Covid. Asl Lanciano-Vasto-Chieti: “L’80% dei ricoverati con la variante Omicron”

Covid. Asl Lanciano-Vasto-Chieti: “L’80% dei ricoverati con la variante Omicron”

Covid. Asl Lanciano-Vasto-Chieti: “L’80% dei ricoverati con la variante Omicron”
In Rianimazione la presenza della Omicron è raddoppiata, passando dal 23% al 56% dei pazienti intubati. Schael: “Dati che mettono in luce la pressione che si sta di nuovo esercitando sui nostri ospedali, dove la disponibilità di posti è ormai al limite, e correggono il tiro rispetto alla narrazione passata fin qui sulla presunta scarsa pericolosità rappresentata dalla variante Omicron. Avanti con le vaccinazioni”.

“La variante Omicron non è poco più di un raffreddore, perché è quella prevalente tra i 113 pazienti ricoverati alla data di oggi negli ospedali di Chieti e Vasto”. Lo evidenzia la Asl di Vasto, Lanciano e Chieti riprendendo i dati di un’analisi condotta dal Cast, il Laboratorio dell’Università “D’Annunzio”, che ha sequenziato i test pervenuti negli ultimi giorni per verificare la diffusione delle varianti tra i degenti. “Particolarmente rilevante il dato riferito alla Rianimazione, dove la presenza della Omicron è raddoppiata, passando dal 23% al 56% dei pazienti intubati”, evidenzia la Asl.

Questi i dati relativi alla occupazione dei posti letto Covid oggi: a Chieti 11 in Rianimazione, 30 in Malattie Infettive, 23 in Clinica Geriatrica, 23 in Medicina, 11 in Pneumologia, 6 bimbi in Terapia Intensiva Neonatale nati da mamme contagiate e 9 a Malattie Infettive a Vasto.

Come dato generale la variante Delta è presente nel 17% dei ricoverati, con prevalenza in Pneumologia e Geriatria, mentre l’altra è diffusa nell’83%. La stima è stata compiuta sui campioni provenienti esclusivamente dai presidi ospedalieri della provincia di Chieti tra il 12 e il 15 gennaio, e non riguarda i test eseguiti nei Drive-In o in ambito domiciliare.

“I numeri descrivono una realtà che si presta a una doppia lettura con la lente della politica sanitaria – precisa il Direttore generale della Asl Thomas Schael – perché da un lato mettono in luce la pressione che si sta di nuovo esercitando sui nostri ospedali, dove la disponibilità di posti è ormai al limite, dall’altro correggono il tiro rispetto alla narrazione passata fin qui sulla presunta scarsa pericolosità rappresentata dalla variante Omicron. Che non è affatto leggera nelle possibili conseguenze, ed è all’origine dei ricoveri nell’80 per cento dei casi nella nostra Asl. E, com’è noto, quando l’infezione è in fase avanzata e si rende necessario il ricovero, non si può neanche far ricorso alle cure con anticorpi monoclonali o con l’antivirale da poco a disposizione degli specialisti, perché entrambe vanno utilizzati ai primi sintomi e in ambito domiciliare”.

A tal proposito sono stati resi noti anche i dati sull’impiego di tali farmaci:  369 malati sono stati curati e guariti con gli anticorpi monoclonali, mentre 5 sono in trattamento con il farmaco antivirale.

I numeri, per la Asl, oltre a descrivere la situazione dei contagi, suggeriscono un orientamento preciso: “Incentivare la vaccinazione, sia in ordine alle prime dosi che alle booster, la cui protezione dalla malattia grave è provata da tutti gli studi”. Finora in provincia di Chieti sono state somministrati 740 mila vaccini, di cui 144 mila terze dosi. Nell’ultima settimana si è registrata un’impennata di prime dosi, con un picco di 5 e 6 mila inoculazioni proprio tra l’11 e 14 gennaio. Ma Schael incalza: “Dobbiamo ancora migliorare, restano circa 13 mila over 50 fuori dalla campagna vaccinale”.

17 Gennaio 2022

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