Fondo Pro-Vita. Donne Spi Cgil : “È una mancia di maternità”

Fondo Pro-Vita. Donne Spi Cgil : “È una mancia di maternità”

Fondo Pro-Vita. Donne Spi Cgil : “È una mancia di maternità”
Il coordinamento Donne dello sindacato dice “NO” al provvedimento della Regione Piemonte che stanzierà 400mila euro per progetti delle Associazioni pro-vita: “Alletta sul momento e per i primi tempi ma lascia poi la donna in balìa di se stessa per il resto del tempo. E soprattutto le toglie la possibilità di decidere in modo libero”.

Fa ancora discutere, in Piemonte, il provvedimento della Regione che stanzia 400mila euro a favore dei progetti delle Associazioni Pro Vita per sostenere economicamente le donne incinte e scoraggiare l’aborto legato a cause di disagio economico e sociale. “Una iniziativa che sembrerebbe lodevole se non che è una decisione politica che rappresenta ben altro” per il coordinamento Donne Spi Cgi Vercelli Valsesia.

Per il sindacato, infatti, l’offerta di aiuto economico “alletta sul momento e per i primi tempi, chi deve procurarsi l’indispensabile per portare a termine una gravidanza ma lascia poi la donna in balìa di se stessa per il resto del tempo. E soprattutto le toglie la possibilità di decidere in modo libero perché dovrebbe porre, nella medesima situazione, anche chi decide di abortire. Anche le donne che decidono di abortire, non la maturano a cuor leggero”. 

Per il coordinamento Donne Spi Cgi Vercelli Valsesia, inoltre, “privilegiare la scelta di maternità porta alla memoria prepotentemente il passato, quello in cui le donne dovevano essere fattrici prima di tutto”. Il sindacato si chiede, allora, “come la Regione Piemonte interpreti il ruolo della donna nella genitorialità. I figli si fanno in due e la natalità non riguarda solo le donne. Occorrerebbe incentivare un cambiamento culturale che richiede motivazione e deve essere reso allettante per essere efficace. Perché la genitorialità è un allenamento costante di competenze ed energie che fluiscono tra diversi ruoli, utilissimi in ogni ambiente, compreso quello lavorativo. Genitori – non donne – che procreano perché è stata data loro una mancia di maternità”.
 
Per il il coordinamento Donne Spi Cgi Vercelli Valsesia “a questo, la società dovrebbe mirare nel XXI secolo. Invece, si danno soldi, pure pochi, senza creare autonomia e socialità per le donne. Un passo indietro che maschera la sua opposizione, di vecchia data, ai diritti delle donne, con una elargizione di denaro e che torna a premere sulle fasce di società meno abbienti. Dove sono finite le tante proposte degli anni scorsi per le donne? Potenziamento degli asili nido, un fisco dalla loro parte, una medicina di genere, il tempo pieno a scuola e le scuole aperte, corsi di quartiere antiviolenza, una “scuola” di parità contro gli stereotipi… E molto altro ancora?”.

“Noi – conclude la nota del coordinamento – non lasciamo che si cancellino le conquiste di anni, lotte e sacrifici. Le donne devono avere la consapevolezza che, a piccoli passi, si smantella un percorso di autonomia e indipendenza! Ed è una consapevolezza  che deve maturare nell’immediato, prima che sia troppo tardi! Tacere di fronte agli errori e consentire che vengano commessi, significa essere co-responsabili. E noi non vogliamo che le donne, soprattutto le giovani donne, debbano pagare un alto prezzo per scelte che sono solamente politiche e che nulla hanno a che vedere con il benessere femminile”.

31 Maggio 2022

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