Elezioni. Cimo Piemonte: “Dai politici poca attenzione alla Sanità”

Elezioni. Cimo Piemonte: “Dai politici poca attenzione alla Sanità”

Elezioni. Cimo Piemonte: “Dai politici poca attenzione alla Sanità”
Per il sindacato, lo tsunami pandemico ha messo in evidenza problematiche evidenti e importanti. Occorre quindi “intervenire in modo serio definendo un piano strategico di lungo periodo. Serve un Piano Health4.0, a carattere nazionale e regionale”. Interventi “mirati” da realizzare anche grazie ai fondi del Pnrr. Cimo Piemonte si dice "pronto a fare la propria parte collaborando con la nuova Azienda Zero, che ha come obiettivo l'efficientamento del Sistema sanitario regionale”.

“Nel dibattito pubblico nazionale, e di riflesso anche in quello locale, il tema sanità sembra non essere una priorità”. La pensa così la Cimo Piemonte, che fa notare come “la gestione dell’emergenza Covid appare oggi decisamente sotto controllo, soprattutto se la si confronta con lo stesso periodo del 2021, resta in ogni caso una epidemia da monitorare con molta attenzione, visto che in data odierna in Piemonte ci quasi 31 mila positivi”.

Per la Cimo parlare quindi di riformare la sanità pubblica “non è solo necessario ma è doveroso soprattutto dopo quanto visto negli ultimi due anni. Eppure in queste settimane di dibattito elettorale l’argomento non è tra i più gettonati dai politici, nazionali e piemontesi”. 

“Lo tsunami pandemico — ribadisce Cimo Piemonte in una nota —  ha messo in evidenza problematiche evidenti e importanti legate all’edilizia sanitaria, alla mancanza di personale medico e infermieristico, all’arretratezza tecnologica dei servizi medicali, alle difficoltà di relazione verso l’utenza, specie in territori fuori dai grandi centri urbani. Occorre intervenire in modo serio definendo un piano strategico di lungo periodo. Serve un Piano Health4.0, a carattere nazionale e regionale, capace di rendere il servizio sanitario italiano all’altezza dei cambiamenti in atto nella nostra società, a cominciare da quello demografico dove la popolazione anziana, la fascia sanitaria più a rischio, è nettamente superiore rispetto alla fascia giovane e adulta”. 
Interventi strutturali, organizzativi, formativi e professionalizzanti, centralità delle tecnologie e della digitalizzazione dei sistemi di prevenzione e cura dei pazienti. Per Cimo Piemonte “non si può prescindere da questo se si vuole riscrivere un’agenda sanitaria che punti all’inclusione, all’efficienza e alla competitività tecnologica”. 

Dunque “la politica regionale, ma ancor di più i rappresentanti politici nazionali candidati in Piemonte, devono dire ai cittadini cosa intendono fare per migliorare la sanità pubblica. Occorrono investimenti mirati, non va assolutamente persa l’opportunità di attingere dai fondi del Pnrr”. 

“La sanità piemontese paga anni di tagli da parte della politica, le inadeguatezze strutturali durante il periodo pandemico lo hanno ben evidenziato. Nonostante questo, medici e infermieri, seppur in numero deficitario rispetto ai reali bisogni, non hanno mai smesso di adempiere al loro lavoro, accettando turni massacranti e gestendo oggettive difficoltà organizzative – dichiara nella nota il segretario regionale del sindacato, Sebastiano Cavalli — . Oggi, anche se sono state prese le giuste misure di contrasto alla pandemia, rimangono gli effetti che questa ha messo in evidenza. Per questo come sindacato piemontese della dirigenza medica, chiediamo alla politica di farsi carico, con responsabilità e tempestività, delle reali mancanze e di mettere in atto un piano strategico che possa rendere il nostro servizio sanitario realmente competitivo. Cimo Piemonte è pronto a fare la propria parte collaborando con la nuova Azienda Zero, fortemente voluta dall’Assessore Regionale alla Sanità, Luigi Genesio Icardi e che ha come obiettivo l’efficientamento del Sistema sanitario regionale”, conclude Cavalli.

12 Settembre 2022

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