Dopo la sentenza del Tar Lazio. Cisl Fp: “Si rischiano effetti negativi sulle professioni sanitarie e sulla presa in carico dei pazienti”

Dopo la sentenza del Tar Lazio. Cisl Fp: “Si rischiano effetti negativi sulle professioni sanitarie e sulla presa in carico dei pazienti”

Dopo la sentenza del Tar Lazio. Cisl Fp: “Si rischiano effetti negativi sulle professioni sanitarie e sulla presa in carico dei pazienti”
Secondo Roberto Chierchia, segretario generale del Lazio, “confonde ’organizzazione aziendale, che ha il dovere di organizzare con efficacia ed efficienza i professionisti, con l’organizzazione del lavoro, dove i professionisti, ognuno con le proprie competenze, responsabilità e autonomia professionale interagiscono nella presa in carico".

“E’ una sentenza preoccupante che rischia di avere effetti drammatici sulle professioni sanitarie e sui percorsi di cura”. Così Roberto Chierchia, segretario generale della Cisl Fp Lazio commenta la sentenza del Tar del Lazio che boccia il Decreto del Commissario ad Acta della Regione Lazio n. 259 del 6.08.2014, concernente l’“Approvazione dell’Atto d’indirizzo per l’adozione dell’Atto d’autonomia aziendale delle aziende sanitarie della regione Lazio” nella parte sull’istituzione del “Dipartimento dell’assistenza” relativa all’assistenza infermieristica e delle altre professioni sanitarie.

“Il provvedimento, inspiegabilmente – attacca – ha confuso l’organizzazione aziendale, che ha il dovere di organizzare con efficacia ed efficienza i professionisti, con l’organizzazione del lavoro, dove i professionisti, ognuno con le proprie competenze, responsabilità e autonomia professionale interagiscono nella presa in carico dei pazienti”.

Per Chierchia dalla lettura della sentenza emerge una visione della sanità ancorata ad un’idea obsoleta, non più rispondente alle attuali esigenze di salute. Nel Lazio, come nelle altre regioni d’Italia, si è scelto di passare al modello di “ospedale ad intensità di cura”. Tale modello, che assicura agli utenti cure ed assistenza appropriate in base alle condizioni di salute, può funzionare solo cambiando gli assetti organizzativi attuali e valorizzando e integrando tutte le professioni sanitarie. Passando cioè da una logica di separazione ad una di equipe, in cui i diversi profili mettono insieme le specifiche competenze, e dove governo clinico ed governo assistenziale dialogano positivamente nella ricerca delle soluzioni migliori per la salute dei cittadini”.

“La sentenza scaturisce anche dai balbettamenti della Regione Lazio” prosegue Chierchia. “In tal senso è indispensabile accelerare nella valorizzazione di tutte le professioni del comparto, poiché senza infermieri, senza tecnici, fisioterapisti, operatori socio sanitari, ecc. non c’è salute. E poi è necessario attivare al più presto i concorsi, se non si vuol riportare l'assistenza e l'organizzazione sanitaria indietro di 30 anni”.

Il segretario della Cisl Fp del Lazio, rileva infine “come la sentenza ignori che per l’incarico di struttura complessa la deroga ai 5 anni di anzianità valga per tutte le professioni sanitarie. La Cisl FP è da sempre in prima linea su questi argomenti, e proprio nella giornata di ieri ha affrontato il tema dell’innovazione organizzativa e – conclude – dello sviluppo delle professioni del comparto, in un convegno dal titolo ‘La Salute delle Competenze’, dove professionisti da tutta Italia hanno richiamato l’esigenza di una “sanità dei cittadini” guidata e organizzata dalle competenze”.
 

22 Maggio 2015

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