Covid. Calabria, stop a prestazioni sanitarie differibili e programmate in ospedale e in ambulatorio

Covid. Calabria, stop a prestazioni sanitarie differibili e programmate in ospedale e in ambulatorio

Covid. Calabria, stop a prestazioni sanitarie differibili e programmate in ospedale e in ambulatorio
Dal 31 ottobre 2020 a tutto il 24 novembre saranno erogate negli ambulatori solo le prestazioni  d’urgenza, di dialisi, di Pet/Tc, di radioterapia e quelle oncologiche-chemioterapiche, le prestazioni relative alla gravidanza a rischio e/o a termine ed i follow up non differibili. Garantiti anche gli screening oncologici, visite connesse alla procreazione, visite cardiologiche, sedute di vaccinazione, donazioni di sangue. Sospesi anche i ricoveri in elezione, fatte salve le prestazioni di ricovero per riabilitazione ospedaliera "al fine di evitare/ridurre eventuali esiti invalidanti”. L'ORDINANZA

Nuove disposizioni inerenti alle prestazioni sanitarie di specialistica ambulatoriale e di ricovero differibili sono contenute nell’ordinanza n. 82, firmata ieri dal presidente ff della Regione Calabria, Nino Spirlì, per la prevenzione e la gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Dal 31 ottobre 2020 a tutto il 24 novembre, illustra una nota regionale, l’ordinanza, sottoscritta anche dal delegato del soggetto attuatore, Antonio Belcastro, dispone la "sospensione, all’interno delle strutture ospedaliere pubbliche, delle attività ambulatoriali per prestazioni specialistiche con classe di priorità D (Differibile) e P (Programmata), come definite dal Pngla 2019-2021, di cui all’Intesa Stato-Regioni 21.02.2019. Sono fatte salve le prestazioni ambulatoriali recanti motivazioni d’urgenza, nonché quelle di dialisi, di Pet/Tc, di radioterapia e quelle oncologiche-chemioterapiche, le prestazioni relative alla gravidanza a rischio e/o a termine ed i follow up non differibili. Sono fatti salvi, altresì, gli screening oncologici all’interno dei programmi organizzati, le prestazioni di ostetricia e ginecologia riportate in allegato 1 all’ordinanza 29/2020, gli esami, le visite ed ogni altra prestazione connessa alla procreazione, alla nascita e alla diagnosi prenatale e al parto, le visite cardiologiche, le sedute di vaccinazione, le donazioni di sangue”.

L’ordinanza “consente lo svolgimento regolare dei piani terapeutici, le somministrazioni di farmacoterapia e tutte quelle prestazioni non procrastinabili, in quanto potrebbero procurare un potenziale danno al paziente. Restano consentite le prestazioni ambulatoriali svolte in strutture pubbliche esterne ai presidi ospedalieri. Sono sospese le attività in regime di intrapmoenia”.

Il provvedimento, inoltre, dispone “la sospensione dei ricoveri in elezione e, quindi, differibili, all’interno delle strutture ospedaliere pubbliche, sia di area medica, che di area chirurgica – ivi compresi quelli in intramoenia – fatte salve le prestazioni di ricovero per riabilitazione ospedaliera in quanto il processo riabilitativo non può essere posticipato nelle sue fasi, al fine di evitare/ridurre eventuali esiti invalidanti”.

ATTIVITÀ DA RIPROGRAMMARE
L’ordinanza stabilisce anche che “le strutture pubbliche interessate dal presente provvedimento procedano alla riprogrammazione delle attività ambulatoriali e di ricovero sospese ai sensi della presente ordinanza ad avvertire gli utenti le cui prestazioni e ricoveri siano stati sospesi, per riprogrammare l’appuntamento con la tempistica coerente con il presente provvedimento”.

PAZIENTI DA TRASFERIRE
Secondo l’ordinanza firmata da Spirlì, “i presidi delle aziende ospedaliere dovranno trasferire presso i presidi ospedalieri territoriali direttamente gestiti dalle aziende sanitarie provinciali, i pazienti Covid-19 ricoverati stabilizzati e non ancora dimissibili al proprio domicilio, previa intesa tra le direzioni sanitarie delle strutture”; mentre “le strutture sanitarie dovranno procedere ad incrementare, nelle more dell’adesione a quanto previsto nel Dca n. 91 del 18 giugno 2020 e, fermo restando il disposto di cui all’ordinanza n. 80/2020, il numero di posti letto nelle unità operative di malattie infettive, al fine di ampliare la recettività dei pazienti Covid positivi, rimodulando i posti letto resisi disponibili dal provvedimento di sospensione dei ricoveri in elezione”.

30 Ottobre 2020

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