Covid. Nelle carceri laziali 97 casi. Il Garante: “Urgono risposte”

Covid. Nelle carceri laziali 97 casi. Il Garante: “Urgono risposte”

Covid. Nelle carceri laziali 97 casi. Il Garante: “Urgono risposte”
In corso nel nuovo complesso di Rebibbia uno screening di massa che ha già fatto registrare 23 casi (e i test sono ancora in corso). Secondo i dati del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) aggiornati all’11 gennaio, i detenuti contagiati nelle carceri del Lazio sono 97. Il Garante dei detenuti, Stefano Anastasìa, rinnova l’appello, affinché sia ridotto l’affollamento negli istituti di pena e sia data priorità ai vaccini per la popolazione carceraria.

“Ha ragione il ministro Speranza: non bisogna abbassare la guardia contro il Covid. La sua diffusione è ancora intensa, in modo particolare negli ambienti e tra le persone con maggiore vulnerabilità, come nelle Rsa e nelle carceri. A Roma, dopo quello di Regina Coeli, che va finalmente chiudendosi, è attivo dall’inizio dell’anno un focolaio a Rebibbia Nuovo complesso. Questa mattina erano 23 i detenuti positivi al virus, ma lo screening è ancora in corso e potrebbero aumentare”. Queste le parole del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, che in una nota diramata dall’ufficio stampa del Consiglio regionale fa il punto sui dati sulla diffusione dei dati sul Covid-19 nelle carceri, del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) del ministero della Giustizia.

Secondo i dati del Dap alla data dell'11 gennaio erano 97 i detenuti contagiati nelle carceri del Lazio, 624 i detenuti negli istituti penitenziari d'Italia positivi al Coronavirus, 587 dei quali asintomatici, 26 i ricoverati. Gli agenti della polizia penitenziaria contagiati sono 647, 64 dei quali sintomatici. Sessantuno i positivi fra il personale amministrativo e dirigenziale penitenziario.

“Gli operatori sanitari e gli operatori penitenziari – prosegue Anastasìa – stanno affrontando queste sfide con grande senso di responsabilità e spirito di sacrificio, ma questa situazione e il continuo rischio dell’accendersi di nuovi focolai, anche con il coinvolgimento degli stessi operatori è difficile da sostenere. Per questo, rinnovo l’appello alla riduzione del numero dei detenuti e alla tempestiva vaccinazione di detenuti e operatori. Nonostante le autorevoli indicazioni del procuratore generale Salvi, in carcere sono ancora numerose le persone in attesa di giudizio, anche per reati non violenti, di cui sarebbe auspicabile la immediata scarcerazione”.

“Ci aspettiamo che governo e parlamento rinnovino i permessi e le licenze straordinarie a semiliberi, lavoranti e ‘permessanti’ fino al nuovo termine della emergenza Covid, che il ministro ha anticipato sarà portato al 30 aprile. Infine, – conclude Anastasìa – aspettiamo risposte dal ministro, dal commissario Arcuri e dalle regioni sulla necessaria anticipazione della campagna vaccinale nelle carceri, a partire dagli anziani e dai portatori di patologie a rischio”.

13 Gennaio 2021

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