Fine vita. Antea compie 30 anni. Aiutate oltre 21 mila persone

Fine vita. Antea compie 30 anni. Aiutate oltre 21 mila persone

Fine vita. Antea compie 30 anni. Aiutate oltre 21 mila persone
L’associazione per l’assistenza ai malati terminali attiva nel Lazio celebra oggi il suo trentesimo compleanno e fa un bilancio del passato, ma guarda anche al futuro: Casale “Nei prossimi dieci anni il nostro impegno sarà sullo sviluppo delle cure palliative precoci con l’obiettivo di raggiungere la capacità di ridurre a zero sofferenze e dolori”. A questo scopo Antea realizzerà un progetto formativo rivolto ai medici di medicina generale e agli infermieri.

Antea, l’associazione per l’assistenza ai malati terminali attiva nel Lazio, compie 30 anni. E li ha celebrati oggi con un grande evento che è stata l’occasione non solo per fare un bilancio del passato, ma anche per guardare alle sfide future.

In trent’anni di attività gli operatori e i volontari di Antea hanno garantito assistenza contro il dolore a oltre 21 mila persone e contribuito a trasformare le cure palliative in un diritto riconosciuto nei livelli essenziali di assistenza. “E’ un bilancio positivo di cui andiamo orgogliosi – ha dichiarato Claudia Monti, presidente di Antea –. L’associazione per assistere i malati terminali si è costituita nel 1987 e il primo hospice accreditato con 10 posti residenziali è stato avviato nel 2000 in via Battistini a Roma, ospitato nell’ala dismessa di una clinica privata. Nel 2008 c’è stato lo spostamento al Santa Maria della Pietà, in un padiglione concesso dalla Asl”.

L’hospice oggi è una struttura moderna che conta 25 posti in altrettante stanze dotate, tra l’altro, di una poltrona letto per un ospite e bagno privato, TV, frigorifero, cassaforte, ma anche studi medici e un luogo di culto sempre accessibile e a disposizione degli ospiti, dove è assicurato il rispetto di tutte le confessioni religiose. “Oggi – conclude Claudia Monti – siamo una bellissima squadra di oltre 200 persone, tutte motivate e professionalmente preparate. Il primo anno siamo riusciti ad assistere 21 persone, nel 2016 il numero è cresciuto a 21.000”.

La crescita della capacità assistenziale di Antea è andata infatti di pari passo con la crescita del sistema di cure palliative a Roma e nel Lazio “che, oggi – evidenzia l’associazione – è uno dei  più avanzati in Italia. Gli hospice nel Lazio sono 25, i posti letto 342, quelli in assistenza domiciliare 1368. Nel 2016 gli assistiti in residenziale sono stati più di 5000, in assistenza domiciliare invece 15mila”.

Giuseppe Casale, cofondatore di Antea e coordinatore sanitario e scientifico della struttura, ha quindi indicato il terreno di sviluppo futuro delle cure palliative e, dunque, dell’associazione. “Nei prossimi dieci anni il nostro impegno sarà sullo sviluppo delle cure palliative precoci con l’obiettivo di sviluppare la capacita ridurre a zero sofferenze e dolori. Da uno studio condotto in 20 paesi europei è emerso che la difficoltà principale nell’individuazione precoce dei pazienti con bisogno di cure palliative e le scarse competenze specifiche da parte degli operatori delle cure primarie, costituiscono un grosso ostacolo alla fruizione delle cure, tanto da bloccarne o ritardarne l’accesso. Da qui il nostro impegno a rimuovere gli ostacoli attraverso un progetto formativo che coinvolga medici di medicina generale e infermieri per sviluppare le competenze necessarie alla diffusione dell’approccio palliativo precoce”.

Antea in questi 30 anni ha ricevuto moltissimi riconoscimenti tra cui quelli dei Presidente della repubblica Carlo Azeglio Ciampi e Giorgio Napolitano, mentre è stata in prima linea su ricerca e formazione per quanto attiene il tema delle cure palliative e del dolore cronico. Il convegno di oggi si avvale della partnership con la Pontificia Accademia per la Vita.

14 Dicembre 2017

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