Cronicità. All’Asl di Latina arriva “+ Vita”, il nuovo modello di presa in carico

Cronicità. All’Asl di Latina arriva “+ Vita”, il nuovo modello di presa in carico

Cronicità. All’Asl di Latina arriva “+ Vita”, il nuovo modello di presa in carico
La Asl sarà in prima linea per programmare e pianificare le prestazioni medico-assistenziali sulla base dei bisogni indicati dal Medico di medicina generale. Il progetto fa leva anche sul coinvolgimento diretto del paziente. Un vero e proprio “patto di cura” che mira alla prevenzione e all'aderenza terapeutica, con l'obiettivo di facilitare l’accesso alle cure, ridurre le acutizzazioni e mitigare lo stress del paziente, dei famigliari e dei caregiver. Prevista l’attivazione di due strutture con infermieri case manager e la creazione di una piattaforma che consentirà ai mmg e a tutti i soggetti coinvolti nel progetto di essere costantemente aggiornati sul percorso di cura. IL DOCUMENTO

La Asl di Latina presenta “+ Vita”, il nuovo programma per a presa in carico delle persone portatrici di cronicità che promette di aumentare la salute e la serenità dei pazienti, dei loro famigliari e dei caregiver. Il modello prevede un impegno della ASL nella programmazione e pianificazione dell’erogazione delle prestazioni medico-assistenziali, sulla base dei bisogni di cura indicati dal Medico di Medicina Generale. Il progetto fa leva su un coinvolgimento diretto del paziente, che è chiamato, insieme ai Medici di Medicina Generale (MMG) e alla stessa ASL, a essere parte attiva delle azioni volte a prendersi cura del suo stato di salute. Insomma, “un vero e proprio ‘patto di cura’ che porta benefici al paziente e ai suoi famigliari, e benefici al sistema sanitario, che può gestire attraverso un’organizzazione preventiva l’erogazione delle prestazioni”, evidenzia la Asl.

Il progetto prevede anche l’attivazione delle Centrali di continuità territoriale, presìdi presso i quali operano figure infermieristiche che svolgono il ruolo di case manager, che avverrà in via sperimentale presso due sedi, con il compito di facilitare la presa in carico del bisogno assistenziale dell’assistito.

Un’apposita piattaforma tecnologica predisposta dalla ASL, e condivisa, consentirà ai Medici di Medicina Generale e a tutti i soggetti coinvolti nel progetto di essere costantemente aggiornati rispetto all’andamento del percorso di cura, e di seguire il paziente sia nell’organizzazione di visite, esami e prenotazioni, sia per ciò che riguarda l’aderenza a terapia, prestazioni sanitarie e stili di vita più sani. Soluzioni di telemedicina verranno adottate e implementate per modello con l’obiettivo di “accorciare le distanze” in territori e aree definite disagiate.

Il progetto, che in questa prima fase sarà destinato ai pazienti affetti da diabete, Bpco e, prossimamente, anche da scompenso cardiaco,  (prossima attivazione, punta a questi principali obiettivi:

– È un percorso controllato che opera sul fronte della prevenzione e dell’aderenza alla terapia

– Migliora l’efficienza dei percorsi di cura individuali, facilitando per i pazienti l’accesso alle cure

– Rende più sostenibile, per il sistema sanitario, la gestione dei percorsi di cura,  riducendo l’acutizzazione delle patologie e garantendo la programmazione nell’erogazione delle prestazioni. Anche con l’obiettivo di limitare il ricorso all’emergenza

– Libera tempo, restituendo al paziente tempo prezioso di vita quotidiana

– Mitiga le preoccupazioni e lo stress del paziente

– Porta serenità ai familiare e ai care-giver, riducendo il carico di impegno

– Riduce per i pazienti (e i loro famigliari) le barriere di accesso ai percorsi di cura, code, attese, tempistiche, certezza della prestazione.

Insomma, per dirla come la Asl, "aggiunge + VITA da impegnare in attività positive".

04 Giugno 2019

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