Covid. Studio della Asl di Chieti sui guariti: 38 su 82 stanno bene, per gli altri stanchezza, ansia, problemi respiratori e neurologici

Covid. Studio della Asl di Chieti sui guariti: 38 su 82 stanno bene, per gli altri stanchezza, ansia, problemi respiratori e neurologici

Covid. Studio della Asl di Chieti sui guariti: 38 su 82 stanno bene, per gli altri stanchezza, ansia, problemi respiratori e neurologici
La Asl ha contattato 126 pazienti. Su 82 che hanno accettato di sottoporsi a una visita di controllo ambulatoriale, 38 hanno dichiarato di stare bene e non accusare alcun sintomo, 20 hanno riferito una generale stanchezza, 17 presentavano ansia e forme di disagio psicologico, 13  problemi respiratori e 12 disturbi di tipo neurologico. Intanto la Asl Potenzia le Usca, che nei primi sette mesi di emergenza hanno già eseguito 4.869 prestazioni.

Lascia il segno il Covid-19 nei pazienti guariti? Quali sono le loro condizioni? A queste domande ha dato una prima risposta la Asl Lanciano Vasto Chieti mettendo in campo uno studio pilota di sorveglianza e valutazione clinica dei pazienti che avevano contratto l'infezione nella prima fase della pandemia. L'iniziativa è della Task force Covid-19, che ha voluto verificare la reale portata delle problematiche di salute segnalate dai pazienti esaminando una popolazione omogenea.

Sono stati così contattati 126 pazienti, intervistati sulle loro condizioni di salute e invitati a visita ambulatoriale, che è stata effettuata presso il Distretto sanitario di Lanciano da un medico Usca e uno specialista in Malattie infettive. “Hanno risposto alla convocazione 82 pazienti su 126, pari al 65%, in 25 hanno rifiutato la visita e 16 non sono stati rintracciati”, riferisce la Asl. “Tra i pazienti che sono stati visitati in 38 hanno dichiarato di stare bene e non accusare alcun sintomo, 20 hanno riferito una generale stanchezza, 17 presentavano ansia e forme di disagio psicologico, 13  problemi respiratori e 12 disturbi di tipo neurologico”.
 
Lo studio è stato utile anche per la valutazione della fragilità dei pazienti esaminati, che ha prodotto esiti differenti: alcuni hanno superato l'infezione da Covid-19 senza aggravare il proprio stato di cronicità, mentre ad altri il virus ha lasciato conseguenze che ne hanno aggravato la condizione. Per questi ultimi, dunque, sarà attivata una sorveglianza periodica a livello territoriale, anche grazie all'impulso impresso dalla Direzione Asl a tali attività, a partire dall'assegnazione di dieci operatori socio sanitari alle Usca (Unità speciali di continuità assistenziale) e dall’attribuzione di altro personale che a giorni arriverà a integrare gli organici.

Il Direttore generale Thomas Schael ha, infatti, disposto il potenziamento delle attività domiciliari Covid-19, coordinate da un’unità speciale ubicata presso l’ex ospedale di Chieti città con a capo Francesco Ricci. “Una parte rilevante dell’assistenza prestata in questa seconda fase della pandemia si svolge sul territorio – mette in evidenza il manager – grazie ai Distretti e alle unità speciali che stanno facendo davvero un eccellente lavoro. Se riusciamo a tenere a casa un numero elevatissimo di malati è solo grazie a loro e alla capacità di risposta che tutti stanno mettendo in campo e mi riferisco, per esempio, anche a Lanciano, dove il Distretto ha supportato l’Antoniano al meglio delle proprie possibilità”.

Grande attenzione all'assistenza prestata sul territorio, dove “già da mesi operano con grande impegno le Usca, con dati di attività dei primi sette mesi che ne disegnano chiaramente il ruolo: sono state eseguite 4.869 prestazioni tra visite, telemonitoraggi, ecografie, test sierologici, interventi vari”, spiega la Asl.

Sul fronte dei contagi, nell'ultima settimana la situazione epidemiologica sta mostrando una lieve riduzione nella velocità di propagazione del virus: in provincia di Chieti si sono registrati 761 nuovi casi, con una riduzione dell'1,2%. Al 28 novembre i ricoverati erano 161 negli ospedali, così distribuiti: 89 a Chieti, 24 a Vasto, 31 ad Atessa e 17 presso la Casa di cura Spatocco di Chieti. Altri 18 sono nella Rsa di Casoli.

Da rilevare, inoltre, che l'incremento percentuale nell'ultima settimana dei casi positivi è disomogeneo per età: in particolare sopra la media provinciale ci sono i ragazzi fino a 14 anni e gli adulti oltre i 70 anni, con un picco oltre i 90 anni. Importante la frequenza dei positivi registrata tra ottobre e novembre per fasce di età, che vede tra le più colpite le persone tra 50 e 59 anni, arrivate a 715 casi, a cui seguono i 651 compresi tra 40 e 49 anni, mentre 492 hanno un’età tra 60 e 69 anni. I numeri, dunque, raccontano in tutta la loro evidenza che il virus è “democratico” nella sua potenza contagiosa e non risparmia alcuna età, come anche i due generi, colpiti in uguale proporzione.

Infine, la statistica elaborata dal Dipartimento di Prevenzione, diretto da Giuseppe Torzi, sul numero dei casi positivi per città e paesi dal 1° marzo al 30 novembre, che vede ai primi posti le realtà urbane più popolose: Chieti 812, Lanciano 453, Ortona 442, Vasto 421, Francavilla 407. Nessun paese è a zero casi, mentre ne hanno uno solo Gamberale, Civitella Messer Raimondo, Lettopalena, Liscia e Pennadomo.

01 Dicembre 2020

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