Fimmg: “Regione prenda esempio dalla Merkel per il coinvolgimento dei medici di famiglia”

Fimmg: “Regione prenda esempio dalla Merkel per il coinvolgimento dei medici di famiglia”

Fimmg: “Regione prenda esempio dalla Merkel per il coinvolgimento dei medici di famiglia”
Il sindacato fa sapere di avere già inviato una lettera alla Regione, negli scorsi giorni, evidenziando la necessità di “una regia unica contro le difformità di comportamento delle Asl”, di “una rappresentanza della medicina generale nel board organizzativo" ed “una differente organizzazione nella distribuzione delle dosi non col contagocce ma programmata e costante”. Per la Fimmg Lazio “pur riconoscendo le oggettive difficoltà legate all'approvvigionamento dei vaccini”, tali difformità sono “incomprensibili”.

“La Regione Lazio prenda esempio dalla Merkel per il coinvolgimento dei medici di famiglia nella campagna, la Germania punta proprio sui medici di famiglia per far decollare la campagna vaccinale”. Questo il commento della Fimmg Regionale del Lazio che, in una nota, fa sapere di avere inviato alla Regione già una lettera in cui esplica tutte le “criticità” della campagna vaccinale contro il COV -19. Per la Fimmg Lazio “serve una regia unica contro le difformità di comportamento delle ASL, una rappresentanza della medicina generale nel board organizzativo ed una differente organizzazione nella distribuzione delle dosi non col contagocce ma programmata e costante”.

“Pur riconoscendo le oggettive difficoltà legate all'approvvigionamento dei vaccini e al blocco della somministrazione di Astra.Zeneca – scrive la Fimmg Lazio nella lettera alla Regione – non possiamo non sottolineare le incomprensibili differenze che si sono registrate tra le singole aziende sanitarie in merito all'offerta dei vaccini ai medici di medicina generale. Tali disparità  sono evidenziate dal fatto che a fronte di pochi medici che hanno somministrato  fino ad ora anche 80 dosi vaccinali,  moltissimi,  la maggior parte, hanno somministrato anche  0 dosi  pur avendole richieste nei modi e nelle forme stabilite dalle singole aziende sanitarie".

E spiega. “A Rieti , ci viene riferito che la ASL ha posto limiti nella distribuzione di vaccino Pfizer e che è stato realizzato un portale diverso da quello regionale, a Viterbo mancherebbero i vaccini Pfizer, a Latina i vaccini sarebbero stati distribuiti ad altri enti determinando la mancanza di dosi per la medicina generale. A Frosinone e nella ASL Roma 3 si pubblicano bandi per medici vaccinatori  a  60 euro ora ai quali parteciperebbero medici di assistenza primaria e di CA rendendo inutili gli accordi regionali recentemente siglati. Nella Roma 1 i vaccini Pfizer sono distribuiti solo per le somministrazioni domiciliari. Così non va, è necessaria una unica regia regionale che garantisca uniformità di comportamenti in tutte le aziende sanitarie  a cominciare dalle assurde richieste dei Call Center di rivolgersi al medico curante per le prenotazioni presso i centri vaccinali”.

“La spirale viziosa che si è innescata è  tale – evidenzia il sindacato – che,  stante l’enorme confusione, molti MMG chiedono nell’incertezza poche dosi, spesso anche su invito  perentorio  delle ASL, determinando in chi legge i dati di richiesta a livello centrale, una percezione erronea delle richieste della medicina generale”.

Per risolvere il problema, secondo la Fimmg Lazio, “sarebbe più utile che ogni  MMG , fornisse  la stima del fabbisogno reale, in relazione alle categorie interessate ed una volta determinato il fabbisogno stimato procedere, in relazione alle dosi disponibili, a predisporre un piano di consegne  settimanale, magari delegando,  così come  avvenuto per la campagna antiinfluenzale,  colleghi dell’UCP o del distretto sia al ritiro dei vaccini che alla stessa somministrazione. A riguardo ci vengono segnalate difficoltà anche nella delega al ritiro di dosi per componenti della stessa UCP”.

“Crediamo sia utile – conclude la Fimmg Lazio –, e lo proponiamo pertanto in maniera formale con la presente nota,  integrare il gruppo di lavoro regionale sulla campagna vaccinale  con un rappresentante  della medicina generale per avere una più ampia panoramica  della situazione generale, proponendo analoga figura alle singole aziende sanitarie al fine di monitorare criticità e ricercare soluzioni  evitando il rituale di inutili richieste burocratiche che tutti i giorni piovono sulla categoria senza che sia evidente una strategia che consenta alla MG di sfruttare la propria  capillarità e prossimità rispetto  ai cittadini  come ha  sempre dimostrato: ricordiamo che nell'ultima campagna vaccinale per l'influenza i medici di assistenza primaria hanno vaccinato 1.300.000 cittadini in poco più di 45 gg.”

22 Marzo 2021

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