificare i positivi ed prevenire così il rischio di contagio tra i lavoratori. Ma per la Regione questa ipotesi va abbandonata, perché sui test sierologivi manca una validazione scientifica e gli unici test in grado di fornire risposte attendibili sul coronavirus restano allo stato attuale solo i tamponi nasofaringeo, così come gli unici laboratori a cui fare riferimento restano quelli pubblici identificati dalla Regione.
 
Il chiarimento arriva nero su bianco in una nota del 15 aprile della Direzione centrale salute politiche sociali e disabilità. “La diagnosi molecolare per casi di infezione da SARS CoV2 – si legge nella nota – va eseguita presso i laboratori di riferimento regionali e laboratori aggiuntivi individuati dalle regioni e che in Friuli Venezia Giulia solo i laboratori degli Ospedali di Trieste, Udine e Pordenone e dell’IRCCS Burlo Garofolo sono autorizzati all’esecuzione di tali test. Si ritiene al momento indispensabile attenersi strettamente alle indicazioni ministeriali sull’utilità ai soli fini sperimentali/epidemiologici di detti test sierologici e attendere l’evoluzione delle conoscenze scientifiche disponibili sull’argomento. Pertanto le strutture sanitarie private autorizzate nella branca specialistica di Medicina di Laboratorio attualmente non possono effettuare tali test”.
 
Sulla questione si era già pronunciato l’Ordine dei Medici di Udine che si era riunito proprio per discutere sulle proposte crescenti di adottare i test sierologici da parte di strutture sanitarie e istituti privati con l'obiettivo di trovare l'infezione attraverso il prelievo sanguigno. “I cittadini – mette in guardia l'Ordine – devono essere informati con chiarezza: questi test sierologici non sono validati dalla comunità scientifica, non solo perché non c'è un metodo standardizzato, ma anche perché questo virus è nuovo e quindi la risposta anticorpale non è nota”.
 
Sulla vicenda, il Presidente dell’Omceo Udine, Rocco Maurizio, precisa: “Pensare di fornire patenti di immunità alle persone sulla base dell'esito di prelievi di sangue finalizzati a trovare gli anticorpi, non è ancora attualmente sostenuto da dati univoci. Si possono verificare infatti falsi negativi o falsi positivi. Ciò potrebbe indurre un errato senso di sicurezza inducendo i cittadini a non rispettare le regole di isolamento. Questi test non hanno alcun valore a scopo diagnostico. Perciò riprendiamo la posizione ufficiale del Ministero della Salute che, nella circolare del 3 aprile scrive proprio che i test sierologici “necessitano di ulteriori evidenze sulle loro performance e utilità operativa” e non possono allo stato attuale sostituire il test molecolare, ovvero quello con tampone nasofaringeo, basato sull'identificazione di RNA virale. Per ora in Italia il laboratorio dell’IRCCS San Matteo di Pavia ha ottenuto alcuni risultati analizzando la risposta anticorpale indotta da componenti specifiche del capside virale con risultati esiti che fanno ben sperare, ma che ancora devono essere perfezionati”.
 
Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

26 Aprile 2020

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