Demenze. Apre all’Ospedale di Susa un ambulatorio multidisciplinare

Demenze. Apre all’Ospedale di Susa un ambulatorio multidisciplinare

Demenze. Apre all’Ospedale di Susa un ambulatorio multidisciplinare
Rappresenterà un nuovo nodo nella rete dei Centri per i disturbi cognitivi dell’AslTo3, e un punto di riferimento in valle per i malati di demenza e per le loro famiglie, che fino a oggi dovevano fare riferimento a Rivoli per avere accesso all’assistenza. La Dg Dall’Occo: “I territori lontani dal centro sono importanti e non devono restare sguarniti di copertura sanitaria, che deve essere organizzata valorizzando al meglio le risorse disponibili”.

Sarà innanzitutto un ambulatorio in più nella rete dei CDCD aziendali (Centri per i disturbi cognitivi e demenze) che ha altri due punti chiave presso l’ospedale di Rivoli e presso l’ospedale di Pinerolo. Il nuovo ambulatorio di Susa fa parte della Neurologia dell’Ospedale di Rivoli diretta da Salvatore Amarù, avrà cadenza inizialmente quindicinale e, grazie a un’attività di day service, garantirà l’esecuzione di test neuropsicologici, EEG, ECG, Ematochimici, TC/RMN encefalo, Esame liquor (in casi selezionati). Eventuali altri esami saranno gestiti in collaborazione con l’ospedale di Rivoli.  Ma, soprattutto, il nuovo ambulatorio accende una luce in valle per i malati di demenza e per le loro famiglie, che fino a oggi dovevano fare riferimento a Rivoli per avere accesso all’assistenza. La struttura prenderà gradualmente in carico tutti i pazienti delle valli e i loro caregiver.

“Si tratta di un ulteriore tassello nel percorso di potenziamento dell’offerta di servizi sanitari dell’Ospedale di Susa per la popolazione locale, reso possibile in questo caso soprattutto grazie all’impegno del personale della Neurologia di Rivoli – spiega in una nota Franca Dall’Occo, direttore generale dell’AslTo3. A Susa, già lo scorso maggio, l’ortopedia era cresciuta con il ritorno di Francesco Cacciato, medico specializzato nella chirurgia della spalla, e nello stesso mese è stato attivato un nuovo servizio di screening oncologico di primo livello per il tumore del colon-retto, che ha reso più accessibile la prevenzione, per la quale i segusini prima dovevano rivolgersi a Venaria. Altri servizi si aggiungeranno nei prossimi mesi: i territori lontani dal centro sono importanti e non devono restare sguarniti di copertura sanitaria, che deve essere organizzata valorizzando al meglio le risorse disponibili”.

Il nuovo ambulatorio porta a Susa l’esperienza maturata dal 2000 presso l’Ospedale di Rivoli, che prevede una serie di attività che consentono la diagnosi precoce della malattia, interventi supportivi e riabilitativi (cognitivi e psicologici) individuali e per piccoli gruppi, rivolti ai pazienti affetti da deterioramento e interventi rivolti ai caregiver che abbiano il duplice scopo di informarli riguardo alla malattia dei loro congiunti e di offrire loro sostegno e supporto.

Per garantire il necessario approccio clinico su più livelli, sono coinvolte professionalità mediche multidisciplinari, principalmente neurologi, geriatri e psichiatri, infermieri dedicati ma anche psicologi, e assistenti sociali.

L’attivazione del servizio è possibile anche grazie al sostegno economico della Fondazione Magnetto e del Comune di Susa.

In Piemonte sono almeno 75mila i malati di Alzheimer, a fronte di un dato di circa un milione in Italia e 50 milioni nel resto del mondo e un nuovo caso di demenza diagnosticato ogni 4 secondi.

In Italia la quasi totalità degli anziani colpiti da demenza vive in famiglia: la malattia di Alzheimer è stata per questo definita una malattia familiare: la letteratura internazionale evidenzia importanti conseguenze sulla salute fisica e mentale dei parenti stretti, conviventi o meno, dei pazienti che rischiano di diventare le seconde vittime della malattia, tanto che il Rapporto dell’ Organizzazione mondiale della sanità e di Alzheimer’s Disease International del 2016, definiscono  la demenza, nelle sue molteplici forme "una priorità mondiale di salute pubblica".

“Si stima – evidenzia la Asl To3  – che più del 50% dei caregiver primari, prevalentemente donne, così come gli stessi pazienti, sia a rischio di depressione: presentano infatti ansia, insonnia, difficoltà a concentrarsi sul lavoro. Hanno quindi un rischio di ospedalizzazione più alto rispetto alla popolazione generale, usano il 70% di farmaci in più e una maggior quota di psicofarmaci”.

07 Luglio 2021

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