Elezioni nel Lazio. Parte la campagna elettorale di Lombardi (M5S). E punta alla sanità

Elezioni nel Lazio. Parte la campagna elettorale di Lombardi (M5S). E punta alla sanità

Elezioni nel Lazio. Parte la campagna elettorale di Lombardi (M5S). E punta alla sanità
Prima tappa: l’ospedale Belcolle di Viterbo e il padiglione di Montefiascone. Una scelta per evidenziare l’attenzione verso “le Province spesso dimenticate” e verso “una sanità che vive mille difficoltà”. Poi un invito a non far cadere le colpe del sistema sulle spalle dei professionisti della sanità: “Se il comparto ancora oggi riesce a resistere tra mille difficoltà è proprio grazie agli atti eroici di alcuni infermieri o di altrettanti medici e  ausiliari/operatori”.

Ha preso il via sabato la campagna elettorale per la Regione Lazio della candidata del Movimento 5 Stelle Roberta Lombardi. Prima tappa Viterbo, dove ho fatto visita all’ospedale Belcolle e al padiglione di Montefiascone. “In molti mi hanno chiesto perché proprio Viterbo e perché la scelta di visitare due centri ospedalieri. La risposta la troviamo sul territorio, con le Province spesso dimenticate e una sanità che vive mille difficoltà”, spiega la candidata su Facebook.

“Non a caso – prosegue – proprio al Belcolle abbiamo trovato quello che definirei l’eterno incompiuto. Questa struttura ha la mia stessa età, è del ‘73 e gran parte dell’assistenza offerta viene dai medici e dagli operatori sanitari, dal loro spirito professionale e dal loro impegno, non certo dalla politica. Il mio elogio va dunque a loro, non a chi si riempie la bocca con l’imbroglio dell’uscita dal commissariamento, peraltro una uscita post datata, al 31 dicembre 2018, che sembra più una profezia del Mago Otelma”.

Riprendendo l’annuncio dell’uscita dal commissariamento della Regione, Lazio, Lombardia sostiene che Zingaretti e il Pd hanno messo “in ginocchio la sanità del Lazio, chiudendo ospedali, presidi sanitari e imponendo le più alte tasse di Italia. E oggi esultano, ma per cosa? Francamente, sarei felice da cittadina laziale se i numeri forniti fossero reali, ma da cittadina so anche cosa significa attendere mesi per un esame medico o compiere infinti pellegrinaggi perché non ci sono presidi sanitari sul territorio. Montefiascone ne è un triste esempio”.

Proprio Montefiascone è stata infatti la seconda tappa della giornata della candidata 5 Stelle. “E dire di aver trovato dei reparti fantasma è poco. Quello di ematologia, chiuso nel 2006, ristrutturato nel 2014 dalla Regione Lazio con il lasciapassare del Presidente uscente Zingaretti. Costo: 150mila euro (di cui 20mila donati dai cittadini). Sapete cosa ne è rimasto? Un tavolo, tre sedie e un cestino della spazzatura. Ecco la ‘grande’ capacità di programmazione in ambito sanitario dimostrata dal Pd nel Lazio. E loro che fanno? Se la ridono spalleggiati da Renzi e Lorenzin, mentre la realtà che purtroppo i cittadini vivono è un’altra. Noi ve la mostreremo giorno dopo giorno in questo lungo percorso. Contro le fake news e le montature di chi ci ha governato fino ad oggi, contro gli spot elettorali di Zingaretti, che nonostante ce la metta tutta a recitare bene la sua parte, finora io, nel Lazio, gli ho visto solo fare la comparsa”.

In un successivo post, Lombardi invita poi a non far cadere i problemi del sistema sulle spalle dei professionisti della sanità. “In questi giorni – afferma – ho notato che ogni volta che si parla di sanità nel Lazio, tra i commenti di molti cittadini compaiono anche diversi rimproveri agli operatori sanitari. E proprio questo è il rischio più grande: quando la politica per anni si mostra negligente, impreparata e pensa alla sanità come un grande poltronificio dove piazzare i suoi, il pericolo che si scivoli inconsciamente in una ‘guerra tra poveri’ è altissimo. Nel Lazio questo è un sentimento che purtroppo si respira da tempo”.

Per Lombardi, “dopo tutto quello che è stato fatto della nostra sanità (dalla sinistra di Marrazzo, alla destra della Polverini fino ai tagli indiscriminati del presidente uscente Nicola Zingaretti), se il comparto ancora oggi riesce a resistere tra mille difficoltà è proprio grazie agli atti eroici di alcuni infermieri che per carenza di personale magari sono costretti a seguire da soli 25 pazienti in un reparto, o di altrettanti medici che in un pronto soccorso si trovano a gestire in solitudine situazioni di emergenza, o grazie a quegli ausiliari/operatori ai quali si chiede il doppio delle mansioni che sono in grado di portare a termine”.

“Poi, se qualcuno sbaglia, specie in un centro ospedaliero dove in discussione c’è la salute del cittadino, è giusto che venga sottolineato, ma occhio – puntualizza la candidata dei 5 Stelle – a non perdere di vista il vero nodo della questione, ovvero che la grande risposta di questo malessere, che ci coinvolge tutti, non va data al singolo operatore sanitario, spesso costretto a correre da una sala all'altra per una guardia di 12 ore, ma a chi in questi anni ha messo in ginocchio il pubblico privandolo di ogni risorsa, per aprire la strada a una privatizzazione selvaggia della sanità”.

04 Dicembre 2017

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