Covid. Cisl Medici Trento: “Medici di famiglia lasciati di nuovo soli”

Covid. Cisl Medici Trento: “Medici di famiglia lasciati di nuovo soli”

Covid. Cisl Medici Trento: “Medici di famiglia lasciati di nuovo soli”
Entro il 20 dicembre i non vaccinati contro il Covid, ma obbligati dalle ultime disposizioni (ad esempio il personale scolastico), dovevano presentare la documentazione relativa. “Dal 15 dicembre molti medici si sono trovati assaliti da pazienti che richiedevano l’esonero temporaneo o definitivo adducendo diverse motivazioni, più o meno fondate. Molti pazienti hanno rafforzato la loro richiesta con l’intervento di avvocati”, riferisce la Cisl, che valuta la protesta.

“Per l’ennesima volta i medici di famiglia sono lasciati soli ad affrontare i problemi nuovi sorti a seguito della pandemia senza il doveroso supporto dell’attuale Azienda sanitaria di Trento”. Lo denuncia, in una nota, il segretario regionale Cisl Medici Trento, Nicola Paoli.

“Come tutti sanno – spiega Paoli – il 15 dicembre 2021 è stato esteso l’obbligo vaccinale a nuove categorie di lavoratori, quali, ad esempio, personale scolastico. Nei casi in cui non risulti la vaccinazione o almeno la presentazione della richiesta di vaccinazione, è stato chiesta documentazione integrativa entro 5 giorni, comprovante o la vaccinazione o l’attestazione di omissione o differimento o la presentazione di richiesta, pena la sospensione del diritto a svolgere l’attività lavorativa. Tale termine scade lunedì 20 dicembre”.

Quindi, dal 15 dicembre molti medici si sono trovati assaliti da pazienti. Che, spiega il sindacalista, “ richiedevano l’esonero temporaneo o definitivo adducendo diverse motivazioni, più o meno fondate. A questo punto i medici di famiglia si sono trovati in forti difficoltà con mille dubbi. Spetta veramente a loro o solo ai medici di famiglia che sono anche vaccinatori? E in caso positivo, come risolvere alcune ipotesi delicate o complesse? Quali sono le corrette modalità di una adeguata scelta in scienza e coscienza da fare in pochi giorni, specie laddove fossero eventualmente necessari pareri medici specialistici specifici? Nel frattempo molti pazienti hanno rafforzato la loro richiesta con l’intervento di avvocati che hanno intimato ai nostri medici, senza neppure la presenza del cittadino nel nostro studio, di procedere,preannunciando azioni giudiziarie in caso contrario. Secondo una circolare nazionale, per la modalità di presa in carico dei casi dubbi, nella consapevolezza della contigente difficoltà, dovevano essere individuati riferimenti tecnici specifici ed un gruppo tecnico regionale, qui provinciale, esperti in campo vaccinale. Tuttavia qui nulla di questo è stato comunicato ai medici di famiglia!”.

Una cosa “intollerabile” per il sindacato, che dimostra “quanto poco l'Azienda sanitaria retta dal dr.Ferro ha a cuore la nostra categoria”.

“La situazione è veramente grave – incalza Paoli -. Da giorni i medici di base sono in cerca di risposte esaustive e corrette senza speranza. L’ultima spiaggia è stato il webinar di APSS di giovedì 16 su altro argomento, però relativo ai soli medici di famiglia, in cui si è avanzato il suddetto problema urgentissimo.  In tale sede il Direttore Generale Antonio Ferro aveva assicurato l’emissione di una circolare per il giorno successivo,venerdì, contenente tutte le informazioni utili forniti già per tempo ai medici dipendenti vaccinatori, ma a tale assicurazione nulla è seguito. Anzi!”.
 
A seguito di ulteriore tempestivo sollecito informale di Cisl medici, spiega Paoli, “nella giornata di venerdì, mentre più avvocati spaventavano i nostri colleghi, il Direttore Ferro ha risposto che era occupato e ci avrebbe pensato da lunedì, a termine praticamente scaduto e quindi senza alcuna utilità per i medici di base”.

Cisl medici in queste ore ha inviato anche un richiesta formale di chiarimenti urgentissima e sta decidendo se scendere in piazza per manifestare la propria rabbia; “Stiamo verificando nelle assemblee di valle se ci sono gli estremi per chiedere la mobilitazione generale il prima possibile e se dirimere la questione dinnanzi al Commissario del Governo per giungere ad uno sciopero generale della categoria.Categoria disprezzata e dimenticata dal proprio Direttore Generale aziendale f.f”, conclude Paoli.

20 Dicembre 2021

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