Covid. Smi Lazio alla Regione: “Basta ritardi, siamo pronti a incrociare le braccia”

Covid. Smi Lazio alla Regione: “Basta ritardi, siamo pronti a incrociare le braccia”

Covid. Smi Lazio alla Regione: “Basta ritardi, siamo pronti a incrociare le braccia”
Il sindacato chiede un incontro urgente per parlare delle "gravi situazioni di incertezze e di inadempienze tuttora mai affrontate: questione applicazione DGR 852, campagna vaccinale anticovid; adeguamento UCP; ritardati pagamenti vaccinazioni antinfluenzali; pianificazione campagna vaccinale 2022-23; coperture zone carenti; necessità di reperire sostituti di AP e CA; sicurezza delle postazioni di CA”. O si fa chiarezza, avverte lo Smi, o “siamo pronti allo stato di agitazione ed a un nuovo sciopero”. LA LETTERA ALLA REGIONE

“Abbiamo scritto all’assessore alla Salute della Regione Lazio, Alessio D’Amato e ai vertici della sanità laziale per chiedere la convocazione urgente del tavolo di concertazione e per riaprire la trattativa tra la parte pubblica e le organizzazioni sindacali dei medici”. Lo fa sapere, in una nota, Cristina Patrizi, segretario regionale Lazio del Sindacato Medici Italiani (Smi). 

“Vorremmo conoscere — spiega Patrizi — quali saranno le forme organizzative mono professionali nelle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) e le modalità di partecipazione dei medici alle forme organizzative multiprofessionali, questioni che con appositi atti di programmazione ed indirizzo devono essere definite entro 6 mesi dalla entrata in vigore dell’accordo del 28 aprile us scorso. Per queste ragioni riteniamo che sia giunto il momento per avviare un percorso di condivisione. È urgente riaprire il confronto, interrotto ormai da oltre un anno, anche perché siamo davanti a gravi situazioni d’incertezze e d’inadempienze che tuttora aspettano ancora risposte. A partire dall’applicazione che DGR n. 852/2020 della Regione Lazio che contiene gli accordi integrativi regionali della medicina generale e della pediatria che definiscono l’inserimento dei medici di medicina generale (MMG) e pediatri di libera celta (PLS) nella rete regionale di sorveglianza epidemiologica per SARS-Co V-2”.

“Attendiamo, inoltre – prosegue la segretaria Smi Lazio —, ancora risposte sulle modalità organizzative della campagna vaccinale anticovid, sull’adeguamento delle Unità di Cure Primarie, sui ritardi dei pagamenti vaccinazioni antinfluenzali, sulla necessità di pianificare la campagna vaccinale 2022-23, sulle gravi situazioni di coperture territoriali di medici per le zone carenti, sull’impossibilità a reperire sostituti per l’ assistenza primaria e per la continuità assistenziale, sulla necessità di norme di sicurezza più stringenti per le postazioni di continuità assistenziale a causa delle continue aggressioni, come gli episodi recenti di Latina e Ariccia dimostrano”.

Per lo Smi Lazio è quindi necessario “capire le determinazioni della Regione Lazio a garanzia del lavoro di tutti medici. Per queste ragioni — fa sapere Patrizi —, siamo pronti allo stato di agitazione ed a un nuovo sciopero anche per quanto riguarda il lavoro telematico, a partire dalla sospensione delle funzioni certificative per conto dei SISP e tutte quante le incombenze burocratiche connesse allo stato covid. Non possiamo restare inerti davanti ad incombenze e carichi di lavoro che la Regione Lazio in modo unilaterale ha imposto alla categoria medica creando un forte disagio e sofferenza ai medici laziali”.

18 Luglio 2022

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