Costi standard. Marini: “Sono opportunità per migliorare il diritto alla Salute”

Costi standard. Marini: “Sono opportunità per migliorare il diritto alla Salute”

Costi standard. Marini: “Sono opportunità per migliorare il diritto alla Salute”
Per la governatrice dell’Umbria “l’applicazione dei costi standard in sanità rappresenta una sfida alta per una ‘governance’ complessiva del Servizio sanitario nazionale, e ci richiama al principio della responsabilità affinché si possa garantire la ‘compatibilità’ finanziaria del nostro sistema sanitario e di welfare”.

“Il tema centrale che sarà di fronte a noi nell’immediato futuro sarà, dunque, quello della compatibilità finanziaria della sanità pubblica italiana, senza per questo però – ha aggiunto – intendere l’applicazione dei costi standard solo dal punto di vista finanziario e contabile. Non possiamo, infatti, prescindere dalla fondamentale missione del servizio sanitario e cioè rispondere alla domanda di salute da parte dei nostri cittadini”. È quanto ha affermato la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, nel suo saluto di apertura dei lavori del “Laboratorio di benchmarking tra sistemi sanitari regionali”, in corso a Villa Umbra a Perugia.
 
“E’ la nostra Costituzione – ha proseguito – che ci dice che quello della salute è un diritto fondamentale per i nostri cittadini. Ciò impone che a chiunque, in qualsiasi parte del territorio nazionale viva, devono essere garantiti i livelli essenziali di assistenza. E’ questo il principio di una sanità pubblica ed universalistica in cui crediamo con forza. In questo quadro le Regioni italiane guardano all’applicazione dei costi standard come opportunità ed occasione per difendere un sistema pubblico che si in grado di garantire il diritto alla salute”.
 
La scelta di introdurre l’utilizzo dei costi standard per i servizi sanitaria, secondo la presidente Marini “serve a superare la logica dei tagli lineari che troppo spesso hanno caratterizzato le politiche di bilancio dei Governi e la riduzione stessa del Fondo sanitario nazionale”.
 
“Le Regioni italiane – ha aggiunto Marini – credono nella sfida dei costi standard, ma credono altrettanto fermamente nella necessità di difendere il modello istituzionale di governo della sanità pubblica, e quindi l’autonomia dei modelli regionali che devono saper tenere conto delle specificità dei diversi territori e dei diversi bisogni di salute che da ogni territorio provengono, come ad esempio il tema dell’invecchiamento della popolazione che non è lo stesso in tutto il Paese o dei servizi sul territorio che devono tener conto delle dimensioni di ogni singola realtà regionale”.

15 Novembre 2013

© Riproduzione riservata

Veneto. Medicina generale, altri 4,5 milioni per la formazione dei giovani medici
Veneto. Medicina generale, altri 4,5 milioni per la formazione dei giovani medici

Nuova iniziativa della Regione Veneto per rendere più attrattiva la professione di Medico di Medicina Generale. Su proposta dell’Assessore alla Sanità, Gino Gerosa, la Giunta regionale, riunitasi oggi sotto la...

Lazio. Regione: “Conti della sanità in utile per il terzo anno consecutivo, condizioni per avviare l’uscita dal Piano di rientro”
Lazio. Regione: “Conti della sanità in utile per il terzo anno consecutivo, condizioni per avviare l’uscita dal Piano di rientro”

Per il terzo anno consecutivo il bilancio della sanità del Lazio chiude in utile. Anche per il 2025, infatti, l’esercizio delle aziende del Servizio Sanitario della Regione Lazio è in...

Rsa. Circa 1 residente su 40 ha un’infezione correlata all’assistenza. Dal progetto Ccm una ‘cassetta degli attrezzi’ per prevenirle
Rsa. Circa 1 residente su 40 ha un’infezione correlata all’assistenza. Dal progetto Ccm una ‘cassetta degli attrezzi’ per prevenirle

Nelle Rsa italiane le infezioni correlate all’assistenza restano un nemico silenzioso. Colpiscono migliaia di residenti, sono spesso sostenute da microrganismi resistenti agli antibiotici e, in molti casi, potrebbero essere evitate...

Edilizia sanitaria. Revocati oltre 115 milioni di fondi per interventi non avviati o non aggiudicati. La fetta più grande riguarda la Campania
Edilizia sanitaria. Revocati oltre 115 milioni di fondi per interventi non avviati o non aggiudicati. La fetta più grande riguarda la Campania

Oltre 115 milioni di euro di finanziamenti statali destinati all’edilizia sanitaria tornano disponibili perché legati a interventi non portati avanti nei tempi previsti o non aggiudicati. È quanto stabilisce il...