Fase 3. In Veneto nuove linee guida per case di riposo, comunità e centri semiresidenziali

Fase 3. In Veneto nuove linee guida per case di riposo, comunità e centri semiresidenziali

Fase 3. In Veneto nuove linee guida per case di riposo, comunità e centri semiresidenziali
Per essere accolti in una struttura per anziani i nuovi ospiti che provengono da casa dovranno affrontare un periodo di isolamento in struttura di 14 giorni e tampone nasofaringeo prima e dopo la quarantena. Per gli altri tipi di strutture socioassistenziali basterà il tampone negativo. Le visite (max 2 persone) saranno possibili nel rispetto delle norme igieniche di sicurezza, avranno una durata massima di 30 minuti e si svolgeranno in spazi dedicati, preferibilmente all’aperto. IL DOCUMENTO

Il presidente del Veneto Luca Zaia ha firmato l’ordinanza che riapre le case di riposo e le strutture sociosanitarie residenziali e semiresidenziali per minori, disabili, persone con problemi di dipendenza e di salute mentale. Ieri, nel consueto punto stampa dedicato all’evolversi della pandemia, l’assessore regionale alla sanità e al sociale Manuela Lanzarin ha illustrato le nuove regole.

“Sono linee guida tutelanti per strutture, ospiti e familiari – ha premesso l’assessore – Visto l’andamento epidemiologico favorevole, mi auguro che con queste indicazioni e con la sottoscrizione del patto di responsabilità tra enti gestori e familiari, tutte le strutture possano riaprire a visite e a nuovi accessi e superare l’attuale fase emergenziale. Gli ospiti, e in particolare gli anziani, hanno sofferto e stanno soffrendo un pesante isolamento. Ma il mio pensiero va anche alle persone disabili delle comunità alloggio e agli ospiti delle strutture per la salute mentale, da mesi privi di contatti con la rete familiare e sociale a causa delle misure di prevenzione e contenimento dei contagi. Con queste nuove disposizioni, più snelle ma anche di maggior garanzia, la Regione fa una vera e propria assunzione di responsabilità nei confronti di strutture, ospiti e famiglie e si impegna, con un attento monitoraggio epidemiologico, ad intervenire subito con nuove disposizioni qualora si manifestino casi di infezione e reinfezione”.

“La Giunta regionale sta inoltre lavorando anche ad un provvedimento finanziario – ha aggiunto Lanzarin –  per garantire la sostenibilità economica alle strutture, i cui bilanci versano in pesante difficoltà a causa dei decessi e della chiusura per quasi quattro mesi”.

Le nuove linee guida (che sostituiscono quelle del 29 maggio per le strutture residenziali e integrano quelle emanate il 18 maggio scorso per Ceod e centri diurni) prevedono regole per i nuovi accessi – diversificate a seconda che si tratti di strutture per anziani o per altre categorie – e per le visite (quest’ultime uguali per tutte le strutture).

Ecco una sintesi delle nuove regole illustrate in una nota della Regione.

NUOVI OSPITI IN CASA DI RIPOSO. I nuovi accessi sono possibili solo nelle strutture che possono garantire una netta separazione degli spazi nel caso sopravvengano nuovi contagi. Prima di accogliere un nuovo ospite la struttura dovrà verificare l’assenza di segni o sintomi di malattia (“in particolare l’insorgenza improvvisa nei 14 giorni precedenti di febbre, tosse e difficoltà respiratorie”) e  che non sia stato a contatto stretto con un caso confermato o probabile di Sars-Cov-2.
Quindi, per essere accolti in una struttura per anziani i nuovi ospiti che provengono da casa dovranno affrontare un periodo di isolamento in struttura di 14 giorni e tampone nasofaringeo prima e dopo la quarantena.
Se l’anziano arriva da un  ospedale o da un’altra struttura sanitaria sarà sottoposto al tampone e accolto in un ospedale di comunità per il periodo di quarantena.

Nel caso di accesso al pronto soccorso l’anziano sarà riaccolto nella struttura di appartenenza senza obbligo di tampone.
Nel caso di visite ambulatoriali e prestazioni diagnostiche esterne le linee guida per i poliambulatori prevedono già percorsi separati rispetto agli altri utenti e quindi non sono previste misure cautelari ulteriori.
Per trasferimenti all’interno dei reparti o nuclei della stessa struttura non sono previste misure cautelari.

NUOVI OSPITI IN ALTRE STRUTTURE. Per accessi ad altre strutture socioassistenziali (comunità alloggio, case famiglia, case della salute mentale, comunità per minori o per dipendenze), l’ingresso avverrà dopo aver ottenuto l’esito negativo al tampone nasofaringeo.

VISITE. Da oggi le visite sono possibili, nel rispetto rigoroso delle norme igieniche di sicurezza (igienizzazione mani,  uso corretto mascherine chirurgiche, distanziamento interpersonale, misurazione temperatura corporea). Familiari e ospiti devono proteggersi con mascherine chirurgiche nel momento dell’incontro. Le visite di familiari, parenti e visitatori dovranno essere prenotate e sono consentite per un massimo di due persone in presenza, per un tempo definito (30 minuti), in spazi dedicati (non in camera), preferibilmente all’aperto. Le strutture dovranno conservare il registro degli accessi, verificare con un test (check-list da compilare all’ingresso) che i visitatori siano in buona salute e far firmare il patto di responsabilità.
Le visite di familiari e congiunti ai nuclei di degenza sono consentite in camera per casi particolari di emergenza autorizzati dalla struttura.

RIENTRI IN FAMIGLIA. Per gli ospiti nelle case di riposo nel caso di un eventuale rientro in famiglia scatta la medesima procedura di un nuovo ingresso da casa. Nelle altre strutture e servizi i rientri sono possibili (in particolare per i minori), previa sottoscrizione del patto di responsabilità tra la struttura e i familiari o congiunti de monitoraggio dei sintomi post-rientro: In caos di febbre o di sintomi sospetti  il minore verrà posto in isolamento precauzionale e sottoposto a tampone.

SERVIZI SEMIRESIDENZIALI. Ceod, Centri diurni, Centri Sollievo, possono riaprire per gruppi fino ad un massimo di 10 persone (prima era possibile solo per gruppetti da 5), con suddivisione delle attività per compartimenti funzionali. I nuovi ingressi richiedono l’esame preventivo del tampone nasofaringeo.
Anche per le strutture e i servizi semiresidenziali è prevista la sottoscrizione preventiva di un patto di responsabilità reciproca tra il gestore della struttura e il soggetto interessato o i familiari/congiunti, l’autodichiarazione circa la non presenza nell’ambito del proprio nucleo familiare di persone con febbre o sintomi di malattia respiratoria e l’impegno a informare la struttura nel caso in cui un componente del nucleo familiare dovesse presentare i sintomi nei giorni successivi. Anche gli operatori dei servizi semiresidenziali, al pari di quelli residenziali e degli operatori della sanità, sono sottoposti a tamponi periodici.  I servizi di trasporto da e per le strutture dovranno rispettare la distanza minima di un metro tra i passeggeri che dovranno comunque indossare la mascherina..

MISURE DI PREVENZIONE. In vista dell’autunno è prevista una campagna di prevenzione vaccinale di massa per ospiti,  operatori, fornitori, visitatori e familiari: per tutti gli ospiti delle strutture residenziali per anziani sarà avviata, con la regia del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica dell’Ulss di riferimento e in collaborazione con medici operanti nella struttura, una specifica campagna vaccinale di recupero contro il pneumococco per tutti i soggetti non già vaccinati, in linea con le indicazioni nazionali e regionali. Sarà, inoltre, continuata e rafforzata la campagna di vaccinazione antinfluenzale stagionale. La vaccinazione  antinfluenzale è “fortemente raccomandata”, inoltre, per tutti gli operatori e per i visitatori delle case di riposo.

FORMAZIONE. Infine per tutto il personale delle strutture residenziali e semiresidenziali è previsto un massiccio piano di formazione, svolto dalla Fondazione Scuola di sanità pubblica, per favorire comportamenti corretti e adottare le migliori prassi per prevenire eventuali focolai e gestire al meglio una eventuale ripresa dei contagi.

23 Giugno 2020

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