Emilia Romagna. E’ nata l’Azienda sanitaria unica. Assisterà 1.106.375 di persone

Emilia Romagna. E’ nata l’Azienda sanitaria unica. Assisterà 1.106.375 di persone

Emilia Romagna. E’ nata l’Azienda sanitaria unica. Assisterà 1.106.375 di persone
Accorpa Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini e sarà la quinta Ausl più grande di Italia. Lusenti: "Il nostro obiettivo non è risparmiare ma spendere fino all’ultima risorsa disponibile per continuare a garantire i nostri elevati livelli di assistenza con un progetto che è di innovazione, sviluppo e crescita”.

E’ nata l’Ausl unica della Romagna. La legge approvata in Assemblea legislativa dà così vita alla quinta azienda sanitaria italiana per popolazione residente e tra le prime per superficie territoriale e numero di ospedali. L’Azienda Usl della Romagna, che nasce dall’unificazione delle aziende di Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini, ha una popolazione di 1.124.896 persone residenti (1.106.375 gli assistiti) e un territorio di 5.098 chilometri quadrati.
 
Con 3.355 posti letto nel sistema pubblico (che salgono a 4.895 con il privato accreditato), la nuova Azienda dispone di 15 ospedali pubblici, cui si aggiunge l’Istituto scientifico romagnolo per lo studio e la cura dei tumori di Meldola, e sono 14 le case di cura private accreditate totali. I dipendenti sono 14.789 mentre i professionisti convenzionati con l’Azienda unica, medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, sono rispettivamente 796 e 158. Il volume di attività specialistica prodotta nel 2012 dalle quattro aziende romagnole, tra visite ed esami, è stato di 14.662.290 prestazioni.

Per quanto riguarda il finanziamento regionale, il volume complessivo delle quattro Aziende sanitarie romagnole per il 2013 si è attestato a 1,725 miliardi di euro su un totale di 6,883 miliardi di euro relativo a tutte le Ausl dell'Emilia-Romagna.
 
"Usciamo da una logica di pura conservazione e di continuismo: il servizio sanitario di questa Regione ha la propria forza non nella capacità di gestire ma in quella visionaria di proporre delle scelte e di porsi come guida per il resto del Paese”, ha dichiarato l’assessore regionale alle Politiche per la Salute Carlo Lusenti. Che ha aggiunto: “Il nostro obiettivo non è quello di risparmiare ma di spendere fino all’ultima risorsa disponibile per continuare a garantire i nostri elevati livelli di assistenza, con un progetto che è di innovazione, sviluppo e crescita”. Livelli che "testimoniano la qualità del nostro servizio anche più dei pur buoni risultati di bilancio e di equilibrio. Risultati che non sono garantiti per sempre in un settore, quello dell’assistenza sanitaria, come nessun altro attraversato da cambiamenti profondi. Le aziende romagnole – ha aggiunto l'assessore alla Sanità dell'Emilia Romagna – hanno una condizione di fragilità rispetto a obiettivi di ulteriore crescita e sviluppo. Quindi bisogna dire ‘no’ logiche di territorio miopi e parziali e ‘sì’ ad obiettivi più ambiziosi, cui si giunge dopo un percorso durato due anni. Le scelte non sono state calate dall’alto”.

 

20 Novembre 2013

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