Emotrasfusi. Coletto: “I fondi non ci sono. Respinto emendamento stabilità che li stanziava”

Emotrasfusi. Coletto: “I fondi non ci sono. Respinto emendamento stabilità che li stanziava”

Emotrasfusi. Coletto: “I fondi non ci sono. Respinto emendamento stabilità che li stanziava”
"Quei soldi non ci saranno fino a che il Governo non deciderà di finanziare nella legge di stabilità i 175 milioni necessari. La vergogna, iniziata nel 2012, continua. Spero almeno che finiscano le mistificazioni politiche, che, trattandosi di gente che soffre, sono assolutamente disonorevoli”. Così l'assessore alla Sanità della Regione Veneto replica agli esponenti del Pd che "diffondono notizie prive di fondamento". L'EMENDAMENTO

“Quei soldi non ci sono e non ci saranno fino a che il Governo non deciderà di finanziare nella legge di stabilità i 175 milioni necessari. E non tira una bella aria, perché un emendamento presentato in questo senso dai Senatori Stefani, Comaroli, Arrigoni e Tosato è stato bocciato dalla maggioranza ‘piddinomontianverdinianalfaniana’ in Senato e derubricato a semplice ‘raccomandazione’. La vergogna, iniziata nel 2012, continua. Spero almeno che finiscano le mistificazioni politiche, che, trattandosi di gente che soffre, sono assolutamente disonorevoli”. Lo sottolinea l’Assessore alla Sanità della regione Veneto, Luca Coletto, “a fronte – dice – delle notizie prive di fondamento che numerosi esponenti del Pd, ultima in ordine di tempo l’Onorevole Daniela Sbrollini, continuano a diffondere su inesistenti fondi di cui la Regione disporrebbe per pagare agli emotrasfusi le indennità della legge nazionale 210/1992”.
 
“Mi auguro che si tratti di disinformazione, perché in caso contrario saremmo di fronte ad una grave e volontaria mistificazione della realtà, che ottiene l’unico risultato di ingannare i malati. Lo ripeto per l’ultima volta, poi mi vedrò costretto a passi formali: la Regione Veneto non può erogare le indennità agli emotrasfusi per due motivi: ci è vietato dal Ministero dell’Economia e Finanze (Mef) che considera improprio l’utilizzo del Fondo Sanitario Regionale per anticipare i soldi che il Governo non stanzia più dal 2012; l’unico stanziamento realmente arrivato, di 8 milioni 531 mila 219 euro, che stiamo distribuendo, non può essere usato per pagare indennizzi ma per sanare situazioni pregresse”, prosegue Coletto.
 
 “La verità è la seguente – aggiunge l'assessore – 1) dal 2012 lo Stato ha interrotto ogni trasferimento economico alle Regioni per il pagamento di questi indennizzi, di sua competenza sulla base della legge nr. 210 del lontano 1992. 2) le note formali da parte della Conferenza delle Regioni (ben sei a partire dal 2 marzo 2012) con le quali si sollecitava il trasferimento delle somme dovute per poterle girare ai pazienti residenti nelle varie Regioni hanno avuto il silenzio come risposta da parte dei Ministeri competenti. 3) alla luce di questa perdurante inadempienza, la Regione del Veneto aveva deciso, per motivi di solidarietà assistenziale, di corrispondere comunque, con proprie anticipazioni, gli importi 2012, 2013 e 2014 utilizzando il Fondo Sanitario Regionale. 4) nonostante la situazione temporanea e i motivi solidaristici, le anticipazioni del Veneto sono state segnalate come “improprie” dal Tavolo degli Adempimenti sulla spesa sanitaria presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), che ha ribadito che questo tipo di spesa non può essere coperto con il Fondo Sanitario. 5) il Veneto è stato quindi costretto a sospendere le anticipazioni a partire dall’annualità 2015. 6) per tutto il 2014 le Regioni hanno “combattuto” senza successo con lo Stato per affermare la necessità di riprendere il finanziamento della legge 210/1992. 7) l’unico risultato è uno stanziamento per il Veneto di 8 milioni 531 mila euro, che stiamo utilizzando, vincolato però al 50% al recupero delle somme anticipate “indebitamente” (secondo il Mef) usando il Fondo Sanitario Regionale nel triennio 2012-2014 e nel primo semestre 2015, e al restante 50% per il pagamento degli arretrati della rivalutazione dell’indennità integrativa, cancellata dalla legge nazionale 30 luglio 2010 nr. 12 e reintrodotta a seguito di un pronunciamento di incostituzionalità da parte della Consulta (sentenza nr. 293 del 2011).”.
 
“Il Mef ci ha quindi detto che non possiamo usare il Fondo Sanitario per anticipare a nome dello Stato questi indennizzi i tagli Governativi hanno ridotto quasi a zero la parte di spesa libera 2016 del bilancio della Regione Veneto; la legge di stabilità nazionale 2016 non prevede al momento alcun finanziamento per la legge 210/1992. Piuttosto che mentire ai malati per attaccare la Regione – conclude Coletto – consiglierei ai censori del centrosinistra veneto di utilizzare le energie per convincere il ‘loro’ Governo a riparare a questa vera e propria vergogna”.

20 Novembre 2015

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