Dipendente Asp Agrigento aggredito. Ha subito una frattura del cranio. Fsi-Usae: “È emergenza senza fine. Urgente intervenire”

Dipendente Asp Agrigento aggredito. Ha subito una frattura del cranio. Fsi-Usae: “È emergenza senza fine. Urgente intervenire”

Dipendente Asp Agrigento aggredito. Ha subito una frattura del cranio. Fsi-Usae: “È emergenza senza fine. Urgente intervenire”
La vittima è un dipendente degli uffici di invalidità civile, aggredito da un uomo che aveva lamentele in merito alla sua procedura di riconoscimento dell’invalidità. Fsi-Usae: “Abbiamo così superato le 80 aggressioni negli ultimi 5 anni negli ospedali siciliani. Il lavoro per gli operatori della sanità sta diventando un incubo e diventa ormai improrogabile affrontare questo fenomeno con interventi incisivi”.

Una nuova aggressione ai danni di un lavoratore della sanità siciliana. A farne le spese stavolta è stato un dipendente dell’Asp di Agrigento in servizio presso l’ufficio gli uffici di invalidità civile, aggredito da un uomo che gli ha provocato una frattura del cranio. A scatenare l’ira dell’uomo sarebbe stata l’insoddisfazione dell’uomo in merito a una procedura di riconoscimento dell’invalidità.
 
“Abbiamo così superato le 80 aggressioni negli ultimi 5 anni negli ospedali siciliani. Era prevedibile, e se non si interviene è prevedibile anche una massacro di infermieri, medici, tecnici, oss, ausiliari per tutto il 2018”, dichiarano Calogero Coniglio, segretario regionale della Fsi-Usae Federazione Sindacati Indipendenti organizzazione costituente della Confederazione Unione Sindacati Autonomi Europei e Salvatore Ballacchino segretario territoriale Fsi-Usae per le province di Agrigento e Caltanissetta.
 
“Esprimiamo la massima solidarietà al collega. Tale vile atto va ad aggiungersi ad altri episodi di violenza negli ospedali italiani a cui, purtroppo, non segue un provvedimento ministeriale adeguato a fronteggiarli”, scrivono in una nota Coniglio e Ballacchino. “E’ l’ennesimo caso, però, di una lunga serie di aggressioni denunciate dalla Fsi-Usae nelle aziende sanitarie siciliane, abbiamo stilato un dossier con gli episodi più gravi, una storia, quindi, che si ripete, questo è un gravissimo caso di inciviltà ed ancora una volta ci ritroviamo a raccontare e denunciare episodi in cui colleghi, armati solo di competenza, serietà e professionalità, si scontrano con l’arroganza e la prepotenza di chi conosce solo il linguaggio della violenza”.
 
“Il lavoro per gli operatori della sanità sta diventando un incubo e diventa ormai improrogabile affrontare questo fenomeno con interventi incisivi – affermano Antonio Iacona e Vincenzo Callea dirigenti sindacali Fsi-Usae presso l’Asp Agrigento, chiediamo che vengano subito messi in atto misure di sicurezza, sistemi d’allarme, presenza attiva del servizio di vigilanza, pianificazione di un numero appropriato di operatori e la formazione specifica del personale. “La direzione dell’Asp – concludono i sindacalisti – attivi subito un tavolo di confronto per verificare la situazione in tutta l’azienda e individuare le azioni più opportune per impedire altri simili episodi”.
 
“Rinnoviamo la richiesta di incontro urgente con il presidente Musumeci – conclude Coniglio – per porre l'attenzione su tutti gli operatori della sanità siciliana e per offrire la propria collaborazione nella risoluzione di questa escalation di aggressioni”. 
 
 

12 Aprile 2018

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