Day Service materno infantile di Susa, Ilaria Costaggini è la nuova responsabile

Day Service materno infantile di Susa, Ilaria Costaggini è la nuova responsabile

Day Service materno infantile di Susa, Ilaria Costaggini è la nuova responsabile
Il servizio è stato strutturato per essere un punto di riferimento con un poliambulatorio dedicato alla donna e al bambino in tutte le sue evoluzioni che è anche cuore del progetto Casa della Salute Materno Infantile. Il Dg Boraso: “Crediamo in un’idea di presa in carico globale in cui vi siano percorsi definiti non solo dal punto di vista clinico, ma di supporto e sostegno in base alle esigenze della popolazione di riferimento”.

È la dott.ssa Ilaria Costaggini la responsabile della struttura semplice Day Service Materno Infantile del Presidio Ospedaliero di Susa dell’ASL TO3. Nei giorni scorsi la firma del contratto di lavoro, “un’attività che la dott.ssa, ginecologa, svolgerà in una realtà molto importante per il territorio”, sottolinea la Asl To3 in una nota.

Il Day Service Materno Infantile è stato strutturato per essere soprattutto un punto di riferimento per offrire servizi: un poliambulatorio dedicato alla donna e al bambino in tutte le sue evoluzioni che è anche cuore del progetto Casa della Salute Materno Infantile.

“L’obiettivo -spiega la Asl – è quello di favorire l’unitarietà, intesa come la costruzione di una rete di servizi che in alcuni casi possono risultare frammentati e che ben si coniuga con il principio dell’integrazione ospedale territorio. La logica, infatti, è quella di poter contare su una struttura che opera in sinergia con una rete di professionisti: specialisti, pediatri di libera scelta, centri ospedalieri di riferimento e con le Case della Salute di Avigliana e di Giaveno. Servizi assistenziali, dunque, pensati per tutelare la maternità, la gravidanza, ma anche la famiglia con le problematiche che possono derivare dall’adolescenza e dall’infanzia”.

“Crediamo – ha sottolineato il direttore generale Flavio Boraso – in un’idea di presa in carico globale in cui vi siano percorsi definiti non solo dal punto di vista clinico, ma di supporto e sostegno in base alle esigenze della popolazione di riferimento. Un modello organizzativo che punta anche alla collaborazione e condivisione tra servizi sanitari e sociali per riconoscere un bisogno in modo tempestivo, agire anche in termini di prevenzione e far sì che vi possa essere il trattamento più giusto”.

11 Luglio 2019

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