Fondo non autosufficienza. In Veneto nuova pianificazione, fondo di 148 mln in 3 anni

Fondo non autosufficienza. In Veneto nuova pianificazione, fondo di 148 mln in 3 anni

Fondo non autosufficienza. In Veneto nuova pianificazione, fondo di 148 mln in 3 anni
Il Piano prevede un incremento di 3000 impegnative che danno accesso alle prestazioni rese presso i servizi residenziali nel triennio 2022/2024 valorizzando, in modo proporzionale, i territori meno dotati. L’aggiornamento prevede anche l’unificazione dei due livelli assistenziali in uno solo, con una quota sanitaria unica pari a 52 euro da introdursi dal primo luglio, con mantenimento delle Impegnative di residenzialità da 56 euro per quelle già attive.

Rivoluzione nel settore della “non autosufficienza” in Veneto con l’unificazione dei due livelli assistenziali (con quota sanitaria unica da 52 euro) e 3mila impegnative in più. Ad annunciarlo la Regione in una nota.

La Regione ha varato un Piano che prevede una nuova pianificazione, con incremento di 3000 impegnative di residenzialità nel triennio 2022/2024 valorizzando, in modo proporzionale, i territori meno dotati. La previsione è quella di rendere disponibili già nel secondo semestre dell’anno 1.000 impegnative, con un incremento di nuove 1.000 all’anno.

La programmazione, spiega la nota regionale, “verte a migliorare l’accessibilità alle strutture e agirà sulle liste di attesa andando a ridurle con il meccanismo della graduatoria unica”.

L’aggiornamento approvato dalla Giunta, prevede anche l’unificazione dei due livelli assistenziali in uno solo, con una quota sanitaria unica pari a 52 euro da introdursi dal primo luglio, con mantenimento delle Impegnative di residenzialità da 56 euro per quelle già attive.

Tale azione prevede un impegno già nell’esercizio 2022 di 19.862.399,00 euro.
Mentre il biennio 2023-2024 vedrà i seguenti incrementi:
€ 56.080.000,00 per l’esercizio 2023
€ 72.434.000,00 per l’esercizio 2024
Nell’arco della programmazione triennale le risorse assommano 148.376.000,00 euro.

“Riprogrammare il Fondo della non autosufficienza per venire incontro alle necessità della fascia più anziana e più debole della popolazione non è solo un aggiornamento legato ai cresciuti bisogni, ma un dovere morale per creare un nuovo patto, una presa in carico che sia a misura di cittadino”, commenta l’assessore alla Sanità e Sociale Manuela Lanzarin. “L’emergenza Covid 19 – aggiunge – ha modificato i reali bisogni, mettendo in luce nuove emergenze, da qui la necessità di rileggere l’offerta, rendendola più legata a quelle che sono le sopraggiunte necessità. L’invecchiamento della popolazione richiede una rilettura, tenendo conto delle cronicità che sono in crescita”. 

L’atto è stato trasmesso alla competente Commissione del Consiglio regionale per ottenere il previsto parere.

“Si tratta di un grande passo culturale, non solo “tecnico”. Una scelta che va nella direzione di far promuovere maggiore assistenza e cura della persona anziana, al passo con i tempi ed i bisogni che cambiano – fa notare l’Assessore – una scelta che nel contempo concorre a migliorare la gestione delle liste d’attesa, visto che si punta a superare le criticità determinate dal ridotto numero dei posti letto di secondo livello che al momento possono essere solo il 25% di quelli del primo livello, condizione che penalizzerebbe proprio le persone con maggior gravità”.

20 Luglio 2022

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