Covid. Fimmg Lazio alla Regione: “Basta burocrazia, pazienti costretti a venire in studio per la prescrizione del tampone”

Covid. Fimmg Lazio alla Regione: “Basta burocrazia, pazienti costretti a venire in studio per la prescrizione del tampone”

Covid. Fimmg Lazio alla Regione: “Basta burocrazia, pazienti costretti a venire in studio per la prescrizione del tampone”
Il sindacato contesta alla Regione l'introduzione di un nuovo sistema informatico che non consente ai medici con software non aggiornato di eseguire una prescrizione telematica. Obbligando, di fatto, pazienti a ritirare la prescrizione su ricetta rossa cartacea direttamente nello studio medico. “E ci sono categorie non previste da quei codici che non potranno avere tamponi  gratuiti che magari gli spettano". Per la Fimmg “l’ennesimo balzello burocratico” sulle spalle dei medici.

“La tanto deprecata medicina generale di cui in molti chiedono il passaggio alla dipendenza, nella nostra regione è stata quella che nonostante le difficoltà ha consentito di arginare non solo la prima, ma anche la seconda ondata pandemica. Non vogliamo mica un ringraziamento, per carità, sarebbe chiedere troppo, pero’, per tutti quei medici che nei paesi e nelle città, tra mille difficoltà, hanno vaccinato più di un milione di persone e gestito piu’ di 100.000 persone in sorveglianza sanitaria, un po’ di rispetto ci vorrebbe”. Così la Fimmg Regionale del Lazio alla notizia dell’“ennesimo balzello burocratico sulla prescrizione dei tamponi per il COV”.

In nuovo sistema introdotto dalla Regione non consentirebbe, infatti, ai medici con software non aggiornato di eseguire una prescrizione telematica. Obbligando, di fatto, pazienti a ritirare la prescrizione su ricetta rossa cartacea direttamente nello studio medico. “E ci sono categorie non previste da quei codici che non potranno avere tamponi  gratuiti che magari gli spettano".

“Che significato ha  – si domanda la Fimmg Lazio – se non forse una lettura economica,  giocare all’imposizione nelle ricette dei codici ICD-9 CM? L’abbiamo detto più volte che forse le priorità erano altre. Magari consegnare i quantitativi di vaccini richiesti dai Medici di medicina generale, magari evitare, come nella Asl Roma 5, di non pagare ancora le spettanze per le vaccinazioni dello scorso anno, magari chiedere come agevolare i medici nel sostenere l’enorme mole di lavoro scaricataci addosso negli ultimi mesi. L’emergenza ci ha visto non solo in prima linea dal primo giorno, non si discute, ma ancor più ci ha impegnato reggendo il carico di una serie di incombenze, non tutte dovute ma talvolta vicarianti, per consentire nonostante tutto a questa Regione di rimanere un’area a rischio moderato”.

“Invece  – insiste il sindacato – il 9 Dicembre, giornata difficile dopo un festivo con un prevedibile maggior carico di lavoro, pervicacemente si persegue nel rendere più complicato il nostro lavoro. -Sono solo codici,- ci dicono. Ma cosa ci vuole? Ci vuole che da oggi per motivi a noi non noti chi deve avere la richiesta di un tampone e non ha il software aggiornato può averla solo su ricetta rossa, non dematerializzata. Che significa? Che se la deve venire a prendere a studio. E che ci sono categorie non previste da quei codici che non potranno avere tamponi  gratuiti che magari gli spettano”.

Per la Fimmg Lazio “sarebbe opportuno, a stretto giro di posta, un dialogo franco e sincero con la Regione, per capire se tutti lavoriamo per lo stesso obiettivo oppure se c’è qualcuno che usa il Covid per delegittimare la medicina generale”.

10 Dicembre 2020

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