Cosenza. L’ospedale Annunziata verso la paralisi. I medici bloccheranno l’attività dal 1 giugno

Cosenza. L’ospedale Annunziata verso la paralisi. I medici bloccheranno l’attività dal 1 giugno

Cosenza. L’ospedale Annunziata verso la paralisi. I medici bloccheranno l’attività dal 1 giugno
L'intersindacale medica ha deciso un fitto calendario di inziative per sbloccare la situazione di crisi in cui versa da mesi l'ospedale calabrese. Prima protesta davanti al Comune martedì prossimo. Poi presidio a Roma davanti al ministero e infine blocco delle attività sanitarie del nosocomio. 

L’Azienda ospedaliera Annunziata di Cosenza rischia la paralisi. L’ultima intersindacale medica di giovedì scorso ha infatti deciso un fitto calendario di iniziative “per scongiurare – scrivono in una nota i sindacati – l’implosione della sanità ospedaliera, che diventa ogni giorno più grave non solo dal punto di vista organizzativo e strutturale ma anche per le molteplici carenze di personale e in qualche caso di presidi sanitari”.
 
Per il prossimo martedì mattina è stata organizzata una manifestazione davanti al Comune. Poi protesta davanti al ministero della Salute a Roma e indine blocco dell’attività sanitaria in ospedale. Primo obiettivo: la nomina del Commissario ad acta per la sanità, attesa da quasi un mese, individuato come figura chiave per sbloccare la situazione.
 
Ma andiamo con ordine. Il primo appuntamento sarà martedì mattina con una manifestazione di tutti i medici davanti al Comune di Cosenza anche per sollecitare un impegno diretto del Sindaco a cui era già stato chiesto di indire un Consiglio comunale aperto, vista la sua diretta responsabilità in tema di politica sanitaria territoriale.

Se entro il 28 Maggio non dovesse essere nominato il Commissario ad Acta per la Sanità, la protesta continuerà con il presidio del ministero della Salute a Roma nei giorni immediatamente successivi.
 
Ma non basta. Dal 1 Giugno i medici chiuderanno l’attività ambulatoriale per gli esterni. La chirurgia, per mancanza di anestesisti, potrà garantire solo il trattamento delle patologie complesse e neoplastiche nonché tutte le emergenze e le urgenze afferenti al nosocomio, la medicina tratterà prevalentemente le patologie acute e i servizi lavoreranno solo per i pazienti ricoverati. Non è nemmeno esclusa la possibilità di uno sciopero generale se la situazione rimarrà immutata.
 
I medici – scrivono ancora i sindacati in una nota – “intendono sottolineare ancora una volta che la responsabilità di garantire adeguati livelli di assistenza attiene esclusivamente alla Direzione Strategica aziendale e che non è più tempo di polemiche sterili o di parole in libertà, ma è tempo di fatti concreti”. 
 
Anche per questo i sindacati si sono posti ormai in diretta polemica con il Direttore generale accusato di aver “disatteso tutte le promesse fatte nel corso di questi mesi”. E a nulla sono serviti i ringraziamenti diffusi a mezzo stampa dallo stesso, se poi a questi – sottolineano i sindacati – "non sono seguiti fatti concreti e tali da risollevare l’assistenza ospedaliera e la sicurezza dei lavoratori e degli utenti". 
 
Sono state anche respinte al mittente le accuse ai medici fatte dallo stesso direttore Generale di creare allarmismi tra i cittadini sulla sicurezza in Ospedale, "in quanto la sicurezza dei cittadini si garantisce non con le parole ma con figure professionali numericamente adeguate al numero di prestazioni da svolgere, servizi efficienti, qualità dell’assistenza e personale motivato".

Il segnale venuto fuori dall’assemblea sindacale è che ormai, “al di là delle valutazioni dei singoli, la situazione lavorativa in ospedale è insostenibile e lo diventerà ancora di più vista l’attuale carenza di interlocutori istituzionali e la condizione di stallo amministrativo della struttura sanitaria regionale”.

25 Maggio 2014

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