Costi e fabbisogni standard. Il Veneto con Marche e Umbria è una delle tre regioni benchmark

Costi e fabbisogni standard. Il Veneto con Marche e Umbria è una delle tre regioni benchmark

Costi e fabbisogni standard. Il Veneto con Marche e Umbria è una delle tre regioni benchmark
Questi quanto deciso dall'Intesa della Conferenza Stato-Regioni. Si tratta di una conferma per le tre regioni. Zaia: “Mantenere un’eccellenza più difficile che raggiungerla. Grazie per la fiducia ai Presidenti delle regioni. Ora tutti assieme verso la virtuosità con i costi standard”

Anche quest'anno il Veneto, insieme a Marche e Umbria, sarà la stella polare per la determinazione dei costi standard in sanità utili alla determinazione delle quote di riparto del fondo sanitario.
È quanto hanno deciso all’unanimità le Regioni al termine della Conferenza dei Presidenti. Un scelta confermata nell'Intesa raggiunta nel pomeriggio dalla  Conferenza Stato Regioni.
  
Le Regioni in lizza erano anche la  Lombardia e l'Emilia-Romagna. Una selezione operata sulla base della valutazione della qualità dei servizi erogati e sulla appropriatezza ed efficienza necessari per la determinazione dei costi e dei fabbisogni standard. Tra i 19 indicatori presi in considerazione sono stati considerati il punteggio della griglia dei Livelli essenziali di assistenza, i risultati di esercizio valutati dal tavolo degli adempimenti relativi al 2013, la degenza media pre-operatoria, la spesa farmaceutica pro capite e il costo medio dei ricoveri.
 
Soddisfatto il presidente del Veneto Luca Zaia: “Mantenere un’eccellenza è più difficile che raggiungerla, soprattutto dopo anni di tagli alle risorse. Ringrazio i colleghi Presidenti delle Regioni per aver confermato la loro stima e la loro fiducia nei confronti sanità veneta. Come da sempre siamo a disposizione di tutti per condividere le nostre buone pratiche”.

“I costi standard per evitare utilizzi impropri dei fondi e determinare su questa base il riparto del Fondo Sanitario nazionale – ha aggiunto  Zaia – sono da anni la madre di tutte le battaglie, che abbiamo condotto, spesso in solitudine o quasi, su tutti i tavoli nazionali. Il fatto di essere indicati come esempio per determinare i costi standard utili per arrivare a stabilire le quote del riparto significa che il muro ha ceduto (la Consip nei giorni scorsi ha chiuso la gara per il costo unico delle siringhe, un segnale ma importante) e che, se ci sarà il coraggio di perseverare, le cose potranno migliorare per la sanità italiana e per i conti pubblici”.

“Il vento sta cambiando – ha concluso  – per lungo tempo abbiamo navigato con l’aria in faccia e ora finalmente è arrivato il momento di alzare le vele. Utilizzando il metodo dei costi standard in casa nostra abbiamo chiuso il bilancio sanitario in attivo per sei anni di fila, pur riuscendo a sostenere le nostre eccellenze e la qualità diffusa negli ospedali e sul territorio, e con la nuova riforma amministrativa avviata dal primo gennaio recupereremo dalla macchina burocratica altre risorse da dedicare alle cure. Se, come testimonia le decisione di oggi, siamo un esempio, significa che avevamo visto giusto sin dai primi passi della programmazione nel 2010”.

 

02 Febbraio 2017

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