Covid. Fismu: “Gravissimo ridurre le ore notturne di guardia medica. Si approfitta dell’emergenza per fare tagli” 

Covid. Fismu: “Gravissimo ridurre le ore notturne di guardia medica. Si approfitta dell’emergenza per fare tagli” 

Covid. Fismu: “Gravissimo ridurre le ore notturne di guardia medica. Si approfitta dell’emergenza per fare tagli” 
Il sindacato interviene sull’ordinanza n° 107 che, nell'ambito degli indiritti per l’esecuzione di tamponi rapidi da parte dei mmg, riorganizza il servizio di guardia medica secondo un regim h16. “L’assistenza limitata alla consulenza telefonica, dalle ore 24 alle 8, produrrà accessi impropri nelle strutture ospedalieri e gravi conseguenze sulla tenuta del 118 e dei Pronto soccorso”, avverte la Fismu.

“In piena emergenza Covid19, arrivano i tagli in un servizio fondamentale per i cittadini come è la continuità assistenziale notturna, la cosiddetta guardia medica. Dalle ore 24 alle 8 l’assistenza sarà solo una consulenza telefonica il che produrrà accessi impropri nelle strutture ospedalieri e gravi conseguenze sulla tenuta del 118 e dei Pronto soccorso”. Questa la dura denuncia di Fismu a pochi giorni dall’ordinanza regionale n° 107 con cui si stabiliscono importanti obblighi correlati alla recente sottoscrizione dello stralcio ACN Medicina Generale relativo alla esecuzione di tamponi diagnostici del Covid19 (30 ott.2020). “Nella pretesa osservanza dello stralcio dell’ACN per la medicina generale”, infatti l’Accordo regionale, sancito da  Fimmg  e SNAMI, va a definire una riorganizzazione della medicina generale con adozione di un regime c.d. H16 nell’ambito della continuità assistenziale. “La stessa viene indicata quale sperimentazione che potrebbe essere definitivamente adottata  dopo la cessazione della emergenza pandemica”, osserva la Fismu.
 
Per Francesca Muti, segretaria regionale Fismu, “l’accordo (che sottende all’Ordinanza Regionale n. 107) si pone esplicitamente in violazione dall’Acn (Convenzione del 23 marzo 2005), perché limita le modalità operative dei medici di continuità assistenziale ed istituisce una consulenza telefonica sostitutiva (si stabilisce infatti che il servizio della Continuità Assistenziale, non operi più, in presenza, per la durata dell’intera notte ma sia limitato alla fascia oraria 20-24 per tutti i giorni della settimana)”.

“Il servizio di guardia medica è strategico sul territorio – continua Marco Bruni, responsabile aziendale Fismu continuità assistenziale – e viene organizzato appunto per garantire l’attività assistenziale per l'intero arco della giornata e per tutti i giorni della settimana come  continuità di assistenza nelle cure primarie, da assicurare senza soluzione di continuità”,  ciò è menzionato proprio fra gli adempimenti dei Livelli Essenziali di Assistenza-LEA. Lo stesso ‘Patto per la salute’ per gli anni 2014-2016 invitava a tenere distinti la continuità assistenziale e l’emergenza per assicurare percorsi differenziati coerenti con l’assistenza in emergenza urgenza e per la gestione dei codici di minore gravità”.

“Di fronte a questo grave vulnus dell’assistenza domiciliare notturna che coinvolgerà e penalizzerà tutti i cittadini – sottolinea Bruni – si pongono importanti interrogativi sui quali riflettere! La condizione di pandemia può legittimare un completo stravolgimento dell’orario lavorativo, come contrattualmente stabilito, oltre che lasciare i cittadini di interi territori spesso disagiati da un punto di vista orogeografico, senza la consueta risposta assistenziale della Guardia Medica? Sul piano pratico poi, non è fatalmente prevedibile che l’interruzione della continuità dell’assistenza alle ore 24 crei tutti i presupposti per un sovraccarico del 118 prima e del Pronto Soccorso? Questa previsione di riorganizzazione non sembra quantomeno inappropriata e pericolosa in un momento drammatico della sanità italiana?”.

Su questi dubbi, insiste la segreteria regionale, Francesca Muti: “L’ipotesi di dare in carico ai medici che operano nei sistemi di emergenza territoriale e Pronto Soccorsi anche le patologie ‘triagiate’ come codici a bassa criticità, vanno ad amplificare ed esasperare la condizione di stress lavoro correlato, che purtroppo interessa tutti i sanitari che da 9 mesi combattono in prima linea contro il  mostro dell’epidemia. L’interruzione della Continuità dell’Assistenza alle ore 24, con l’introduzione della sola consulenza telefonica dalle 24 alle 8, è una scelta sbagliata sul piano assistenziale. Infine ci chiediamo per quale motivo, se vi era la necessità di supporto da parte del personale medico della continuità assistenziale nell’assistenza diurna non si è valutata la possibilità, salvaguardando il consueto modello e orario di servizio, di estendere il contratto di lavoro della Continuità Assistenziale alle 38 ore settimanali, destinandone 14 al servizio diurno  come è previsto in ACN?. Sarebbe stata una scelta di buonsenso per la sanità toscana”.

“Un ultimo aspetto sul quale riflettere, che denunciamo con allarme – conclude Muti –  riguarda la possibilità prevista  nell’Ordinanza n.107 ed inserita nell’accordo in allegato alla stessa, che il regime cosiddetto h16 rimanga confermato per la Continuità Assistenziale oltre il periodo di emergenza Covid. Appare piuttosto palese come il problema del Covid19 possa rappresentare un pretesto per introdurre un modello assistenziale che, individuato come lecito nel particolare contesto legato allo stato emergenziale in cui ci troviamo, non può che ritenersi invece del tutto illegittimo in quanto non esiste alcun riferimento normativo che lo contempli, né leggi, né ACN”.

17 Novembre 2020

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